La domanda è “vi fidereste dei nostri parlamentari e affidereste loro i vostri risparmi”? La risposta è lo specchio dei mali della nostra attuale società. L’Italia ha un enorme deficit che non riguarda solo il debito finanziario di 1900 miliardi di euro ma è, soprattutto, di tipo etico che inerisce cioè alla scarsa fiducia che i cittadini nutrono nei confronti dei loro rappresentanti in Parlamento. L’onestà, la chiarezza, la trasparenza e la dirittura morale sono gli ingredienti essenziali per far ritornare la speranza e, di conseguenza, per far rinascere il paese. Non servono nomi altisonanti. Non abbiamo bisogno dei D’Alema e dei Berlusconi per avere un Parlamento efficiente e affidabile. Anzi, abbiamo bisogno che questi Signori lascino il posto a dei giovani e non ci siano più in Parlamento. Comprendiamo che le leggi della democrazia impongono la dura legge della rappresentanza. Se l’Italia ha il 20% di imbroglioni è ovvio che questo 20% ha la libertà (e la adopererà, credeteci) di portare in Parlamento centinaia di parlamentari imbroglioni. Noi non possiamo impedirlo con la forza fisica, ma possiamo limitarlo con la forza delle idee e della ragione. Possiamo cioè ridurre i danni. Dobbiamo lavorare per questo. E’ indispensabile avere nel prossimo Parlamento persone pulite, fuori dai giochi politici, volti nuovi che siano affidabili e responsabili. La verità è che in passato abbiamo purtroppo permesso ai capipartito dei due maggiori schieramenti di nominare (non di eleggere) tutta quella gentaglia che in questi ultimi anni hanno fatto sprofondare il paese nella melma della corruttibilità e della immoralità. Un Parlamento di persone con saldi principi morali non avrebbe mai consentito le sconcezze legislative prodotte dai governi che ci hanno finora amministrati. Chi decide non è un estraneo ma siamo noi. Ricordiamocelo alle prossime elezioni.
venerdì 10 febbraio 2012
giovedì 9 febbraio 2012
Mali italici e deficit di etica.
L’Italia del governo Monti è un paese in cui emergono sempre più chiaramente le vere ragioni del perché la società italiana non è mai riuscita a superare l’esame finale di maturità per essere civilmente e politicamente matura a stare allo stesso livello degli altri Stati in Europa. Queste ragioni riguardano alcuni aspetti che fanno parte del patrimonio genetico dell’italiano medio. Quali sono? In parte sono vizi che esistono perché non è mai emerso in Italia alcun movimento politico in grado di stroncarli ed estirparli alla radice. Ci sono riusciti i vietnamiti del Nord all’indomani della caduta di Saigon quando evacuarono la capitale del Vietnam del Sud e mandarono tutti i cittadini alla rieducazione nei campi educativi. Sorvoliamo sul potere lobbistico delle corporazioni italiche che solo a pensare a quello che stanno facendo per evitare le liberalizzazioni di Monti c’è da vomitare e concentriamoci sul nostro ragionamento. Intanto la predisposizione alla polemica. Tutti polemizzano. E per mille ragioni. A proposito di riforma elettorale, che a parole tutti vogliono ma in realtà "fanno il diavolo a quattro" per evitarla, c’è addirittura chi polemizza dicendo che Alfano e Bersani stanno facendo l’inciucio per modificarla. Ma si può essere più sfrontati e polemici di così? Scusate, ma se l’attuale legge è stata denominata porcellum proprio perché è una "porcata" e che a spingere per la modifica sono l’intero corpo elettorale italiano (mica quattro gatti) nonché il Presidente della Repubblica, come si può modificare questo obbrobrio di legge se non si mettono d’accordo proprio i maggiori partiti? Delle due l’una: o si vuole modificarla, e quindi ci deve essere il consenso della maggioranza delle forze politiche, oppure non la si vuole modificare. Ma in questo caso si è in totale malafede e le critiche proposte non sono più politiche come si vuol far credere ma viscerali e vili che attengono alla modalità italica di approccio ai problemi piuttosto che alla dialettica. Non parliamo poi della improvvisazione e disorganizzazione per l’attuazione di programmi e progetti che