Il Senatore professor Mario Monti ha ottenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’incarico di formare il nuovo governo. Questa la notizia di questa sera. Noi siamo contenti dell’incarico a Monti. In due nostri post precedenti lo avevamo previsto (vedi il post1 e il post2). Speriamo altresì che egli riesca nel suo lavoro di formazione urgente del nuovo governo. Con tutta la buona volontà però abbiamo delle forti riserve che ci riuscirà. In altre parole crediamo che il suo nobile tentativo non sortirà alcun effetto. La ragione è duplice. Da un lato Monti non ha presentato, contestualmente all'incarico, la lista dei ministri e dall'altro conosciamo, purtroppo, i politici nostrani, i quali faranno di tutto per rovinare non solo Monti ma anche l’Italia. Questo post si pone il problema di dire con chiarezza come stanno le cose. Nonostante le belle parole del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio incaricato (due grandi figure che esprimono serietà e sobrietà) e nonostante che quasi tutti dicano che lo appoggeranno in realtà noi siamo scettici sul tentativo Monti, perché stanno per coalizzarsi insieme egoismi e interessi contrapposti che probabilmente ne annulleranno il risultato. Conosciamo chi sono costoro. In primo luogo la Lega Nord di Bossi che vede Monti come il diavolo. In secondo luogo di Berlusconi e dell’ala estremista del Pdl (compresa quella del giornalismo da gallo cedrone del “quartetto Cetra” Ferrara-Sallusti-Feltri-Belpietro). In terzo luogo dal partito di Di Pietro che è preoccupato di perdere visibilità con un governo come quello di Monti. In quarto luogo la sinistra estremista e lo stesso Niki Vendola che non possono tollerare che a coordinare la politica economica in Italia sia un economista come Monti che è anticomunista. In quinto luogo tutte quelle frange dell’autonomismo impazzito che fa proseliti stupidi in alcune regioni come la Sicilia, la Campania, la Sardegna, etc. In sesto luogo il sindacato CGIL che prima o poi comincerà a criticare e a scioperare per la politica economica e finanziaria che Monti sarà costretto a fare. In settimo luogo l’estrema destra che tra fascismo e folklore non potrà mai vedere Monti come la soluzione del problema. A seguire alcune frange del PD che proveranno anche loro a differenziarsi dal resto del partito. Tutte queste forze centrifughe, ipocrite, false e maldestre, faranno finta di accettare la richiesta di pacificazione e di coesione nazionale chiesta ripetutamente da Napolitano. In realtà trameranno contro. Noi diciamo a tutta questa gente che stanno facendo la fila per essere chiamati con il loro vero nome, e cioè cialtroni, adulatori e/o denigratori di professione. L’orticello di casa loro è il solo obiettivo che riescono a vedere in tutta la loro vita. Che pena che ci fanno. Come ci fanno pena coloro che la sera delle dimissioni di Berlusconi lo hanno atteso davanti al Quirinale e con cori da stadio in maniera squallida gli hanno gridato epiteti e parolacce. Cambiano i colori delle casacche ma non cambiano gli stili. Tutti da incivili.
domenica 13 novembre 2011
martedì 8 novembre 2011
I nodi vengono sempre al pettine.
