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martedì 9 dicembre 2014

Mondo de che”? Era tutto prevedibile e denunciabile.


Vergogna per i recenti misfatti della capitale. Dovrebbero tutti vergognarsi. Noi l’avevamo previsto e lo abbiamo sempre denunciato. Ma andiamo per ordine. Scrive ieri l'altro Galli della Loggia sul CdS : "Non è più Tangentopoli, ormai. È Mahagonny, la città immaginata dalla fantasia di Brecht e Weill dove è legge l’assenza di legge […]. Non è più, insomma, la collusione dell’epoca di Mani pulite tra industriali senza scrupoli e politici pronti a vendere e a vendersi. Ormai è l’intreccio sempre più organico tra politica, amministrazione e malavita. È - si direbbe - la fase immediatamente precedente la conquista del potere direttamente da parte del crimine”. Parole terribili e spaventosamente vere. Inizia così - e termina peggio - l'articolo di Galli della Loggia, dal titolo "Mafia capitale e le chiacchiere degli smaliziati". Consigliamo ai molti strabici e disattenti presuntuosi della politica, che risultano spesso anche smemorati, di leggere attentamente l’articolo - che ha preso spunto dall’opera musicale teatrale scritta nel 1930 da Bertoldt Brecht - perché ci sono interessanti considerazioni cui fare riferimento circa l’ipocrisia di tutti coloro che hanno sempre affermato che era irrispettoso parlare male di Roma e dei romani, come abbiamo fatto noi per più di un decennio su questo blog. A chiare lettere abbiamo sempre denunciato che era eticamente discutibile e moralmente riprovevole il modo in cui i politici romani “cucinavano” i cittadini a fuoco lento, saccheggiando il loro diritto ai servizi. Noi, inascoltati, lo avevamo previsto, almeno dal 2003 quando nacque questo blog, mettendo “nero su bianco”, con prove scritte inoppugnabili. E adesso, che cosa dovremmo dire a proposito di Lor Signori, a proposito cioè del fatto che dal nostro blog - da più di undici anni - abbiamo sempre denunciato l’immoralità di una città e della sua classe dirigente politica, imprenditoriale e dirigenziale che era là davanti agli occhi di tutti mentre nessuno, colpevolmente, vedeva nulla? Basterebbe leggere alcune decine di nostri post, perfettamente rintracciabili nell’indice e si avrebbe la diretta conferma che la nostra critica ai romani e a Roma era veritiera. In questo blog l'intestazione dice tutto. In essa abbiamo scritto ciò che potete leggere direttamente con i vostri occhi. E’ sufficiente che alziate gli occhi sulla parte alta dello schermo e troverete il "programma" del blog. Tra l’altro abbiamo scelto queste parole perché sono la sintesi della disonestà romana della capitale. Quando affermiamo che questo blog assicura nelle sue pagine "il disprezzo per i disonesti “ e che è “molto forte anche il desiderio di fustigare i costumi degli italiani e di censurarne i comportamenti incivili e delinquenziali" diciamo che in questa immensa cloaca che è la città di Roma avevamo intuito tutto fin dall’inizio e che ”i mondi di sopra, di mezzo e di sotto” non sono altro ciò che noi denunciavamo! Aggiungiamo che avevamo le idee così chiare circa il modo in cui si comportava l’intero establishment di Roma (i cui elementi per inciso hanno sempre fatto finta “de gnente”) che abbiamo dato a due gruppi di post (etichette) i nomi di "malcostume" e di "romani". Andate a leggervi alcuni di questi post e troverete l’oggetto delle nostre critiche. Adesso però tutti gli inquisiti (politici, rettori, comandanti dei vigili, geometri, funzionari comunali, manager di Ama, Atac, Eur Spa,etc.) hanno “sorprendentemente” fatto cadere dalle nuvole Lor Signori , facendo dichiarare loro che era impossibile immaginare la gravità dei fatti scoperti dalla magistratura. Tutti questi post parlano di Roma e dei maneggioni romani, con le loro corti di parenti, che hanno confermato il degrado e l’immoralità dei politici e dei loro sodali dirigenti delle municipalizzate che noi abbiamo giudicato per quello che erano: un colossale sistema di profittatori e parassiti che rubavano alla collettività i soldi pubblici con i quali si sarebbe potuto risolvere il deficit di servizi a Roma che noi lamentavamo. Ecco un piccolo esempio del campionario di post pubblicati : 27nov2008 / 30dic2008 / 25mar2009. Adesso tutti sono diventati dei Robespierre. Adesso, non prima. Improvvisamente i romani hanno scoperto l’etica. A nostro parere ne dimenticheranno il significato appena i media caleranno il sipario su questa squallida storia. Purtroppo.

sabato 6 dicembre 2014

Incognite e cortocircuito della Roma fascio-mafiosa.


