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martedì 2 marzo 2004

Bibliografia viaggi.

In questa pagina riporto la bibliografia dei libri di viaggio che posseggo nella mia modesta libreria. Come spesso accade in questi casi, col tempo sono diventato molto geloso di questi libri. In essi ho scoperto tante cose che mi hanno aiutato molto nella mia vita di viaggiatore e di uomo. Le opere qui catalogate riguardano principalmente, com'era prevedibile e come ho già ampiamente giustificato prima, letture di viaggi relativi al continente Europa. In un mondo in cui tutti si scoprono viaggiatori esotici e globali, e il viaggio viene inteso quasi solamente come avventura extraeuropea, alla ricerca di rarità ed originalità, come se il parametro relativo alla qualità del viaggio dipendesse dalla lontananza o dalla pericolosità, io ho fatto la scelta controcorrente di rimanere "a casa", nella vecchia e cara Europa, per conoscere i gioielli della inimitabile e straordinaria cultura europea. La letteratura di viaggio è una specie di magia poetica per chi ama i viaggi. Vi si trovano risposte a domande mai fatte e domande appropriate a risposte già conosciute. Ma si trovano anche pagine di poesia, di racconti di vita e di sensazioni che fanno amare il viaggio. E i libri che parlano di viaggi sono sempre più spesso libri di vita, di idee, di avventure, di progetti, di programmi, di futuro.Non esiste un solo viaggiatore che pensa solo all'oggi. Tutti sono proiettati nel futuro, tutti sono impegnati in progetti che li impegneranno successivamente nel tempo. A chi ha una certa età si manifesta l'ansia del non poter completare un progetto, di non poter visitare quella e quell'altra località. L'amore per il viaggio è forte e fa sentire il tempo come un nemico che ci incalza. Io me ne sono innamorato e desidero mantenere nella mia vita interesse e attenzione per questa scelta che invoglia a vivere meglio la vita di tutti i giorni. Ho provato molto piacere nello scoprire questo filone letterario che avevo sempre sottovalutato. A partire da Goethe la letteratura di viaggio mi ha sempre affascinato, tirato dentro alle storie raccontate, mi ha emozionato, mi ha incuriosito, mi ha messo l'ansia di conoscere e di vedere. Insomma, mi ha dato più di una molla per farmi muovere. E il moto, come disse Aristotele, è vita e aggiunse che ignorato motu ignoratur natura, ovvero "chi ignora il moto ignora la natura".
- J.Wolfangh Goethe, Viaggio in Italia, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1991;
- Ryszarg Kapuściński, Lapidarium. In viaggio tra i frammenti della storia, Milano, Universale Economica Feltrinelli, 1997;
- Marco Lodoli, Isole, Torino, Einaudi, 2005;
- Guido Piovene, Viaggio in Italia, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005;
- Andrea Bocconi, Viaggiare e non partire, Parma, Ugo Guanda Editore, 2002;
- Bill Bryson, Una città o l'altra. Viaggi in Europa, Milano, TEA,2006;
- Flavia Capitani-Emanuele Coen, A EST Belgrado, Bucarest, Sofia, Tirana, Varsavia. Il volto della nuova Europa, Torino, Einaudi, 2008;
- Duccio Canestrini, Non sparate sul turista, Torino, Boringhieri, 2004;
- Ewa Mazierska-Laura Rascaroli, Girando la nuova Europa. Viaggi postmoderni del road movie europeo, Roma, Gremese, 2007;
- Jack London et Altri, L'arte della fuga (a cura di Alberto Prunetti). Manuale per viaggiatori che non accettano istruzioni, Pavona (Rm), Nuovi Equilibri-Stampa alternativa, 2005;
- Chiara Meriani, Il senso del viaggio. Un percorso attraverso la storia del viaggio e la psicologia del viaggiatore, Tesi di laurea, Documento PDF, 2003;
- Robert M. Pirsig, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, Milano, Adelphi, 1981;
- Bruce Chatwin, Anatomia dell'irrequietezza, Milano, Adelphi Edizioni, 1996.
- Hugo Pratt, Viaggiatore incantato, Milano, Electa, 1996;
- Laurence Sterne, Viaggio sentimentale, Milano, Arnoldo Mondadori,1991;
- Attilio Brilli, Quando viaggiare era un'arte: il romanzo del Gran Tour, Bologna, Il Mulino,1995;
- Alain De Botton, L'arte di viaggiare, Parma, Ugo Guanda Editore Spa, 2002;
- Eric J. Leed, La mente del viaggiatore, dall'Odissea al turismo globale, Bologna, Società editrice il Mulino, 1992;
- Piero Innocenti, Geografia del turismo, La nuova scientifica, Roma, 1990;
- Michel De Montaigne, Viaggio in Italia, Milano, Rizzoli, 1989;
- Heine, Reisebilder, Impressioni di viaggio, Novara, EDIPEM, 1974;
- Duccio Canestrini, Andare a quel paese. Vademecum del turista responsabile, Milano, Feltrinelli, 2004;
- Robert Byron, L'Europa vista dal parabrezza, Milano, Excelsior 1881, 2008;
- J.Pierre Bouerdick, Viaggiare nei Balcani, Lecce, Argo, 2007;

