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giovedì 27 novembre 2014

La CGIL come unico baluardo all’ingordigia del premier Renzi.


L’idea originale della CGIL, relativa al ricorso alla UE contro la legge sul lavoro approvata alla Camera, è l'ultima possibilità data al governo Renzi di evitare una disfatta epocale. Se non abbiamo capito male, nell'Unione Europea la severa Commissione sta imponendo all’Italia di approvare subito le riforme che l’annuncite di Renzi aveva promesso da tempo. Tra queste riforme c’è quella sul lavoro, di cui si parla spesso più per le polemiche tra il premier e la minoranza del suo partito che sostiene le ragioni della CGIL che per altro. Ebbene l’Europa ci chiede le riforme ma grazie alla CGIL, che farà ricorso al Tribunale europeo, si eviterà all’Italia di fare cattiva figura e allo stesso tempo si risolverà il problema delle richieste severe della Commissione. Meno male che a fronte della perentorietà delle richieste della Commissione c’è la CGIL che ci difende dalla sua aggressività. L’idea del ricorso a un arbitro europeo che ha il potere di imporre la nullità della legge sul lavoro di Renzi è a nostro giudizio l’idea forte della CGIL che risolverà il problema del lavoro e della crescita una volta per tutte. Immaginate quando la CGIL vincerà il ricorso. E’ evidente che Renzi dovrà dare le dimissioni perché non è stato in grado di fare le riforme. Dunque, dobbiamo ringraziare la CGIL che con l’appoggio della minoranza del Pd stanno cercando di risolvere, i soli nel panorama nazionale, il gigantesco imbroglio posto in essere dal governo Renzi. In poche parole se la strategia della CGIL sarà vincente, come ne siamo sicuri, la difesa dei diritti acquisiti da pochi, non solo “del lavoro” ma anche “del luogo di lavoro” vincerà sulla difesa, come vuole Renzi, dei molti che non solo “non hanno il luogo di lavoro” ma non hanno neanche “il lavoro” e sarà il più grande successo di tutti i tempi. Susanna Camusso in un solo colpo non solo annullerà la riforma di Renzi ma nell’Albo d’oro della CGIL diventerà più importante di Luciano Lama e addirittura di Giuseppe Di Vittorio. Non dimentichiamo poi la notizia letta anni fa sul CdS che la CGIL è la stessa organizzazione che ha difeso “i diritti” degli incorruttibili vigili romani colti in flagranza di reato, perché sorpresi dalla polizia con la mazzetta nelle mutande, evitando loro la gigantesca ingiustizia di avere macchiato la onorabilità della categoria dei prestigiosi vigili urbani dell’Urbe che, com’è noto, si rompono la schiena ogni giorno in strada ad aiutare gli automobilisti dalla mattina presto a notte fonda. Naturalmente la CGIL è sempre la stessa integerrima organizzazione sindacale che mentre le Partecipate romane (Atac, Acea, Ama, etc.) facevano debiti pazzeschi e realizzavano immorali assunzioni nepotistiche, la CGIL a conoscenza di questi fatti per evitare di creare danni all’immagine delle suddette Partecipate ha seguito il famoso detto siciliano: “non c’ero e se proprio c’ero non ho sentito nulla e non ho visto niente”. In poche parole, non denunciando questi fatti, ha reso all’Italia e a Roma un grande servizio di altruismo e di generosità. Vi pare poco?

mercoledì 26 novembre 2014

Ebraismo e islam: si vuole continuare a far finta di niente?