Tutti i giornali hanno pubblicato notizie rilevanti circa l’incredibile organizzazione criminale mafiosa con tinte fasciste scoperta a Roma dalla magistratura. Molti giornalisti hanno parlato del sistema delle tangenti e degli affari criminali in funzione più dei desiderata dei loro editori che in modo superpartes. Per esempio, molte notizie hanno riguardato più il cercare di incastrare il Pd e l'attuale sindaco Marino o l’ex sindaco Alemanno piuttosto che proporre un’analisi scientifica di tipo socio-antropologico circa il come mai si è verificato questo grave fenomeno a Roma senza che nessuno avesse avvertito nulla. Orbene, quasi nessun giornalista ha messo a fuoco due temi che a nostro parere potrebbero condizionare l’evoluzione dell’inchiesta. Vediamo di proporli noi visto che “chi dovrebbe” non lo fa. Chiameremo i due temi con i nomi “campagna mediatica” il primo e “condizionamento ambientale” l’altro. Di che si tratta? Cominciamo col dire che il primo tema consiste nel fatto che molto probabilmente sta per iniziare una campagna mediatica a sostegno e in difesa di arrestati e indagati con lo scopo di mettere in difficoltà il lavoro dei magistrati. Aggiungiamo anche una eventuale campagna di stampa fatta di articoli pro-indagati. Si può andare dal capo di imputazione ritenuto irregolare al diritto dei coinvolti circa la presunzione di innocenza; dalla richiesta della libertà provvisoria alla derubricazione dei reati; dalla pubblicizzazione di prove a favore degli imputati alla insussistenza dell’aggravante della matrice mafiosa; e via discorrendo inserendo anche la prospettiva della prescrizione. L’obiettivo è calmare le acque. Poi si vedrà. Il secondo tema riguarda un doppio cortocircuito che coinvolge i cittadini della capitale per mettere in evidenza ciò che pensano veramente della vicenda. Roma conta tre milioni di abitanti, molti dei quali immersi nella peggiore specie di romanità che si alimenta nel mondo paludoso dell’omertà, del tifo violento del calcio, delle radio locali estremiste e del neofascismo nel quale sguazzano bene molti sostenitori delle ragioni degli indagati. Anche a Roma come in Sicilia si dice spesso che la colpa è dello Stato e quasi mai dei protagonisti. A dare conferma a questa ipotesi c’è da dire che finora non si è levata nessuna forma di contestazione e riprovazione concreta e rumorosa contro gli indagati. Mentre per una semplice discarica o per un semplice campo rom si mobilitano migliaia di sostenitori anti-discarica e anti-rom, con manifestazioni violente non solo nei toni e nella misura, per i gravissimi fatti malavitosi prodotti dalla fascio-mafia romana la cittadinanza è rimasta finora muta come un pesce e probabilmente rimarrà tale, apparentemente distratta da altri doveri. Ma il fatto più grave è che si cominciano a sentire in giro frasi di solidarietà più o meno velate nei confronti degli inquisiti. Non è difficile iniziare a sentire espressioni che minimizzano il fatto, ridimensionando gli episodi e dando responsabilità al contesto. In alcuni casi si notano comportamenti di molti indigeni sintonizzati su una linea di omertà sfrontatamente sconcertante volti a dare una parvenza di giustificazione dei fatti. Ma che cosa avranno mai fatto di tanto grave questi arrestati e indagati? Mica hanno ucciso qualcuno! Si, hanno fatto un po’ di soldi in modo poco corretto ma chi non fa soldi in modo poco chiare a Roma, da sempre? E via di questo passo. Noi temiamo che i due cortocircuiti cominciano a stringere come una tenaglia l’informazione per dare alibi e argomenti alle ragioni “de noantri”. Non per niente abbiamo chiamato ciò cortocircuito che, com’è noto, produce il buio totale, qui non di assenza di onde elettromagnetiche luminose ma di valori e di etica.

mercoledì 3 dicembre 2014

Roma città aperta … alla malavita.


