sabato 10 dicembre 2016

Referendum, ingiustizie e democrazia perduta.


Siamo ritornati alla casella iniziale, come nel gioco dell’oca. Il Referendum ha dato il suo verdetto: quelli del No hanno vinto, salvando la “Costituzione più bella del mondo”. Renzi invece, e tutti quelli del Si, ha perso. L’azzeramento di una classe politica rampante personificata da Renzi è sotto gli occhi di tutti. Quello che rimane difficile comprendere è per quale strano motivo un governo cade senza essere sfiduciato in Parlamento e, soprattutto, senza che in ballo ci sia stata la sua politica e la visione della società che esso sottintendeva sotto la lente del popolo.
Si dice che il Si è stato battuto, dunque per la proprietà transitiva anche Renzi, che deve andare a casa. Ma non ci risulta che il quesito referendario dicesse “volete voi mandare a casa il premier Renzi”? A noi ci risulta che si votava sull’eliminazione del bicameralismo paritario e altro.
Siamo perplessi, non perché Renzi non meritava di essere sfiduciato. Al contrario, Renzi nel tempo si è dissociato sempre di più dal ruolo di cittadino consapevole di avere un mandato di rinnovamento della classe politica e si è rivelato alla fine come un sistema di potere di bassa qualità in grado di mettere nei posti chiave della società i suoi uomini. Per carità, così fan tutti ma Renzi non poteva e non doveva farlo proprio perché si è presentato come il rottamatore della vecchia politica e dei dinosauri politici. Dunque, il Referendum ha tolto in modo netto tutte le giustificazioni del renzismo.
Renzi ha perduto non perché le sue ragioni non fossero valide ma perché si è alienato la fiducia degli italiani. Novello Berlusconi come quello autentico - che si era desintonizzato dai cittadini dicendo con sfrontatezza che gli italiani stavano bene e che gli aerei per i viaggi e i ristoranti erano sempre pieni di gente che si divertiva - Renzi ha lasciato correre con pigrizia ingiustificata temi delicatissimi sul piano sociale e politico.
Ne ricordiamo qualcuno: l’immigrazione incontrollata e delinquenziale, la criminalità finanziaria del sistema bancario aiutato politicamente e finanziariamente in modo vergognoso dalla Presidenza del Consiglio, amministratori che hanno fatto perdere ai poveri correntisti tutti i loro risparmi, conti pubblici e spesa fuori controllo, debito pubblico alle stelle senza aver fatto nulla per diminuirlo, criminalità mafiosa e microcriminalità affamate e assetate di delitti senza che sia stato fatto nulla per fermarle, politica di sicurezza folle e inefficace (se mai ce n’è stata una) certificata dalle centinaia di casi di omicidio e femminicidio e, ultimo in ordine di tempo, il caso scandaloso della studentessa cinese scippata dai criminali e morta nell’umano gesto di rincorrere i suoi aguzzini) e mille altre ingiustizie prodotte sempre dai più forti sui più deboli.
Qui non c’entra nulla il referendum e il suo significato costituzionale. Qui è entrato in ballo l’ennesimo scempio del “senso della giustizia”. Si è permesso a una pletora di “furbetti del quartierino” mai condannati, a causa di un sistema giudiziario obsoleto e inefficace, di scalare immeritatamente i ruoli dirigenziali di tutte le specie pubbliche e private per sfruttare col massimo di utilità e cinismo il potere del loro ruolo nella società.
Onorevoli e senatori che con le loro lobbies hanno creato poteri personali e clan familiari ai danni dei cittadini, amministratori mascalzoni che hanno sempre beneficiato della protezione del potere politico, dirigenti che hanno spremuto le casse dello Stato per soddisfare sete di potere e denaro in tutti i gangli della società, etc. C’è da aggiungere un altro aspetto, e cioè che il problema dell’Italia di oggi non è tanto la classe politica che è pessima ma la società civile che si è imbarbarita nel tempo fino a diventare rozza e primitiva. Abbiamo la “più bella Costituzione del mondo” ma anche il più inutile e costoso Parlamento del mondo, polverizzato in 23 gruppi politici che si fanno convocare al Quirinale dal Presidente della Repubblica e non hanno nemmeno il tempo di prendere un caffè. Un Parlamento che ha messo in evidenza una autentica transumanza ignobile di parlamentari trasformisti da un partito agli altri. Ben 245 parlamentari in questa legislatura hanno cambiato casacca perché votati onorevoli in un partito e subito dopo transitati disonorevoli in un altro.
Renzi ha perduto perché si è alienato la società in sincronia e in sinergia con i suoi complici più o meno mimetizzati da circensi di dubbie qualità parlamentari che dall’opposizione hanno giocato lo stesso ruolo del governo in Parlamento: demolire l’idea stessa di democrazia. Tutti complici anche quando fingevano di fornire accuse e proposte irragionevoli e provocatorie (ricordiamo i cinque milioni di emendamenti proposti dalla Lega Nord in Parlamento sulla discussione di riforma). Con i loro lauti stipendi e vitalizi i nostri illustri parlamentari hanno dato una giustificazione ai Berlusconi prima e ai Renzi dopo, imponendo di mungere lo Stato per i loro squallidi interessi.
Una vergogna mai terminata che si è manifestata in tutta la sua gravità nella recita che tutti vogliono andare a votare e far decidere il popolo sovrano. Senza una legge elettorale valida è tutto un gioco e una manfrina inutile per prendere in giro i cittadini: i più deboli, i giovani e i senza lavoro ancora ad aspettare che si realizzi l’art. 1 della Costituzione. Mentre Lor Signori con lo champagne si stanno preparando al gioco del Carnevale del nuovo anno.