Non se ne può più. A cicli temporali sempre più brevi la contrapposizione violenta tra i due popoli, l'ebraico e il palestinese, continua inesorabilmente a crescere. Non si contano più i fatti che creano nell'opinione mondiale sconcerto, angosce e preoccupazioni. Il livello dello scontro tra i due popoli ha raggiunto picchi di inaudita violenza e urge correre ai ripari. La comunità mondiale finora non ha mai voluto aiutare i due rivali, veri e propri nemici, a risolvere il problema. Per ragioni più o meno legate a interessi politici, strategici, militari, economici e di potere lo scontro non solo non è diminuito ma addirittura è aumentato. Ne sono testimoni gli ultimi fatti relativi sia al lancio di centinaia di missili terra-terra da parte di Hamas e sia il tentativo dell’attuale premier israeliano Netanyahu di sfruttare, per ragioni elettorali, nientemeno che il cambiamento della Costituzione israeliana nel punto che dovrebbe togliere la parità di diritti ai cittadini non ebrei. Che vogliamo fare noi europei far finta di niente e continuare nella politica ottusa dello struzzo? Lasciamo stare gli USA che non hanno mai voluto risolvere il problema, soprattutto nei decenni passati quando avevano il monopolio mondiale della politica dopo la caduta del muro di Berlino, lasciamo stare anche la proposta, la meno sbilanciata di tutte, della monarchia dell’Arabia Saudita, ma l’Europa, la famosa Unione Europea come mai è stata latitante e continua a latitare? Cerchiamo di fare chiarezza. Partiamo come premessa dall’idea che il problema è veramente di difficile soluzione per la evidente ragione che ci sono di mezzo due religioni, di quelle che non scherzano in fatto di ideologia e di fanatismo, che sono l’ebraica e la musulmana. In periodi molto lontani anche quella cattolica è da considerare fra queste. Si sa che quando ci sono conflitti teologici la ragione smette di essere presente nelle menti anche di persone veramente equilibrate. Dunque, il vero problema sta qui. Se si vuole iniziare veramente a risolvere il problema si deve cercare di trovare una proposta prescrittiva al di fuori della religione da imporre ai due contendenti, basata su due Stati, due Popoli e una sola Pace che deve essere fatta propria dalle organizzazioni internazionali, in primo luogo dalle Nazioni Unite e a seguire da tutte le altre. Noi siamo del parere che se USA, Cina, UE, Russia, Leghe e Organizzazioni variegate di tutti i continenti, si mettessero d’accordo su una soluzione equilibrata che partisse dall’idea che la contrapposizione è dannosa per il mondo intero e che entrambi devono (non dovrebbero) cedere qualcosa e “pagare pegno” abbandonando convincentemente alcuni valori a loro parere “non negoziabili”, la soluzione è a portata di mano e tutto cambierebbe. Dunque, qui ci sono responsabilità precise di tutti gli Stati che non vogliono risolvere il problema. In questo caso, per favore, si assumano le loro responsabilità. Noi speriamo che l’UE attraverso il suo Alto rappresentante per la politica estera se c’è” batta un colpo” e si dia da fare per introdurre la questione e far imporre, ripetiamo, imporre ai due soggetti riottosi, ottusi, ostinati, litigiosi, nemici della pace mondiale, la Risoluzione che l’ONU dovrebbe imporre. Sia chiaro: noi non siamo né a favore del governo palestinese, né a favore del governo israeliano. Anzi, siamo contro entrambi perchè la loro semiticità invece di essere un valore è purtroppo un ostacolo. Noi riteniamo che i due governi, con i loro "capi e capetti" politici, siano responsabili della continuazione di una guerra che fa male a tutti, anche a noi stessi che scriviamo queste poche righe. E’ da anni che desideriamo andare per turismo a visitare il loro bel paese, a portare loro la nostra simpatia e la nostra amicizia per le loro belle tradizioni che si riferiscono alle loro lingue, alla loro laboriosità, alla loro musica, alla loro arte, alla loro narrativa, alla loro cucina, alla loro gastronomia e a tutto ciò che entrambi hanno fatto e potrebbero fare benissimo in più nel mondo della cultura, delle lettere, delle scienze, proponendo una quantità enorme di conoscenze e di prodotti di cui noi europei e dell’intero pianeta siamo affamati. Invece che fanno? Ci propinano sempre più violenza, cieca contrapposizione, brutalità, maltrattamenti di tutti i tipi e fanno vincere i peggiori istinti fatti propri nei loro paesi dagli estremismi che tengono in ostaggio il mondo. Ma possibile che gli organismi internazionali e la nostra UE siano così ciechi? Noi siamo a favore di due popoli, due Stati e una sola pace, una pace vera non da furbetti. Al rifiuto dei due duellanti di accettare l’imposizione internazionale della pace si facciano seguire sanzioni terribili ai due popoli, non a uno solo, isolandoli entrambi dal contesto mondiale. Provare per credere.

lunedì 24 novembre 2014

L’imbroglio dell’informazione italiana.


