sabato 7 febbraio 2015

Un perfetto esempio di come la politica italiana sia inaffidabile.


“Roma dà il via libera al quartiere del sesso. Basta prostitute sotto le case dei cittadini”. Questo incipit è copiato da un quotidiano di oggi che ne fa un titolone da prima pagina. Ma attenzione, lo stesso fanno molti altri giornali. Si ha l’idea di un giornalismo commerciale, fatto in serie in modo banale, che segue protocolli da software stupido da due soldi come i traduttori di internet la cui traduzione riesce “come i cavoli a merenda”. Giornalisti e giornali che fanno giornalismo banale e frivolo che sparano un titolo ad effetto e poi affrontano in maniera insufficiente, inconsistente e francamente inaccettabile il contenuto degli articoli. In genere questi pezzi giornalistici, che possono riempire una pagina piena di pubblicità ben pagata, sono prodotti in modo standard con la foto di alcune prostitute in minigonna (le gambe scoperte fanno sempre effetto e aumentano gli introiti pubblicitari) e due brevi interviste, compatte e contrapposte di contorno, e … oplà l’articolo è subito utilizzato in rete e sulla carta stampata. Le due interviste sono naturalmente una a favore del provvedimento, in genere dell’assessore di turno, e l’altra contraria di un prete, magari supportate da un abitante della zona arrabbiato contro questo mercimonio e da uno psicologo o di un’associazione buonista che si contrappongono a supporto o contro una della due interviste precedenti. Insomma, il vecchio e sempre utile adagio del “colpo al cerchio e alla botte” e subito via in stampa. Mai si leggono cose sensate e veritiere come la denuncia dell’incapacità di tutti i governi (ma proprio tutti, con i politici e gli stessi giornalisti) a cominciare da quello che espulse la prostituzione controllata nelle case chiuse mediante la legge Merlin del febbraio 1958 a finire con quello attuale di Renzi. Tutti a tuonare a favore del tabù del sesso ma sempre e coerentemente indirizzati a confermare la manifesta incapacità di applicare la legge così come è stata approvata ben 57 anni fa. A parte le arretratezze culturali, le ipocrisie e i falsi moralismi sul tema del sesso a pagamento e della prostituzione la legge non è mai stata applicata come essa prevede. Noi abbiamo letto questa legge e sentite cosa prevede in alcuni articoli semplificati e vi farete un’idea di come in Italia si fa la legge e il giorno dopo non la si applica mai.

«Chiusura delle case di prostituzione. È vietato l'esercizio di case di prostituzione nel territorio dello Stato. Le disposizioni sono le seguenti: 1) È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da L.100.000 a 4.000.000 chiunque abbia la proprietà o l'esercizio di una casa di prostituzione, o comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio o direzione o amministrazione di esse; 2) chiunque, avendo la proprietà o l'amministrazione di una casa o altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione; 3) chiunque, essendo proprietario, gerente o preposto ad albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze, o qualunque locale aperto al pubblico o utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all'interno del locale stesso, si danno alla prostituzione; 4) chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione; 5) chiunque induca alla prostituzione una donna di età maggiore, o compia atti di lenocinio, sia personalmente in luoghi pubblici o aperti al pubblico, sia a mezzo di pubblicità; 6) chiunque induca una persona a recarsi nel territorio di un altro Stato o comunque in un luogo diverso da quello della sua abituale residenza, al fine di esercitarvi la prostituzione, ovvero si intrometta per agevolarne la partenza; 7) chiunque esplichi un'attività in associazione ed organizzazioni nazionali od estere dedite al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione od allo sfruttamento della prostituzione, ovvero in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo agevoli o favorisca l'azione o gli scopi delle predette organizzazioni; 8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui. […]»

Se la legge 20 feb. 1958, n.75 fosse stata applicata alla lettera, oggi in Italia non ci sarebbe alcuna prostituta sfruttata da mascalzoni di tutte le specie, di tutte le razze, di tutte le lingue e di tutte le religioni. Tutti “i chiunque” avrebbero dovuto essere in galera. Che poi Marco Pannella avrebbe tuonato accusando lo “Stato Criminale” questa è un’altra faccenda, comunque legata sempre alla inaffidabilità totale del nostro sistema. Ma questo non è mai stato fatto e, peggio ancora, nessun politico (come nessun giornalista che io ricordi) ha mai tuonato contro la manomissione della legge e la sua non applicazione. In poche parole la colpa di tutto è, e non poteva essere diversamente, di tutti i nostri politici e giornalisti che “hanno fatto squadra” nel supportarsi reciprocamente e vicendevolmente nascondendo l’inaffidabilità. Il vero palazzo è abitato e ne traggono un utile entrambi, politici e giornalisti, che fanno inciuci a non finire. Adesso, il mezzo inetto Sindaco Marino (metà buono perché ha scoperchiato la Grande Bruttezza di Roma criminale) vuole scopiazzare Amsterdam o qualche altra città del nord Europa quando la vedevamo nei film “Mondo cane” e simili negli anni ’60 con le prostitute all’interno delle vetrine nelle strade dalle luci rosse. Povera Italia!