Buona lettura!

lunedì 1 marzo 2004

Introduzione alla Sezione Viaggi.


Ho prodotto questa sezione del mio blog perché da molto tempo sono diventato un amante dei viaggi. Circa dieci anni fa ho iniziato il mio progetto di visita di tutte le 27 capitali dell’UE. Da una semplice scommessa di europeo, innamorato dell'Europa, sono passato ad essere un innamorato dei viaggi europei, una sorta di amore del viaggio nei luoghi più rappresentativi dell'immaginario di Europa, le capitali, con il loro retaggio di cultura e di tradizioni. Successivamente intendo aprirmi ai viaggi extra-europei, utilizzando il principio della continuità o, meglio, della vicinioretà, a cominciare con i paesi del nord-africa, mediterranei, dove si parla arabo. Se trovate utile questa sezione del mio blog, siete invitati a farmi domande o propormi suggerimenti e non esitate a contattarmi, tramite la pagina dei commenti, se riconoscete di avere qualche domanda più o meno interessante e curiosa da presentarmi. Sarò lusingato della vostra richiesta. Mi piacerebbe sentire la ragione per la quale vi possa avere portato qui. In una rete www immensa, gigantesca, colossale, trovare un piccolo puntino del web che mi localizza agli occhi degli altri è, da parte mia, motivo di orgoglio. Vi garantisco che con questo sistema ho già potuto incontrare poca, ma bella gente. Il che non è poco. Vi proporrò adesso cosa c'è nel mio immaginario di viaggiatore dell'Unione Europea. Spero di dire cose interessanti.

Ecco cosa penso dei miei viaggi nell'UE.