Siamo perplessi, molto perplessi. La gigantesca operazione della magistratura che ha portato in carcere 37 arrestati e più di 100 indagati non ci convince. Probabilmente si tratta solo di una colossale operazione di immagine per ridare agli organi istituzionali dello Stato (magistratura, polizia, Ministero degli Interni, ecc..) una parvenza di efficacia e di serietà che ultimamente hanno perduto. Non ci convince altresì che in questa enorme operazione siano stati dati in pasto all’opinione pubblica sia la perquisizione effettuata nella casa dell’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno, sia che abbiano pubblicizzato troppo il fatto che egli è tra gli indagati. Forte è poi in noi la sensazione che la magistratura abbia voluto prendere due piccioni con una fava: 1)enorme e prolungata pubblicità su tutte le televisioni dell’operazione e 2)persecuzione di un politico specchiato di centrodestra come Gianni Alemanno, che tanto ha fatto per la città di Roma e per molti cittadini romani nella passata amministrazione capitolina. La cosa che più rende discutibile questa operazione, chiamata “mondo di mezzo”, è poi l’immediata eco avuta su tutti i giornali della definizione affibbiata agli arrestati di essere “fascio-mafiosi”, mischiando scorrettamente l’aspetto criminale con quello politico ai danni della sola destra e minimizzando le informazioni circa il coinvolgimento di politici della sinistra. Ma quello che ci fa nutrire più forti dubbi è il tentativo di coinvolgere la romanità di molti cittadini in chiave prima di filo-fascismo e poi di criminalità vera e propria, inserendo d’ufficio nella categoria dei responsabili solo esponenti della destra romana che com’è noto sono gentiluomini di integrità morale e di onestà esemplare. Ci chiediamo poi se era veramente necessario mischiare nell’attività investigativa aspetti politici cosiddetti “fascio-mafiosi “ ed ex condannati della “banda della Magliana” che con i politici del centro destra non hanno mai avuto nulla a che fare. Il fatto è che Roma nel quinquennio 2008-2013 è stata governata dal centrodestra ed è risultata essere una città aperta, tollerante, sicura, pulita e con servizi perfettamente funzionanti mentre il vero sacco di Roma è stato quello realizzato in pochi mesi dall’attuale sindaco Ignazio Marino, politico di sinistra, che con il posteggio della sua panda rossa in zona vietata ha violato la sacralità della morale politica che è basata sulla mancanza di trasgressioni e sul possesso di un’etica perfetta come solo tutti i politici di centro destra della capitale sanno avere. Ci chiediamo come sia possibile mettere sullo stesso piano, a mo’ di “romanzo criminale”, la storia romanzata e bujarda del fatto che con Alemanno sindaco si siano verificati episodi di nepotismo nelle partecipate romane dell’Atac, dell’Acea, dell’Ama e via discorrendo, mentre con Marino non si procede allo stesso modo dopo avere verificato che la sua panda rossa era in sosta vietata. Mai e poi mai noi cittadini romani crederemo a questa idea falsa e proposta con pregiudizio nei confronti dei politici di centrodestra che con forza hanno sempre difeso i posti di lavoro di vigili urbani, impiegati e dirigenti “onesti e professionalmente corretti” che si rompono dalla mattina alla sera la schiena lavorando indefessamente durante tutto il giorno. Piuttosto, sarebbe più corretto chiedere le dimissioni dell’attuale Sindaco Ignazio Marino che come ormai è appurato ha parcheggiato la sua auto in divieto di sosta e, fatto ancora più grave, si è permesso addirittura di pagare la multa. Il fatto poi che le partecipate romane, durante i cinque anni della giunta Alemanno, abbiano accumulato debiti per centinaia di milioni di euro è dovuto al fatto che sono stati prodotti migliaia di posti di lavoro per i romani. Che poi l’assunzione è stata “a chiamata diretta”, senza aver preteso alcun concorso è solo una cattiveria della sinistra. E’ così … o stiamo prendendo un abbaglio?

giovedì 27 novembre 2014

La CGIL come unico baluardo all’ingordigia del premier Renzi.