2 commenti:

Giancarlo ha detto...

Mi perdonerà, spero, se dissento da quello che ha scritto. Se fosse automatica la soluzione del problema con la applicazione letterale della norma, il proibizionismo negli Usa avrebbe avuta vinta la sua battaglia. Sappiamo invece che le cose sono andate in modo diverso e per quanto vogliamo sottolineare la nostra incapacità nei controlli possiamo dire che la stessa cosa è avvenuta in quel Paese, con le dovute ed immancabili differenze. La verità è che si può vietare quanto si vuole ma quando questo divieto è assurdo ecco spuntare la trasgressione. Il divieto al furto ha una sua logica , il divieto all'omicidio anche. L'esercizio della prostituzione è antico quanto, forse, l'uomo non a caso viene definito il mestiere più antico, perchè questo? Forse perchè è stato il primo in assoluto "commercio", ma non lo sappiamo , conosciamo però la storia e quello che ci dice è che nelle società, mediterranee antiche, la prostituzione era un normale attività, se non addirittura una pratica religiosa ! Nella Grecia classica le eteree erano le sole donne che accompagnavano gli uomini, le mogli restavano nel chiuso delle case, nella Roma antica fu coniata perfino una moneta per il pagamento delle prestazioni, spintriae, si chiamavano o tesserae eroticae, questo per evitare che l'effige dell'imperatore, quella presente sulle monete fosse dissacrata, lordata dalla funzione che svolgeva. Nella Roma Papale, la prostituzione rese famose e celebri amanti dei Papi che, addirittura con le tasse, resero possibile l'apertura di una strada famosa, via Giulia. Queste donne raggiunsero vette di notorietà importanti, ebbero tombe in chiese famose una di loro, notissima e bellissima, è persino intitolata una piazza, dove era la sua casa. Credo sia l'unica al mondo! Eppure per la morale , ormai imperante quella professione doveva estingersi come i Panda. Così non accadde, perchè? Inutile, io credo cercare risposte, come inutile fu a suo tempo la chiusura degli unici luoghi dove le donne, quelle che volontariamente sceglievano quella strada, potevano esercitare! Un bel film con tre brave attrici racconta la storia di quei giorni, quelli che succedettero alla chiusura.
La verità e la soluzione, nessuno di noi ce l'ha in tasca di certo quella non fu ne l'una ne l'altra. Credere di poter affrontare una cosa come questa con la soluzione proibizionista ha avuto un solo effetto, il fiorire della attività sommersa e parallela, con aumento della criminalità, che non ha certo remore, che di queste attività si nutre ! La soluzione? Forse non sarà quella proposta, forse la soluzione sarà altra , ma di certo si deve trovare, e giungere alla bella età di oltre 50 anni dall'inizio del problema dimostra solo una cosa. Che il perbenismo ipocrita ha ancora un grande seguito, nel nostro Paese, che non dimentichiamolo ha avuto un Presidente del Consiglio grande stimatore di quelle professionste arrivato a definire quegli incontri come cene galanti. Almeno in quella famosa Roma di cui ho parlato venivano chiamate più signorilmente ma meno ipocritamente cortigiane. Di sicuro la soluzione del problema ha creato altri problemi, ma è la cecità perbenista che non vuole vedere quello che è sotto gli occhi di tutti, il commercio è svolto nelle strade la prostituta è oggetto e soggetto di attenzione sia da parte della malavita che da parte, e questa è la cosa peggiore, di individui che trovano morale il mestiere del lenone, chissà che la soluzione più logica non si proprio quella di Amsterdam ?

Zeno ha detto...

Il mio post non ha l'obiettivo di eliminare la prostituzione. Il mio post si propone di mettere in evidenza il semplice concetto che se le leggi oltre che produrle fossero anche fatte rispettare da chi di dovere, mentre invece se ne infischia, molte cose sarebbero diverse da come sono oggi in Italia. Se poi la soluzione Amsterdam è la più logica non mi interessa. Sono viceversa interessato a capire perchè questo assordante silenzio del giornalismo italiota sul fatto che le leggi non sono fatte rispettare.

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