giustifica ancor di più l’idea di un popolo che ha subito una modica del proprio DNA trasformando la generosità e l’impegno di una volta in cinismo e diserzione attuale, l’altruismo e l’onestà delle generazioni passate in “tornacontismo” e incapacità di fare gruppo dei nuovi politici per risolvere i problemi. Aggiungiamo la scarsità di senso etico della vita e la sconcertante regolarità all'evasione fiscale e il quadro si può dire pienamente abbozzato. Ma non è tutto perché esistono ancora delle vere e proprie isole di italianità condivise che riguardano altri aspetti negativi della personalità del popolo italiano. Quali? La testardaggine a voler essere a tutti i costi furbi per fregare gli altri. Prendete per esempio l’ultimo caso del genovese Cardinale Bertone, Segretario di Stato della Città del Vaticano, il quale - a fronte dell’incalzare della magistratura italiana che chiede risposte alle rogatorie inoltrate al Vaticano relative alle irregolarità commesse dalla banca cattolica dello Ior - cosa fa? Astuto come una volpe l’Eminentissimo et Eccellentissimo Cardinale decide una volta per tutte che da questo momento in poi il Vaticano e la Chiesa Cattolica non si rivolgeranno più alle banche italiane ma solo a istituti stranieri evitando così gli obblighi imposti dalle leggi dello Stato della Repubblica. Te capì? E poi ci meravigliamo che l’Italia non riesce a collocarsi allo stesso livello degli altri Stati europei.
martedì 7 febbraio 2012
Freddo, Verdi e cattiva ideologia.
In Italia è arrivato il freddo, quello vero, e il Paese è in ginocchio. A Roma poi ci si è coperti di ridicolo perché un Sindaco incapace e un intero Consiglio Comunale pieno di inetti e sfrontati sono riusciti a mostrare come la disorganizzazione nelle operazioni di prevenzione e rimozione della neve delle istituzioni romane è stata completa. In un paese serio dopo questa dimostrazione di incapacità sarebbero seguite le dimissioni di tutti i responsabili. Qui no e, purtroppo, la corsa a far ridere il mondo continuerà con sorprendente regolarità. Il freddo però non porta solo insolite nevicate ma anche difficoltà nell’approvvigionamento di gas per il funzionamento delle centrali elettriche e del riscaldamento con le caldaie. Un comunicato degli Enti preposti ha drammaticamente messo in luce la nostra dipendenza energetica dall’estero. E qui sono dolori, perché da sempre in Italia è mancata una seria politica energetica per evitare pericoli di mancanza di energia alle industrie e ai privati. A ostacolare questa politica si sono messi in mostra da sempre i Verdi e tutto il ventaglio di organizzazioni collaterali della sinistra massimalista che hanno impedito l’approvazione di un serio piano di scelte per la diversificazione energetica. L’Italia importa energia di tutte le specie: petrolio, metano e persino elettricità prodotta da centrali nucleari che funzionano a pochi chilometri dai confini nazionali. Il bello è che le centrali elettriche che producono elettricità non servono solo per l’inverno ma anche per l’estate. Ricordiamo tutti come nei mesi caldi di una torrida estate di qualche anno fa si è prodotta una interruzione perniciosa dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale per l’uso intenso dei condizionatori. La malafede di questo universo dell’ecologismo nostrano è che hanno fatto credere agli italiani, con la complicità di giornali e televisioni inaffidabili, che sviluppando queste energie alternative si sarebbe risolto il problema. Se mancherà il gas senza il quale non si potrà sanare il deficit energetico sarebbe opportuno togliere il gas e la corrente elettrica prima di tutto ai responsabili di questa situazione e cioè ai Signori della Federazione dei Verdi e dell’Ecologismo e Ambientalismo italiano. E secondo i Verdi il problema si sarebbe risolto con le energie alternative come il solare, l’eolico, le biomasse, ecc.. ? Ma “ci facciano il piacere” avrebbe detto Totò. Questi sono come i venditori di boccette di elisir di lunga vita.
lunedì 6 febbraio 2012
Dal benessere alla miseria dell’Italia.