L’idea originale della CGIL, relativa al ricorso alla UE contro la legge sul lavoro approvata alla Camera, è l'ultima possibilità data al governo Renzi di evitare una disfatta epocale. Se non abbiamo capito male, nell'Unione Europea la severa Commissione sta imponendo all’Italia di approvare subito le riforme che l’annuncite di Renzi aveva promesso da tempo. Tra queste riforme c’è quella sul lavoro, di cui si parla spesso più per le polemiche tra il premier e la minoranza del suo partito che sostiene le ragioni della CGIL che per altro. Ebbene l’Europa ci chiede le riforme ma grazie alla CGIL, che farà ricorso al Tribunale europeo, si eviterà all’Italia di fare cattiva figura e allo stesso tempo si risolverà il problema delle richieste severe della Commissione. Meno male che a fronte della perentorietà delle richieste della Commissione c’è la CGIL che ci difende dalla sua aggressività. L’idea del ricorso a un arbitro europeo che ha il potere di imporre la nullità della legge sul lavoro di Renzi è a nostro giudizio l’idea forte della CGIL che risolverà il problema del lavoro e della crescita una volta per tutte. Immaginate quando la CGIL vincerà il ricorso. E’ evidente che Renzi dovrà dare le dimissioni perché non è stato in grado di fare le riforme. Dunque, dobbiamo ringraziare la CGIL che con l’appoggio della minoranza del Pd stanno cercando di risolvere, i soli nel panorama nazionale, il gigantesco imbroglio posto in essere dal governo Renzi. In poche parole se la strategia della CGIL sarà vincente, come ne siamo sicuri, la difesa dei diritti acquisiti da pochi, non solo “del lavoro” ma anche “del luogo di lavoro” vincerà sulla difesa, come vuole Renzi, dei molti che non solo “non hanno il luogo di lavoro” ma non hanno neanche “il lavoro” e sarà il più grande successo di tutti i tempi. Susanna Camusso in un solo colpo non solo annullerà la riforma di Renzi ma nell’Albo d’oro della CGIL diventerà più importante di Luciano Lama e addirittura di Giuseppe Di Vittorio. Non dimentichiamo poi la notizia letta anni fa sul CdS che la CGIL è la stessa organizzazione che ha difeso “i diritti” degli incorruttibili vigili romani colti in flagranza di reato, perché sorpresi dalla polizia con la mazzetta nelle mutande, evitando loro la gigantesca ingiustizia di avere macchiato la onorabilità della categoria dei prestigiosi vigili urbani dell’Urbe che, com’è noto, si rompono la schiena ogni giorno in strada ad aiutare gli automobilisti dalla mattina presto a notte fonda. Naturalmente la CGIL è sempre la stessa integerrima organizzazione sindacale che mentre le Partecipate romane (Atac, Acea, Ama, etc.) facevano debiti pazzeschi e realizzavano immorali assunzioni nepotistiche, la CGIL a conoscenza di questi fatti per evitare di creare danni all’immagine delle suddette Partecipate ha seguito il famoso detto siciliano: “non c’ero e se proprio c’ero non ho sentito nulla e non ho visto niente”. In poche parole, non denunciando questi fatti, ha reso all’Italia e a Roma un grande servizio di altruismo e di generosità. Vi pare poco?

mercoledì 26 novembre 2014

Ebraismo e islam: si vuole continuare a far finta di niente?