Lo dico subito a scanso di equivoci. Le pagine web che seguono non sono e non possono essere considerate un blog sui viaggi. Si tratta, viceversa, di un elenco di diari di viaggio scritti direttamente da me in coincidenza con le visite svolte nelle capitali europee. Mi rendo conto che non potrei mai ambire ad essere glamour e interessante come riescono a fare tanti altri. Queste pagine, che qui propongo in versione naif, hanno un solo scopo: quello di testimoniare, a chi è interessato, il mio amore per i viaggi e per tutto quello che questi rappresentano nella sfera dei miei interessi personali e, perchè no, anche spirituali. Si tratta di un racconto sostanzialmente autobiografico, distribuito tra tanti piccoli taccuini di viaggio in cui la narrazione è in prima persona. La descrizione dei report è descrizione di vicende realmente vissute, incontrate vis à vis, in cui i personaggi e le curiosità descritte sono ancora nei miei occhi e costituiscono l'investimento più bello di questi dieci anni di programmazione e realizzazione di viaggi europei. Lo sguardo utilizzato è quello del semplice "turista sul mondo e su se stessi", come dice efficacemente Duccio Canestrini nel suo piacevole volumetto Non sparate sul turista. Questo outlook è necessario per afferrare più novità possibili nei paesi e nelle città visitate, prima che il mondo, nella sua folle corsa verso l'aumento di entropia e l'irreversibile degrado ambientale, si trovi senza diversità alcuna nei vari paesi, in particolare nella nostra cara e vecchia Europa. Un mondo tutto uguale, replicato molte volte alla stessa maniera, in cui si mangiano gli spaghetti alla napoletana in cima all'Everest o ci si sazia con uno spezzatino di alce di Rovaniemi a Taormina, è l'ultimo castigo che ci aspetta nel vivere questa nostra fallibile vita. Sarebbe la fine vivere in un mondo grigio, uniforme, uguale, isotermico e con una forte propensione all'aumento incontrollato dell'entropia. L'ansia del viaggiatore, nel mio caso, è quella di fare presto. Il più presto possibile, prima che sia troppo tardi. Anche perchè ancora mi rimane molto da vedere. Sono, infatti, interessato a visitare le capitali dell'Unione Europea. Tutte le capitali dell'UE. Dico tutte e 27 le capitali, nessuna esclusa. Ripeto ven-ti-set-te, che non sono poche. Ventisette città, ventisette lingue che rappresentano non solo una comunità continentale di persone e popoli con una loro storia e un loro destino comune, ma anche una babele di segni e di modalità di comunicazione straordinariamente variegate e ricche di originali possibilità comunicative. Si tratta di ventisette universi, ognuno differente dall'altro in mille aspetti ma tutti legati da comuni tradizioni e da culture tra loro intrecciate in maniera solida, da millenni di scambi culturali e di solidi intrecci economici. Ecco cos'è l'UE. E non potrebbe essere diversamente visto che essa non è etnicamente omogenea e, soprattutto, non ha una lingua comune. Insomma, si tratta di un ricco bouquet di vitalità che si manifesta attraverso un sistematico e profondo uso dell'arte, della musica, della letteratura, della filosofia e delle altre mille discipline e forme espressive in cui si articola la comunicazione segnica e “multimediale”. Da un punto di vista più generale l'Unione Europea è, a mio modesto parere, un esempio straordinario di sistema democratico transnazionale funzionante che merita di essere visitato e approfondito. L'Unione rappresenta contemporaneamente un evento epocale e il vero successo politico dell'ultimo secolo, il Novecento, purtroppo lacerato da guerre e totalitarismi distruttivi. Il pessimo spettacolo di un continente diviso da feroci nazionalismi ha lasciato spazio a un ambizioso progetto di unità di tutta l'Europa che ha reso concretamente liberi i suoi cittadini. Le generazioni che si sono succedute in questi ultimi cinquanta anni ne hanno, a mio giudizio, una percezione netta, concreta, fisica, a partire da cose semplici come la libertà di viaggiare, l'esistenza di una moneta comune, etc... Sono dell'avviso che la portata rivoluzionaria del sistema politico dell'Unione Europea è il sogno