Hanno assassinato la società italiana. I mandanti sono tutti i partiti che occupano il Parlamento più le frange estremiste di sinistra e di destra. Gli esecutori sono tutti i milioni di elettori che hanno votato alle ultime elezioni eleggendo “questo” Parlamento che risulta, dati alla mano, il Parlamento con più eletti inquisiti e condannati del mondo. Non ci inventiamo niente se diciamo che l’”omicidio” è stato premeditato. Avevamo la società più bella e generosa della storia. Dalla fine della seconda guerra mondiale avevamo parzialmente ricostruito una splendida Italia, piena di persone intelligenti e generose. Avevamo un Sud onesto e prodigo, composto da gente buona e splendida emigrata in Belgio, in Germania e in America per migliorare le condizioni di vita dei propri figli. Avevamo un Nord laborioso, lavoratore, industriale, che stava realizzando uno dei più straordinari boom economici mai immaginati, con lambrette, vespe e cinquecento a percorrere la penisola in su e in giù, con allegria e spensieratezza. Avevamo una televisione eccezionale che collaborava con un’altrettanta rimarchevole scuola per offrire cultura, capacità critiche e interessi intellettuali ai cittadini e al paese. Avevamo uno stuolo di giornalisti e scrittori illustri, di registi e attori straordinari, di campioni onesti dello sport, avevamo …. avevamo … Poi sono arrivati “loro”, gli imbroglioni, le cricche, i corruttori che con la scusa delle ideologie hanno fatto fuori la Prima e la Seconda Repubblica. Non è rimasto più nulla di ciò che eravamo. Viceversa, ci siamo intrisi in modo vergognoso di ciò che non ci apparteneva, ovvero di cattiveria ed egoismo, di malvagità e cinismo, di scaltrezza finalizzata all’imbroglio e criminalità. Eravamo poveri di denaro e ricchi di valori. Adesso siamo ricchi di soldi e miseri di virtù. La mediocrità impera in tutta la nostra società. I servizi sono tutti nelle mani di improvvisatori, inetti, inesperti e incapaci che hanno avuto il posto fisso per nepotismo o per raccomandazione. Abbiamo “assassinato” una delle più belle società che esistevano al mondo e che molte nazioni ci invidiavano. Adesso, ogni giorno, spuntano fuori come funghi notizie da far accapponare la pelle. L’ultima viene dalla cloaca umana per eccellenza, chiamata Roma, nella quale un ventiseienne violento ha buttato nel Tevere il proprio figlioletto di meno di due anni perché aveva litigato con la sua compagna. Quella attuale è ormai diventata a pieno titolo la nuova Sodoma e Gomorra del XXI secolo, con l’aggravante della trasformazione del nostro DNA in esseri umani senza valori, senza interessi culturali, senza nulla che sia legato a una condizione di alta e valoriale umanità. Non esiste più l’idea stessa di famiglia come l’abbiamo conosciuta. Anzi è contrastata l’idea stessa della famiglia come il luogo di affetti e di ricchezze spirituali, dove un padre e una madre si sposano e allevano amorevolmente figli con responsabilità. Adesso non ci si sposa più perché è di moda scegliere solo "compagni e compagne" e non mariti e mogli. Si sceglie in modo egoistico e consapevole non un partner per la vita ma un compagno per il presente, con l’obiettivo dichiarato che se i rapporti non andranno bene al diavolo i sacrifici e le rinunce, ci si separa e si divorzia, e dopo si inizia con un “nuovo giro”. E questa sarebbe la modernità? Ormai, complice un relativismo che è laico ma anche religioso, che supera la stessa idea di laicità e di fede e mette tutti nello stesso calderone, credenti e non credenti, con lo scopo