Non se ne può più. A cicli temporali sempre più brevi la contrapposizione violenta tra i due popoli, l'ebraico e il palestinese, continua inesorabilmente a crescere. Non si contano più i fatti che creano nell'opinione mondiale sconcerto, angosce e preoccupazioni. Il livello dello scontro tra i due popoli ha raggiunto picchi di inaudita violenza e urge correre ai ripari. La comunità mondiale finora non ha mai voluto aiutare i due rivali, veri e propri nemici, a risolvere il problema. Per ragioni più o meno legate a interessi politici, strategici, militari, economici e di potere lo scontro non solo non è diminuito ma addirittura è aumentato. Ne sono testimoni gli ultimi fatti relativi sia al lancio di centinaia di missili terra-terra da parte di Hamas e sia il tentativo dell’attuale premier israeliano Netanyahu di sfruttare, per ragioni elettorali, nientemeno che il cambiamento della Costituzione israeliana nel punto che dovrebbe togliere la parità di diritti ai cittadini non ebrei. Che vogliamo fare noi europei far finta di niente e continuare nella politica ottusa dello struzzo? Lasciamo stare gli USA che non hanno mai voluto risolvere il problema, soprattutto nei decenni passati quando avevano il monopolio mondiale della politica dopo la caduta del muro di Berlino, lasciamo stare anche la proposta, la meno sbilanciata di tutte, della monarchia dell’Arabia Saudita, ma l’Europa, la famosa Unione Europea come mai è stata latitante e continua a latitare? Cerchiamo di fare chiarezza. Partiamo come premessa dall’idea che il problema è veramente di difficile soluzione per la evidente ragione che ci sono di mezzo due religioni, di quelle che non scherzano in fatto di ideologia e di fanatismo, che sono l’ebraica e la musulmana. In periodi molto lontani anche quella cattolica è da considerare fra queste. Si sa che quando ci sono conflitti teologici la ragione smette di essere presente nelle menti anche di persone veramente equilibrate. Dunque, il vero problema sta qui. Se si vuole iniziare veramente a risolvere il problema si deve cercare di trovare una proposta prescrittiva al di fuori della religione da imporre ai due contendenti, basata su due Stati, due Popoli e una sola Pace che deve essere fatta propria dalle organizzazioni internazionali, in primo luogo dalle Nazioni Unite e a seguire da tutte le altre. Noi siamo del parere che se USA, Cina, UE, Russia, Leghe e Organizzazioni variegate di tutti i continenti, si mettessero d’accordo su una soluzione equilibrata che partisse dall’idea che la contrapposizione è dannosa per il mondo intero e che entrambi devono (non dovrebbero) cedere qualcosa e “pagare pegno” abbandonando convincentemente alcuni valori a loro parere “non negoziabili”, la soluzione è a portata di mano e tutto cambierebbe. Dunque, qui ci sono responsabilità precise di tutti gli Stati che non vogliono risolvere il problema. In questo caso, per favore, si assumano le loro responsabilità. Noi speriamo che l’UE attraverso il suo Alto rappresentante per la politica estera se c’è” batta un colpo” e si dia da fare per introdurre la questione e far imporre, ripetiamo, imporre ai due soggetti riottosi, ottusi, ostinati, litigiosi, nemici della pace mondiale, la Risoluzione che l’ONU dovrebbe imporre. Sia chiaro: noi non siamo né a favore del governo palestinese, né a favore del governo israeliano. Anzi, siamo contro entrambi perchè la loro semiticità invece di essere un valore è purtroppo un ostacolo. Noi riteniamo che i due governi, con i loro "capi e capetti" politici, siano responsabili della continuazione di una guerra che fa male a tutti, anche a noi stessi che scriviamo queste poche righe. E’ da anni che desideriamo andare per turismo a visitare il loro bel paese, a portare loro la nostra simpatia e la nostra amicizia per le loro belle tradizioni che si riferiscono alle loro lingue, alla loro laboriosità, alla loro musica, alla loro arte, alla loro narrativa, alla loro cucina, alla loro gastronomia e a tutto ciò che entrambi hanno fatto e potrebbero fare benissimo in più nel mondo della cultura, delle lettere, delle scienze, proponendo una quantità enorme di conoscenze e di prodotti di cui noi europei e dell’intero pianeta siamo affamati. Invece che fanno? Ci propinano sempre più violenza, cieca contrapposizione, brutalità, maltrattamenti di tutti i tipi e fanno vincere i peggiori istinti fatti propri nei loro paesi dagli estremismi che tengono in ostaggio il mondo. Ma possibile che gli organismi internazionali e la nostra UE siano così ciechi? Noi siamo a favore di due popoli, due Stati e una sola pace, una pace vera non da furbetti. Al rifiuto dei due duellanti di accettare l’imposizione internazionale della pace si facciano seguire sanzioni terribili ai due popoli, non a uno solo, isolandoli entrambi dal contesto mondiale. Provare per credere.

lunedì 24 novembre 2014

L’imbroglio dell’informazione italiana.