europeo di un modello di convivenza, unico nel suo genere, da quando esiste l'uomo sulla Terra. Per questo voglio viaggiare e voglio conoscere. Desidero lasciare nella mia mente i ricordi belli di un'Europa che fa felici i suoi cittadini, indipendentemente dalle nazionalità, dalle religioni, dal colore della pelle, dalle etnie, che, per i giovani, sono solo sovrastrutture. Desidero lasciare traccia nei miei ricordi di un'Europa che può orgogliosamente mostrare arte e cultura a volontà. Anche se le cose non miglioreranno, è già abbastanza. Mi sento cittadino d'Europa e ne sono orgoglioso. Elevando il discorso penso che sia necessario affrontare la domanda relativa al perchè dei miei viaggi o se si vuole qual'è "il senso" da dare ai miei viaggi. Forse dirò delle cose banali, scontate, già lette o ascoltate da qualche altra parte, ma sempre utili e necessarie per far capire che chi viaggia ha una marcia in più da chi rimane sempre nello stesso luogo. La ragione è che chi viaggia acquisisce un tesoro di esperienza e di conoscenza che lo arricchiscono, migliorandolo. Dicono che viaggiare è una scuola di vita. Dicono che chi viaggia ha la possibilità di guardare il mondo da molteplici punti di vista. Dicono che chi si mette in viaggio con idee giuste, orientate a comprendere gli altri, riesce a comprendere un fatto elementare e al tempo stesso fondamentale: così come nell'universo fisico della natura anche nel mondo antropologico dei popoli e della gente "tutto è relativo": religioni, culture, tradizioni, costumi, lingue. L'ancorarsi e l'intestardirsi a rimanere legato a monoculture localistiche, in cui ci si abbandona a una identità esasperata e limitata, non aiuta a conoscere gli altri, non sviluppa capacità di comprensione; anzi, toglie agli indigeni possibilità e sensibilità a comprendere il mondo e coloro che sono diversi. Il viaggio aiuta a liberarsi più facilmente dalle catene del localismo, dai pregiudizi, dalle limitazioni dell'isolamento perchè viaggiare è, in fondo in fondo, strumento di vita in grado di migliorare la nostra capacità a vedere il mondo per quello che è, e non per quello che noi pensiamo che sia. Il viaggio aiuta meglio a conoscere il mondo e gli altri. Certo, c'è modo e modo di viaggiare e di scoprire. Sta a ciascuno di noi sviluppare la direttrice che più lo realizza, ciascuno a modo proprio senza ricette prestabilite. E, soprattutto, senza vincoli di destinazione: ognuno deve essere libero di trovare le ragioni del proprio modo di viaggiare. Tuttavia, una piccola osservazione a questo proposito è necessaria farla. Non voglio fare polemiche, per carità. Ma ho una domanda che desidererei fare a molte persone che si interessano di "trip and travel". Entrando nelle librerie e leggendo riviste e blog che si interessano di viaggi si ha l'impressione che se si vuole essere a la page ci si deve interessare quasi esclusivamente di viaggi intercontinentali, che riguardano posti sperduti, lontani, insomma i più isolati possibili. Il rischio è che se ci si interessa di Europa, come faccio io, si viene considerati piccoli "provinciali". Mi si scuserà, ma io non sono d'accordo. Questo è uno dei pochi motivi perchè mi trattengo dall'intervenire in siti che manifestano la tendenza che ho illustrato prima. D'altronde, dico subito la verità: a me non piace il viaggio come avventura. Voglio dire che non farei mai, come avrà sicuramente fatto qualcuno, di visitare un quartiere malfamato di una città poco raccomandabile. Non appartengo alla categoria che considera il viaggio come mezzo di produzione di adrenalina e non vado a trasformare una piacevole gita turistica in un pericoloso safari o in una altrettanto temeraria e rischiosa escursione tra i predoni nelle dune di un posto isolato. E in più, dico che provo piacere ad arrivare molto in anticipo in aeroporto, proprio perchè mi piace osservare i volti comuni e "poco eccitanti" dei viaggiatori in transito. Canestrini, per esempio, non accetta il consiglio del conducente di un taxi e si tuffa nelle stradine della pericolosa città di Panama, venendo derubato. Ebbene si, come dice Canestrini, fra le due tipologie di