di fare soldi, comprare piaceri e avere potere, abbiamo toccato il fondo. In tutta questa squallida vicenda noi non perdiamo l’ottimismo della volontà perché siamo convinti che ancora esistono gruppi di cittadini onesti che a fatica si stanno aggregando, nel più assoluto silenzio di una stampa di regime, per resistere alla falcidia del rampantismo politico delle parlamentari di turno per combattere il cinismo e l’opportunismo della politica italiana. I Signori della politica, cioè gli Alfano e i Bersani, con i loro compagnucci di viaggio, sono avvertiti perché stanno dimostrando di non avere compreso la gravità della situazione. Per parte nostra invitiamo i cittadini a disapprovare questa modalità leggera di rivoluzione dei capi di maggioranza e opposizione, cercando di far capire loro che solo comportamenti etici e morali corretti che presuppongono sacrifici e diete pesanti, innanzitutto dei politici, potrà essere soddisfatta l'esigenze della nuova società. Non c’è alcuno spazio per le mediazioni.
venerdì 3 febbraio 2012
Il falso problema dell’art.18.
La polemica sull’art. 18, ampliata dai due schieramenti “pro- e contro-”, è strumentale e infastidisce non poco sia gli interessati a mantenere il loro posto fisso, sia coloro che non ce l’hanno e lo vorrebbero avere. Siamo a metà tra la malafede e il corporativismo da una parte e la doppiezza e l’interesse alla licenziabilità dall’altra. Piuttosto che polemizzare inutilmente e non fare nulla per migliorare il mercato del lavoro è più intelligente che le parti si confrontino per modificarlo a favore dell’aumento dell’occupazione. E’ necessario mettersi in testa che nel mondo è cambiato tutto e che non siamo più ai tempi della Prima Repubblica quando i governi, tutti i governi (che noi qualifichiamo come impudenti per i danni commessi all’Italia) aumentavano allegramente il debito creando posti di lavoro fasulli e inutili per ragioni elettorali. Adesso che i vincoli dell’UE e dei mercati internazionali ci stanno impoverendo, la posizione di arroccamento dei sindacati è indifendibile per diverse ragioni. La prima è che difendere questo mercato del lavoro, come il fortino di “Fort Apache”, non difende i lavoratori dal licenziamento perché se un’azienda fallisce può benissimo licenziare tutti aggravando la situazione. Non comprendiamo come i soloni del Sindacato non comprendano che il vero problema è aumentare l’occupazione. Il loro “diktat” al governo dovrebbe essere questo: “caro governo fai quello che vuoi ma se allo stato attuale delle cose abbiamo 15 milioni di lavoratori occupati dopo la nuova legge i posti devono aumentare a 16 milioni prima, a 17 milioni dopo, e così via come in Germania. La nostra idea è che è necessario difendere non “il posto” di lavoro ma “la sicurezza” del lavoro. Solo così si conseguirà il triplice obiettivo di difendere la certezza della retribuzione, trasformare posti di lavoro improduttivi e aumentare l’occupazione. CGIL, CISL, UIL e UGL se sono sindacati seri dovrebbero chiedere precisi impegni e garanzie in questa direzione. Invece polemizzano, in malafede, tirati per la giacchetta dagli estremisti di sinistra, quegli stessi ambigui e immorali individui che anni fa per rimanere prime donne in politica fecero prima perdere la speranza della rinascita dell’Italia bocciando Prodi e poi fecero vincere Silvio Berlusconi, l’irresponsabile prima donna per eccellenza, causa (insieme alle siglette della sinistra massimalista) di tutti i guai dell’Italia di oggi.
mercoledì 1 febbraio 2012
Schifezze all’italiana.