2 commenti:

giancarlo boscolo ha detto...

Ma adesso se si fa un altro presidente del consiglio Renzi non può rimanere in parlamento quindi é disoccupato? a Milano sotto i portici di piazza Repubblica ho visto alcune persone che con materassi e coperte lì dormono, a lui il materasso e la coperta gli e la regalo io.
Un'altra domanda, ho sentito parlare in TV di nazionalizzare qualch'una delle banche in fallimento, ovviamente con soldi pubblici, io sulla nazionalizzazione potrei essere d'accordo ma se quelle banche vanno male ci saranno dei responsabili di tale mal'andamento? e questi, che chissà che stipendi avranno percepito, per i loro errori non pagano?

Giancarlo ha detto...

Premesso che, si,si poteva fare di meglio, detto questo analizziamo, cerchiamo di farlo senza essere prevenuti. Si sente, vox populi, che manca è assente una persona che sappia prendere in mano le redini del carro, quello sgangherato, sul quale siamo tutti imbarcati. A causa della strutturazione del nostro ordinamento nessuno, dico nessuno potrà mai avere la bacchetta magica, a meno che, questo dobbiamo dirlo è imèpossibile, costui non raggiunga quella maggioranza che gli consentirebbe di governare da solo. ma è questo che il "popolo" ha bocciato, egli ha scelto di avere quella pletora di movimenti e partitini che gli consente di affermare, abbiamo la Costituzione più bella del mondo.
In questi giorni il Capo dello Stato, ha iniziato le consultazioni, 27, se non erro le delegazioni, ammesse ai colloqui, non da questo numero il limite della nostra democrazia?
Altro limite, l'enorme, rapportato al numero totale dei cittadni, numero dei cosidetti politici attivi. Si parte dalla base, con i consigli di circoscrizione, per ginugere alla Presidenza dell Repubblica fare il conto solo di questi organismi, se si esclude l'ultimo che è eletto dal Parlamento abbiamo ben cinque organi elettivi, con tanto di parlamentini, presidenti, vice, assessori per giungere a quello principale che è il Parlamento. La scelta di un piccolo sfoltimento non era così deprecabile, visto che, le tabelle sono divulgate,in rete, si sta parlando di organismi i cui componenti hanno un discreto ritorno economico.
Bene, l'uomo al comando non piace, ma non piace al cosidetto popolo o ad altri e più pelosi interessi?
Non che, sia chiaro, io veda di buon occhio un possibile duce, Dio ce ne liberi!
La rivoluzione di Gracchi, che predicavano il pane a prezzo politico falli perchè il partito avverso predicava il pane gratis, i Gracchi persero la loro battaglia ma il pane non venne mai dato gratis.
Mi spiego, ogni rivoluzione porta degli sconquassi, e con se degli errori, non dico sia stato perfetto questo PdC, ma per la prima volta, dopo tanti anni, abbiamo avuto chi, sbagliando, forse, ha portato a termine quello che era nelle aspettativi di tutti, ha perso, la battaglia non è detto la guerra! Già perchè io credo che la guerra è ancora in essere, non saremo noi a goderne la fine , forse un , cosidetto popolo stanco la farà terminare, dopo essere passato , spero di no, attraverso l'esperienza del populismo demagogico, delle scie chimiche, dei vaccini inutili, della energia riciclabile delle banche etiche, di tutto ciò che adesso viene visto come la panacea di tutti i mali ma che non affronta il male comune, ovvero l'innato nostro essere opportunisti individualisti.
Nel frattempo, per rispondere in toto a quello che scrive vi sono 12 provvedimenti che cesseranno di essere operativi, tra i quali la riforma, sempre parziale della giustizia, mentre torneranno nelle loro funzioni Costituzionali le province, ed il massimo degli organismi di parcheggio, quel CNEL che tanto ha dato,di contributo, alla Repubblica.

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