viaggiatore mi sento appartenere a quella che viene chiamata, quasi con disprezzo, la tipologia del turista "militarizzato", protetto, al sicuro nell'hotel o nel villaggio turistico, come in un museo o al bar della piazza principale della città visitata. In effetti, di casualità e di avventura nei miei viaggi non c'è nemmeno l'ombra perchè sono da me temuti ed accuratamente evitati. Non mi vergogno per questo, anzi rivendico polemicamente il merito di non avere mai "disturbato" il Ministero degli Esteri per attivare la procedura del pagamento di un riscatto ai predoni di turno per essere liberato dopo essere stato ingenuamente rapito. Dunque, la piazza del Duomo, la via principale, gli edifici dall'architettura inimitabile, i monumenti, le pinacoteche, i musei, qualche centro commerciale per riposarmi, un ristorantino per gustare il menù tradizionale "della casa", come per esempio quelli del tipo di un piccolo paesino dell'Alta Valtellina o di una modesta trattoria sui monti Nebrodi, lo confesso, senza complessi di inferiorità, fanno sempre parte dei miei interessi di viaggio. E adesso ritorniamo ai miei itinerari di viaggio europei.
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Spero che abbiate capito che sono profondamente europeista. Credo nell'unione politica europea da quando ero un ragazzino che seguiva le scelte dei grandi padri fondatori dell'Europa: Konrad Adenauer, Robert Shuman, Alcide De Gasperi, Jean Monnet, Altiero Spinelli, etc... Alla mia prima auto, comprata nel lontano 1974, ho incollato sul retro il logo EU. Allora si chiamava Europa Unita. Ed ero orgoglioso di mostrarlo a tutti. Desidererei dire, inoltre, che a mio parere l'Unione Europea è un'Istituzione che ha profondamente giovato agli europei e in particolar modo ai giovani di tutto il continente. Voglio dire che non è importante quello che essa ha fatto in questi anni come Istituzione. E' importante il fatto stesso che essa esiste, perchè ha prodotto cambiamenti reali e concreti nel modo di pensare all'idea di nazionalità, che ora in Europa è differente rispetto a una o più generazioni fa. Il risultato è che l'Unione è ormai radicata nella coscienza delle generazioni dei più giovani, i quali si sentono liberi oltre le barriere della nazionalità o della lingua. Questo ha cambiato, che si voglia o meno, il contesto e il modo di pensare degli europei. Ne sono convinto e contento.
Questo tour costituisce per me il risultato dei miei sforzi di cittadino europeo. Conoscere, aver visto, aver vissuto, aver "toccato con mano" sebbene per poco tempo, in tutte e ventisette le capitali dell'Unione Europea le città, costituisce per me un meraviglioso regalo che ho voluto fare a me stesso nel momento in cui ho compreso che per sentirmi veramente europeo dovevo provare l'"ebrezza" della visita di tutte le città capitali dell'Unione. Senza volere apparire immodesto mi è sembrato importante raggruppare qui tutte le mie esperienze di viaggio, non foss'altro che per dare ad altri lo spunto di ripercorrere le mie esperienze in modo personale e autonomo. Nell'elenco che segue sono presenti alcuni link attivi che portano al resoconto di viaggio da me vissuto nel tempo. Ho intenzione di arricchire il carnet dei resoconti. Mi ci vuole però tempo.
Prima di salutarvi desidererei aggiungere una "nota di viaggio" sempre gradita ai lettori che fanno spesso le valige. Si tratta del mio modo personale di fare la valigia. In rete ci sono decine di siti web che danno suggerimenti e consigli su come fare la valigia quando si parte. C’è l’imbarazzo della scelta. Addirittura ci sono siti web che hanno centinaia di iscritti di tutte le lingue che seguono le indicazioni proposte. Con questi presupposti, non ho intenzione di fare concorrenza a chi è più ferrato di me in questo settore. L’intento è solo quello di ricordare a me stesso cosa devo fare quando devo preparare la “mia” valigia e non quella degli altri, per non dimenticare tutto quello che è necessario portare in viaggio. Null’altro.