Eccoli là pronti all'imbroglio mediatico. Sono i media italiani, ovvero Lor Signori del giornalismo nostrano che, all'indomani della vittoria del Pd alle elezioni regionali di ieri, si stanno scatenando su una presunta sconfitta del partito di Renzi accusato di non avere vinto se non con una forte astensione dei cittadini. Dunque, se non abbiamo capito male, il Pd è riuscito ad eleggere, con maggioranze bulgare, i due governatori delle due regioni col pieno dei voti ma secondo Lor Signori ha perso. Strano modo di fare informazione questo. Molti i commentatori politici - a nostro giudizio da strapazzo - affermano in coro che la clamorosa astensione "mette in sottordine la presunta vittoria dei candidati del Pd. […]Nessuno può nascondere il dato incontrovertibile da vero e proprio buco nero che risucchierà tutte le altre considerazioni “ (La Repubblica"). “Regionali: gli italiani stanno a casa ma Renzi fa finta di nulla e gongola” (Il Giornale). Se non è disinformazione questa diteci per favore quando è che un giornale disinforma. Noi abbiamo sempre ripetuto che Renzi non ci convince. Improvvisa e cambia idea velocemente e frequentemente. Ma noi al contrario di Eugenio Scalfari, ormai non più lucido come quando faceva il giornalista, riconosciamo che il premier colma il vuoto più assoluto di personalità politiche che mai l’Italia abbia avuto dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Così facendo gli organi di disinformazione mettono sullo stesso piano il vincitore Renzi, gli sconfitti Grillo e Berlusconi con l’altro vincitore di minoranza Salvini. Ma che modo è questo di commentare la vittoria del Pd? Dov'è l'onestà e la obiettività dei direttori di giornale? La verità è che tutti, ma proprio tutti, non hanno capito che gli italiani vogliono essere governati da qualcuno che non ruba, che se ne infischiano delle ideologie e badano alla velocità con la quale vengono fatte le riforme. Bene. Avanti così, cara disinformazione giornalistica italiana. Ci ricordi gli astrologi, che indovinano sempre l'oroscopo anche quando prevedono una giornata di pioggia ma esce il sole da tintarella. Così imbrogliate i lettori cari sfrontati.

giovedì 20 novembre 2014

Sospetti di «minoranza vincitrice» in Vaticano.


Abbiamo più volte manifestato il nostro entusiasmo per papa Francesco. Non ci sono dubbi che finora è stato un grande Papa e, forse, lo confermerà in futuro. Tutto nasce dalla dichiarazione sui gay quando disse testualmente: “ chi sono io che posso giudicare un gay”? Tuttavia anche i grandi papi hanno le loro imperfezioni e le loro inadeguatezze. Fino a qualche mese fa, nonostante i nostri sforzi, non siamo stati in grado di trovare alcunché da ridire su di lui. Nelle ultime settimane però papa Francesco è ritornato ad essere un terrestre mostrando, in due casi precisi di attualità, aspetti del suo pensiero sui quali sta recuperando la tradizionale normalità di un papato tradizionalista. Se ce la mette tutta e continua su questa strada è possibile che diventi un papa normale come i suoi predecessori. Ancora non si trova in queste condizioni ma forse, per necessità, sta mutando pelle. In breve ecco i due fatti che ci hanno profondamente deluso. Primo fatto: l’obiezione di coscienza in tema di interruzione di gravidanza e di fecondazione assistita. Papa Francesco ha definito coraggiosi i medici obiettori di coscienza. Ricordiamo per dovere di cronaca che la percentuale di obiettori sfiora l’80% del totale dei medici. Si possono chiamare coraggiosi degli operatori che in così tal numero disattendono clamorosamente una legge dello Stato? Non sarebbe più giusto chiamarli quanto meno “irrispettosi” se non addirittura “arroganti”? Secondo fatto: l’ergastolo è una condanna a morte nascosta. Capiamo che un papa si schieri contro la pena di morte ma schierarsi così incautamente a favore di criminali crudeli che commettono reati efferati, magari contro bambini, donne e anziani indifesi, che senso ha? Ricordiamo poi che in Italia il carcere è ormai diventato un optional e che con le leggi permissive che ci sono ormai nessuno fa più di pochi anni di galera. Che la minoranza ruiniana all’interno del Vaticano stia cominciando ad ottenere risultati concreti esattamente come sta facendo la minoranza bersaniana di sinistra all’interno del Pd ormai è sotto gli occhi di tutti. Ma cambiare di 180° come ha fatto il premier Renzi non è troppo? Chi vivrà, vedrà.

lunedì 17 novembre 2014

Fra l’incudine e il martello all’italiana.