Le due notizie stomachevoli di oggi riguardano il Senatore Riccardo Conti del partito di Berlusconi e l’Onorevole Luigi Lusi del partito di Bersani. Cos’hanno fatto di tanto importante da meritare la nostra attenzione? Hanno fatto i furbi. E chi fa il furbo deve sapere che noi lo inseriamo d’ufficio nella categoria degli immorali d’Italia. La coppietta di illustri parlamentari si è resa protagonista di due storie esemplari che ci fanno vergognare di essere loro concittadini. Il primo soggetto, nel giro di poche ore, è riuscito a battere il record del mondo di acquisto e vendita di un palazzo del centro di Roma, guadagnando nella compravendita 18 milioni di euro. L’altro, cassiere del partito della Margherita di Rutelli, dopo avere incassato dallo Stato 13 milioni di euro per rimborsi elettorali, ha fatto scomparire il bottino. Ora delle due l’una: o questa coppia di manigoldi erano arcisicuri che il loro sporco lavoro avesse delle coperture, oppure erano certi della stupidità degli italiani. Vero è che a Roma e nel meridione d’Italia vale la massima “muto chi conosce il gioco” a difesa dell’imbroglione, ma che tutti gli italiani avrebbero confermato l’omertà ci sembra un po’ imprudente e pericoloso da parte dei due loschi figuri. Sarà la magistratura a indagare e decidere se questi due sono mascalzoni oppure no. Intanto noi abbiamo osservato con interesse, oseremmo dire “lombrosiano”, le loro foto sui giornali. E’ stupefacente la loro somiglianza. Nonostante militino in partiti differenti per ideologia e cultura alla fine risultano identici nei comportamenti dissoluti e nelle identità corporee. Entrambi ben curati nell’aspetto, ben vestiti, rotondetti alla stessa maniera, con baffi l’uno e baffi e pizzetto l’altro, con sguardo deciso e sicuro, sono riusciti a guadagnare in poco tempo decine di milioni di euro in modo veloce e spregiudicato. Più passa il tempo e più siamo convinti che la specie politica italiana sia la più schifosa d’Europa. In nessun paese del Continente si scopre con sistematica frequenza immoralità diffusa e assenza di etica in codeste quantità da costituire “norma di comportamento” della italianità. Se si pensa un attimo che questo è il paese più cattolico del mondo e che tutte le maggioranze politiche da quando esiste la Repubblica sono state coordinate da politici cattolici viene spontaneo tirare una conclusione: ma allora ebrei e musulmani hanno sempre avuto ragione nel catalogare i cristiani come i meno vicini a Dio!
domenica 29 gennaio 2012
Spread, schèi e miracoli all’italiana.
Com’è stato possibile? E perché non si è fatto prima? Cos’è che ha impedito in passato il realizzarsi del miracolo del nuovo governo Monti? Sono tutte domande che al solo pensare le risposte appena tre mesi fa saremmo stati presi per pazzi. Eppure è successo! Col governo Monti l’Italia ha riacquistato la sua onorabilità e lo status che le compete a livello internazionale. Perché non prima? La risposta ci costa fatica ma dobbiamo dirla: gli italiani in politica sono degli immaturi e in più sono anche masochisti. Godono alla sola idea di irritare il nemico politico mentre loro stanno affogando insieme ai topi sulla nave. Non si spiegherebbe altrimenti come mai non sia stato possibile ottenere lo stesso risultato anni fa. Lo spread è stata la parolina magica che ha fatto funzionare tutto. Gli schèi in pericolo hanno creato la rivoluzione, quella vera. Un insegnamento per il futuro? Togliete alla politica i soldi, riducete i politici a persone normali con uno stipendio normale, dall’ultimo usciere della Camera al primo presidente del Senato, fate funzionare la Giustizia e vedrete che la musica cambierà.
mercoledì 25 gennaio 2012
Vili, eroi e italianità spesso indifendibile.
