domenica 3 agosto 2008

Amara riflessione sulle differenze tra due città.

Oggi nel blog desideriamo parlare bene degli spagnoli di Barcellona e male degli italiani di Roma. Non è una novità, perché parlare bene dei romani doc è difficilissimo. La ragione è che nella medesima situazione, due cittadini, uno spagnolo di Barcellona, e l’altro italiano di Roma, si comportano molto probabilmente in modo diametralmente opposto. Come mai pensiamo questo? E' frutto di un nostro pregiudizio o è il risultato dell'osservazione di tanti casi avvenuti sempre nella stessa maniera? Ecco il perchè. Qualche mese fa una ragazza italiana si trovava in vacanza a Barcellona ed è stata uccisa da un giovane uruguaiano. Il giovane assassino, un violento, si era confidato con amici, parlando di una rissa e dando la colpa a droga, alcool e pasticche. Ma gli amici, inorriditi, si sono rifiutati di coprirlo e hanno collaborato con la polizia al suo arresto. I quattro amici hanno deciso di farlo arrestare dalla forza pubblica perchè essi hanno creduto nella collaborazione con le forze dell'ordine. Una dei quattro lo ha trattenuto con un pretesto mentre gli altri tre chiamavano la polizia. Cosa dire dei quattro giovani spagnoli di Barcellona? Hanno avuto coraggio e, soprattutto, hanno mostrato di possedere una coscienza morale ed etica che raramente la si incontra in questo genere di giovani che frequentano le discoteche. Cosa sarebbe successo, viceversa, se i ruoli si fossero invertiti? Una ragazza spagnola nel mentre si trovava in vacanza a Roma viene uccisa da un giovane violento. I suoi amici romani lo avrebbero denunciato alla polizia? Ma ve li immaginate quattro giovinastri romani, che considerano normale passare al semaforo col rosso e che ti fanno dei gestacci se glielo fai notare, che vanno dalla polizia a denunciare un loro compaesano? Non si è mai verificato. Non ci risulta. Anzi, la solidarietà tra i giovani della capitale avviene al contrario avvertendo il reo che la polizia lo sta cercando e spesso dandogli rifugio. La legge tra i giovani della capitale è purtroppo la connivenza con i delinquenti, l’omertà, l’odio per la delazione e la profonda avversione nei confronti degli sbirri . In queste condizioni i quattro italiani di Roma non avrebbero mai avuto il coraggio di denunciare il colpevole. In loro non sarebbe mai scattata la molla "etica e morale" in grado di comprendere il senso della denuncia dei quattro giovani spagnoli, che è al tempo stesso consapevolezza dell’importanza di far vincere la giustizia e forte rigore morale. A Roma, viceversa, fra i giovani esiste la solidarietà degli amici del quartierino, l’ostilità e il disprezzo per tutto quanto li costringe alle regole, l'insofferenza allo studio e alla disciplina, l'avventatezza, la malvagità a volte per superficialità, la bugia come prassi culturale, l’insofferenza nei confronti dei principi e dei valori che rendono l’uomo un “soggetto etico”. Come avrebbero reagito gli amici dell’assassino nei confronti dei delatori? Li avrebbero apostrofati come ‘anfame nun fà a spia, oppure amico de sbirri te spetta a fossa, ecc… Se non ci credete basta andare a sfogliare i giornali degli ultimi dieci anni e nella cronaca di Roma ne leggerete delle belle.

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