“Quando niente e quando troppo”. La protesta? Alcune volte non c'è, altre volte è troppa. E’ il male della politica italiana e dei suoi sostenitori, sempre orientati a servire non la comunità ma solo gli interessi del proprio orticello. Due fatti che ora commenteremo. Il primo a Treviso: calci e pugni all'autista di un autobus pubblico che aveva chiesto il biglietto ad alcuni ragazzi. L'articolo si conclude in modo pilatesco e insopportabile : "un'auto della polizia ha accompagnato all'ospedale l'autista". Una vicenda che meriterebbe tanta attenzione sulle ricadute sociali, psicologiche ed educative dell’intera comunità trevigiana ma anche nazionale che viene liquidata con una conclusione che lascia l’amaro in bocca, sinonimo di incapacità a saper reagire nei casi preoccupanti che minano la sopravvivenza ordinata della società. Niente riflessioni sul perché e soprattutto nulla su come evitare in futuro simili e vergognosi incidenti con provvedimenti esemplari che possano fungere da esempio. Ciò che si nota è la solita incapacità delle autorità a intervenire per stroncare il fenomeno. Un vero e proprio fallimento di una società che è diventata incapace di difendere il minimo diritto degli onesti al lavoro. Nonostante i roboanti propositi del Codice Penale della famosa Scienza del Diritto che prevedono pene gravi per "interruzione di pubblico servizio, oltraggio e lesioni personali gravi a un lavoratore di pubblico servizio, minacce, turbativa dell’ordine pubblico, aggravanti di varia natura e percosse al conducente" nulla ci dice che tutto non finirà come al solito, facendo finta di nulla. Ma i magistrati cosa fanno e perché permettono il ripetersi incontrollato di atteggiamenti incivili che i media fra qualche giorno dimenticheranno? Il secondo a Roma: come conseguenza di errori fatti dalle autorità nella gestione dei flussi migratori e della successiva sistemazione dei profughi, degli immigrati e dei rom che hanno titolo a rimanere sul suolo nazionale la reazione è debordante. Dopo i fatti clamorosi di Tor Sapienza alla periferia di Roma avvenuti per la totale assenza di politiche a favore delle periferie il blocco politico della destra romana attacca il Sindaco chiedendone le dimissioni. Slogan come «Vattene», «Clandestino», «C’è da spostare una macchina» dimostrano che il vero obiettivo non è risolvere il problema del degrado delle periferie romane. No, altrimenti lo avrebbe già fatto il Sindaco precedente di destra Alemanno che invece è uno dei principali responsabili del degrado. Il fatto grave è che viene sfruttato, per motivi poco nobili, il fenomeno e le sue conseguenze per motivi di consenso elettorale. Certo il Sindaco Marino con la sua gestione impazzita delle emergenze della capitale e per la sua politica fortemente strabica dei veri problemi di Roma - che non sono né il riconoscimento dei matrimoni gay, né la pedonalizzazione del Colosseo ma i servizi per il cittadino - non facilita il compito, anzi li aggrava. Il fenomeno avrebbe dovuto essere risolto dal Consiglio Comunale con la collaborazione di tutti i Consiglieri, per il bene collettivo e nell’interesse generale. Invece, la bassa politica di sinistra e di destra che i cosiddetti Consiglieri comunali romani hanno sempre fatto e la preminenza delle ideologie (in questo caso relative alla emergenza profughi) di destra e di sinistra non fanno altro che aggravare il fenomeno lasciando all’intolleranza della piazza che, per sua natura, è sempre estremista di complicare maledettamente la gestione di questa emergenza. Come giudicare i due fatti? C’è una sola lettura: stampa e politica sono fuori controllo, perché non informano con oggettività e non propongono con equilibrio ma esaltano le passioni politiche e le intolleranze, di destra e di sinistra.

venerdì 14 novembre 2014

Un colossale errore di pennarello di Renzi.


Renzi è nei guai. Comunque vada a finire questa storia dell’uso perverso del pennarello correttivo (qualcuno lo chiama sbianchettamento) col quale ha modificato la legge sul lavoro è nei guai. Dopo l’improvviso e inaspettato ritocco della norma relativa al cambiamento dell’art. 18 presente nell’ultimissima versione del Jobs Act di ieri, Renzi rischia di diventare inaffidabile. Non sappiamo perché ha preso questa decisione, ma siamo sicuri che gli costerà molto. Il problema della credibilità di un premier sta tutto nell’attesa che riesce a creare nel paese di provvedimenti di drastico cambiamento realmente eseguiti. Ma nel momento in cui a queste attese fa seguito una retromarcia clamorosa, come questa della correzione delle misure annunciate, sta creando le premesse di una colossale delusione della platea trasversale che finora ha creduto in lui e lo ha sostenuto convintamente. Il lavoro ai fianchi della “minoranza del Pd” in tandem con la CGIL della “muscolosa” Camusso lo stanno mettendo in ginocchio. Renzi aveva una sola chance per battere questa formidabile macchina da guerra creata contro di lui: procedere sprezzantemente nella sua politica di rottamazione della minoranza del partito per creare un nuovo Pd fuori dalle ideologie. L’improvviso cambiamento di questa politica ne determinerà la sua inevitabile sconfitta. Ci dispiace riconoscerlo ma sbaglia e se continuerà su questa strada sbaglierà tutto. Un vero peccato.