E’ possibile che un cialtrone di comandante riesca a procurare l’affondamento di una nave da crociera, con 4200 turisti a bordo per motivi di stupidità umana e, quando si rende conto che l’affondamento è questione di ore, scappa e si mette in salvo prima di salvare tutti i passeggeri e l’equipaggio? Alla luce di quanto visto nel caso del naufragio della Costa Concordia la risposta è si, è possibile anche se inammissibile e inaccettabile. Su questa vicenda abbiamo assistito, dopo il dramma, alla solita commedia all’italiana in cui pochi si sono dichiarati offesi per l’assurda e insopportabile condotta del capitano codardo e, viceversa, molti hanno manifestato la loro comprensione a favore del pusillanime. Questa è l’Italia. Il fatto è che i fautori di questa opinione favorevole al comandante sono di giorno in giorno andati aumentando la dice lunga sul carattere poco coraggioso degli italiani. Molti di questi infatti sono stati tra coloro che hanno affermato che è tutto un imbroglio contro il Capitano. L’ultima dichiarazione è recentissima ed è di un signore che scrive una lettera pubblicata dal "Messaggero" di oggi in cui dice testualmente: “sul problema del naufragio della Costa Concordia, vorrei esprimere un mio parere personalissimo e fuori dal coro. Chiedo al Ministro della Difesa e/o alle supreme autorità militari di stigmatizzare con forza il comportamento del capitano De Falco della capitaneria di porto di Livorno, per il comportamento arrogante, volgare, sussiegoso ed al limite blasfemo tenuto nei confronti del comandante […]”. A questo punto è forse il caso di ricordare ai nostri lettori ma anche a personaggi tristi come questo signore che il problema in Italia di difendere gli indifendibili viene da lontano. Si aggiunga che la derisione straniera e gli articoli indigeribili contro il nostro paese nei confronti del capitano Schettino e della sua italianità - spesso generalizzata in senso negativo con processi induttivi sommari ma che hanno una loro logica nelle tradizioni dei popoli di altri paesi - sono giustificati dalla nota caratteristica italiana di essere un popolo che ha molta confidenza con la vigliaccheria. A parte il fatto che a scappare non è stato solo il comandante ma anche altri ufficiali che hanno lasciato al loro destino passeggeri e “ciurma” c’è da osservare che molti italiani del passato che occupavano posti di grande responsabilità hanno tradito in maniera spudorata i codici deontologici del comportamento di valore. Due esempi per tutti: a Caporetto durante la 1° guerra mondiale il Comandante Luigi Cadorna è stato il primo a scappare quando gli austriaci sfondarono le linee italiane e, il 9 settembre 1943 durante la 2° guerra mondiale, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III Comandante Supremo se la diede a gambe levate (fuga e precipitoso abbandono della capitale). Tre comandanti italiani che avevano a che fare con gli “inchini” durante tre periodi differenti della nostra storia hanno assunto, guarda caso, lo stesso comportamento che qui sintetizziamo con i tre possibili verbi di 1°, 2° e 3° coniugazione : scappare, evadere, fuggire. Si può in questi casi tentare di estrapolare una regolarità di condotta che caratterizza in casi del genere l’italiano medio? Tenendo conto della legge dei grandi numeri, noi pensiamo di si, pensiamo cioè che questo è, salvo casi sporadici e infrequenti, l’atteggiamento di fondo dell’essere italiani: fregare gli altri e pensare esclusivamente al proprio tornaconto. I pochi italiani che hanno meritato di essere chiamati eroi, perché hanno dato la loro vita per gli ideali, sono stati i patrioti del Risorgimento che hanno considerato la loro vita come uno strumento valoriale al servizio della Nazione.