Eccoli là pronti all'imbroglio mediatico. Sono i media italiani, ovvero Lor Signori del giornalismo nostrano che, all'indomani della vittoria del Pd alle elezioni regionali di ieri, si stanno scatenando su una presunta sconfitta del partito di Renzi accusato di non avere vinto se non con una forte astensione dei cittadini. Dunque, se non abbiamo capito male, il Pd è riuscito ad eleggere, con maggioranze bulgare, i due governatori delle due regioni col pieno dei voti ma secondo Lor Signori ha perso. Strano modo di fare informazione questo. Molti i commentatori politici - a nostro giudizio da strapazzo - affermano in coro che la clamorosa astensione "mette in sottordine la presunta vittoria dei candidati del Pd. […]Nessuno può nascondere il dato incontrovertibile da vero e proprio buco nero che risucchierà tutte le altre considerazioni “ (La Repubblica"). “Regionali: gli italiani stanno a casa ma Renzi fa finta di nulla e gongola” (Il Giornale). Se non è disinformazione questa diteci per favore quando è che un giornale disinforma. Noi abbiamo sempre ripetuto che Renzi non ci convince. Improvvisa e cambia idea velocemente e frequentemente. Ma noi al contrario di Eugenio Scalfari, ormai non più lucido come quando faceva il giornalista, riconosciamo che il premier colma il vuoto più assoluto di personalità politiche che mai l’Italia abbia avuto dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Così facendo gli organi di disinformazione mettono sullo stesso piano il vincitore Renzi, gli sconfitti Grillo e Berlusconi con l’altro vincitore di minoranza Salvini. Ma che modo è questo di commentare la vittoria del Pd? Dov'è l'onestà e la obiettività dei direttori di giornale? La verità è che tutti, ma proprio tutti, non hanno capito che gli italiani vogliono essere governati da qualcuno che non ruba, che se ne infischiano delle ideologie e badano alla velocità con la quale vengono fatte le riforme. Bene. Avanti così, cara disinformazione giornalistica italiana. Ci ricordi gli astrologi, che indovinano sempre l'oroscopo anche quando prevedono una giornata di pioggia ma esce il sole da tintarella. Così imbrogliate i lettori cari sfrontati.

giovedì 20 novembre 2014

Sospetti di «minoranza vincitrice» in Vaticano.


Abbiamo più volte manifestato il nostro entusiasmo per papa Francesco. Non ci sono dubbi che finora è stato un grande Papa e, forse, lo confermerà in futuro. Tutto nasce dalla dichiarazione sui gay quando disse testualmente: “ chi sono io che posso giudicare un gay”? Tuttavia anche i grandi papi hanno le loro imperfezioni e le loro inadeguatezze. Fino a qualche mese fa, nonostante i nostri sforzi, non siamo stati in grado di trovare alcunché da ridire su di lui. Nelle ultime settimane però papa Francesco è ritornato ad essere un terrestre mostrando, in due casi precisi di attualità, aspetti del suo pensiero sui quali sta recuperando la tradizionale normalità di un papato tradizionalista. Se ce la mette tutta e continua su questa strada è possibile che diventi un papa normale come i suoi predecessori. Ancora non si trova in queste condizioni ma forse, per necessità, sta mutando pelle. In breve ecco i due fatti che ci hanno profondamente deluso. Primo fatto: l’obiezione di coscienza in tema di interruzione di gravidanza e di fecondazione assistita. Papa Francesco ha definito coraggiosi i medici obiettori di coscienza. Ricordiamo per dovere di cronaca che la percentuale di obiettori sfiora l’80% del totale dei medici. Si possono chiamare coraggiosi degli operatori che in così tal numero disattendono clamorosamente una legge dello Stato? Non sarebbe più giusto chiamarli quanto meno “irrispettosi” se non addirittura “arroganti”? Secondo fatto: l’ergastolo è una condanna a morte nascosta. Capiamo che un papa si schieri contro la pena di morte ma schierarsi così incautamente a favore di criminali crudeli che commettono reati efferati, magari contro bambini, donne e anziani indifesi, che senso ha? Ricordiamo poi che in Italia il carcere è ormai diventato un optional e che con le leggi permissive che ci sono ormai nessuno fa più di pochi anni di galera. Che la minoranza ruiniana all’interno del Vaticano stia cominciando ad ottenere risultati concreti esattamente come sta facendo la minoranza bersaniana di sinistra all’interno del Pd ormai è sotto gli occhi di tutti. Ma cambiare di 180° come ha fatto il premier Renzi non è troppo? Chi vivrà, vedrà.

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