lunedì 10 novembre 2014

Che sta succedendo a magistrati e poliziotti?


Fatti inspiegabili. Idee confuse. Incapacità a chiarire. Complicità nascoste. Abbiamo superato ogni limite. La Repubblica Italiana da qualche decennio sembra decisamente in stato confusionale. Ha perduto la bussola e il sistema di sicurezza obbligatorio a tutela dei cittadini onesti - costituito dall’asse “polizia-magistratura” - gira a vuoto. Non si potrebbero spiegare altrimenti i ripetuti “colpi di testa” degli attori della sicurezza nazionale mostrati negli ultimi tempi da magistrati che non condannano e polizia che non reprime. Tra i moltissimi eventi oscuri e misteriosi ne estrapoliamo tre come modello dell’impazzimento generale degli organi dello Stato che non riescono a garantire ordine, giustizia e sicurezza. Primo. Un giovane viene arrestato e muore sotto la protezione delle istituzioni. Due gradi di giudizio dei tribunali assolvono tutti come se il morto non fosse mai morto. Secondo. Un altro giovane viene bloccato dalla polizia e rimane ucciso durante l’arresto. Il Tribunale condanna a pochi anni di carcere quattro poliziotti che dopo la condanna rientrano a operare nei ranghi della polizia come se nulla fosse successo prima. In più, col sapore della beffa, una sigla sindacale della polizia si permette di sostenere le ragioni dei condannati. Terzo. Più recentemente, prima una consigliera del Comune di Bologna va in un campo rom a verificare alcune spese in bilancio sostenute dal municipio e viene vergognosamente schiaffeggiata da una ragazza rom del campo. Successivamente, fatto ancor più grave e nello stesso luogo, un parlamentare della Repubblica viene aggredito da giovani cosiddetti dei Centri sociali con violenza e sopraffazione. Ci chiediamo: ma che cosa sta succedendo ai cosiddetti “servitori dello Stato”, dal semplice “tutore della legge” al questore, al prefetto e, fatto ancora più grave, al ministro dell’Interno, che dovrebbero difendere gli onesti e si ritrovano ad agevolare i carnefici invece delle vittime? Stiamo diventando tutti pazzi? Ditecelo per favore perché siamo stupefatti da atteggiamenti disorientanti e inaccettabili. Prima sapevamo che a fare male agli onesti erano solo i criminali e i delinquenti. Adesso sembra che a dare man forte a questi soggetti si stiano esercitando anche i titolari dell’azione repressiva e giudiziaria. Ma siamo impazziti? Perchè hanno cancellato dai ranghi il famoso maresciallo dei carabinieri di una volta, il quale riusciva sempre a risolvere con intelligenza e umanità casi oggi impossibili a qualunque graduato della polizia? Perchè non si incontrano più giudici inflessibili e rigorosi nel giudicare i malviventi che vengono quasi tutti graziati da attenuanti, condizionali e aspetti sempre favorevoli ai carnefici e non alle vittime? Possibile che nessun giornalista che intervista il Presidente del Consiglio Renzi non reclami spiegazioni politiche adeguate? Certo che se la stampa cosiddetta “indipendente”, i sindacati cosiddetti "progressisti" e gli "oppositori della minoranza" del Pd cosiddetti "democratici" invece di essere concentrati a combattere il Capo del governo sul fronte politico collaborassero a risolvere i veri problemi degli italiani e non le loro criptiche ideologie da strapazzo, allora nello stesso fascio entrano di diritto anche i cosiddetti "giornalisti" (in realtà molti non lo sono, come l'"agente Betulla", ma fanno finta di esserlo), i quali dovrebbero essere addidati all'opinione pubblica come responsabili aggiuntivi. E a far diventare angosciata la gente onesta sono così diventati in tre. Si, in tre, come nella canzone di Domenico Modugno “tre somari e tre briganti”.

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