Inizio col dire che la prima cosa che faccio quanto devo partire è di iscrivermi al sito web www.dovesiamonelmondo.it. Subito dopo localizzo in valigia, nel posto più adatto, tutti gli elementi del viaggio. Al primo punto c’è il carica-batteria del mio cellulare, con cuffia e una piccola presa universale, con il formato cilindrico di tipo tedesco. Aggiungo il passaporto e la fotocopia del passaporto, la carta di imbarco dell’aereo, il voucher per l’albergo, la carta di credito e il bancomat, con relativi numeri telefonici per bloccarli. Continuo con la tessera sanitaria che sostituisce il Mod.E111, una sciarpa di seta che non occupa spazio e allo stesso tempo mi mette al riparo, qualora nella carlinga dell’aereo ci fosse una brusca variazione di temperatura che avviene frequentemente, soprattutto sugli aerei Alitalia, dovuta all’aria condizionata spesso eccessivamente fredda. Segue un cappellino da sole ma anche un impermeabile di plastica tascabile, alcuni farmaci indispensabili (antipiretico, antidolorifico, antistaminico, disinfettante, per es. tachipirina, zirtec, folina, garze, cerotti e fascette adesive, etc.), il lucchettino della valigia, un’etichetta che serve per segnare il bagaglio con nome cognome e indirizzo del luogo di destinazione, un ombrello pieghevole, un paio di pantofoline leggere, della biancheria intima come calzini, mutande, magliette, il pigiama con alcune camicie, un maglioncino, un kay way, un paio di pantaloni, una confezione di cracker per tutte le evenienze, e un paio di occhiali da vista di riserva. Non può mancare la dotazione di strumenti come un coltellino tascabile milleusi, una spilla con elastici, un kit cucito di emergenza, qualche sacchetto di plastica ben ripiegato per i panni sporchi, un filo con all’estremità delle pinzette da utilizzare a mo’ di stendibiancheria per quando devo farmi il bucato a mano, un sottile e resistente marsupio da indossare sotto gli abiti con all’interno il denaro e i documenti sensibili, una piccola bussola, un fischietto, un taglia-unghie e delle forbicine, un assorbente (può sempre essere utile), fazzolettini di carta, una piccola torcia elettrica tascabile e un finto portafoglio come specchietto per le allodole nel viaggio, una penna e qualche foglietto di carta. Indispensabili sono anche un manualetto da viaggio con relativa mappa e/o carta stradale, e le chiavi di casa. E’ consigliabile circolare con le fotocopie dei documenti di riconoscimento e lasciare gli originali nella cassaforte dell’albergo. Un ottimo consiglio è dato da Marina Misiti nel suo interessante e-book dal titolo Di valigie, viaggi e dintorni, dove suggerisce di effettuare una foto con il cellulare di tutto il bagaglio steso sul letto e a valigia chiusa. Servirà come memo visiva ma anche per un’eventuale denuncia in caso di perdita del bagaglio. Devo dire che mi sembra una proposta intelligente e molto convincente se a valigia completa mi premuro sempre di farne una copia che spesso rimane immutata nel tempo e valida anche per altri viaggi. In più consiglio, come faccio sempre, di disporre di una casella di posta elettronica come hotmail, gmail, yahoo, etc. nella quale depositare, una volta per tutte, immagini scannerizzate dei principali documenti di viaggio che possono permettere la duplicazione a stampa da qualunque internet point, e che possono sempre servire in caso di necessità. Ecco ciò che correda il mio bagaglio a mano. L’elenco potrebbe apparire per un verso esagerato e per altro incompleto. Ma questo è quello che io faccio e che trovo pratico. Naturalmente: "my opinions do not necessarily have to be true". E adesso andiamo a leggere il resoconto del viaggio a Berlino, nella capitale della Germania riunificata. Buona lettura.

Elenco dei report di viaggio delle capitali europee già pubblicati.

AMSTERDAM Nederland
LONDRA Great Britain
PARIGI France
VIENNA Österreich
BERLINO Deutschland
MADRID España
BELGRADO Srbija Београд
OSLO Norge
BRUXELLES Belgio
BRATISLAVA Slovensko
BUCAREST Romania Bucureşti
SOFIA Бългaри София
LA VALLETTA Malta
NICOSIA Cyprus Lefkosia
LUBIANA Slovenija Ljubljana
HELSINKI Suomi
ATENE Ελλάς Αθήνα
DUBLINO Ireland Dublin
BIBLIOGRAFIA LETTERATURA DI VIAGGIO

In via di pubblicazione.
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