Sera di martedì 8 Novembre 2011. Da poco è terminata la votazione sul Rendiconto dello Stato. I voti sono stati 308 a favore della maggioranza e 321 astenuti. Il Governo dovrebbe essere contento della votazione plebiscitaria. Vincere per 308 a 0 dovrebbe essere un evento di grande felicità. Invece, tutti i ministri hanno facce scure. Berlusconi è nero. Quando si rende conto della “vittoria-sconfitta” il suo occhio sinistro gli diventa estraneo, assume una forma vitrea, come se stesse per uscire dall’orbita. Ha le labbra serrate e l’umore pessimo. Sente per la prima volta che non è come le tante altre volte in cui si è salvato per il "rotto della cuffia". Questi i fatti ed ora la nostra opinione. E’ da anni che molti italiani aspettano il momento in cui darà le dimissioni. Vero che Berlusconi, se lo vuole, può ancora rimanere sulla poltrona fino a che non venga sfiduciato. Sul piano formale non ha obblighi di dimissioni. Ma solo sul piano formale. In ogni caso in queste ore non deve sentirsi a suo agio. Ci ricorda il dittatore Adolf Hitler, quando chiuso nel suo bunker a Berlino, con l'esercito tedesco che si arrendeva alle forze alleate su tutti i fronti, lui spostava sul tavolo della stanza soldatini che prendevano il posto di divisioni immaginarie, che non esistevano più, dicendo: Adesso io spostare 42ma divisione di Kettering da fronte est a fronte ovest dove la farò incontrare con 52ma divisione di Pottering. Poi faccio arrivare da sud 78ma divisione di Konningen che unendosi a 33ma divisione di Hansering produrrà nostra vittoria finale! Ma dove essere 55ma divisione? Perché non essere ancora arrivata 67ma divisione? Hitler non voleva capire che non c'era più alcuna divisione da spostare per vincere. Il fatto era che aveva perduto la guerra. L'ex ministro degli esteri Antonio Martino intervistato da una giornalista sulle possibili dimissioni di Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che “è necessario pensare a una maniera dignitosa per far uscire di scena il nostro amato Presidente Berlusconi”. Capito? Il Senatore Martino sente l’obbligo di informare i giornalisti e l’opinione pubblica che non è immaginabile pensare a una uscita immediata dalla scena politica di Berlusconi senza il paracadute della dignità di un’uscita dolce, perché il “beneamato” Cavaliere non può essere considerato come una qualunque persona normale. Il Senatore del Pdl Antonio Martino dovrebbe vergognarsi di avere fatto questa dichiarazione. La sola cosa che può fare Berlusconi in questo momento è uscire di scena il più presto possibile. Berlusconi Silvio la dignità l’ha perduta irrimediabilmente nel momento in cui il suo conflitto di interessi ha prodotto alle sue aziende guadagni di miliardi di euro a spese degli italiani. E si ricordi che se ci sarà giustizia in questo paese, quando sarà ritornato un cittadino comune dovrà risarcire lo Stato di tutti gli averi che è riuscito a guadagnare ingiustamente con il suo colossale conflitto di interessi. Altro che dignità.
venerdì 4 novembre 2011
Crisi di fiducia per l’opposizione e sfiducia della crisi per la maggioranza.
Nei confronti dell’Italia c’è una crisi di fiducia senza precedenti dell’Europa e del mondo intero. Adesso lo dicono tutti. Improvvisamente i media hanno scoperto che c’è un deficit di credito nel paese che fa vedere nero i mercati sulle prospettive di risanamento del debito. In altre parole tutti, tranne uno, hanno scoperto che gli stranieri non si fidano dell’Italia. E il governo italiano cosa dice? Silvio Berlusconi, che del governo è il Capo, afferma che non è vero che c’è la crisi perché l’Italia è la stessa di prima, ricca, bella, elegante, con i ristoranti e gli aerei pieni di gente allegra che fa turismo. Questi i fatti della giornata. Ed ora il nostro commento. Cosa dire dell’ennesima perla del nostro Presidente del Consiglio? Poche cose. La prima è che Berlusconi è ridicolo e bugiardo nel negare l’evidenza. La seconda è che Berlusconi soffre di una grave crisi di dissociazione, che ricorda quei picchiatelli che abbandonati da tutti ripetono che loro sono Napoleone Bonaparte o Giulio Cesare e i loro parenti li ascoltano con sguardi di perplessità. E pensare che tutti i nostri risparmi sono nelle mani di un dissociato, attaccato alla poltrona con la colla del potere per continuare a fare i propri interessi ai danni della collettività. Sarà penoso vedere il nostro Cavaliere quando sarà rimosso da quella poltrona. Guai ai vinti!
domenica 30 ottobre 2011
Premier e giochi d’azzardo: un altro conflitto di interessi.
Pluriseparato e divorziato, pinocchiesco, barzellettiere bestemmiatore, utilizzatore finale di minorenni, fomentatore di odio in politica e, ora, anche croupier, ovvero titolare di siti web per giocatori d’azzardo. Mica una cosetta da nulla per un Primo Ministro che si dichiara cattolico. Con l'ultima novità Berlusconi Silvio ci sorprende ancora una volta. Il Corriere della Sera di oggi pubblica un lungo e circostanziato articolo in cui viene messa in evidenza la sua ultima trovata miliardaria: la Mondadori, casa editrice di sua proprietà, detiene la quota del 55% di una società che fa azzardo on line. In poche parole Berlusconi incasserà del denaro dal gioco del pocker on-line che permetterà alla sua Mondadori di non ricorrere alle banche. Il bello è che è tutto "in regola" perché ha avuto l’autorizzazione anche dal fisco (Monopoli di Stato, Ministero delle Finanze, ecc..) che dipende dal suo governo. Insomma, il suo conflitto di interesse invece di diminuire, come il debito italiano, aumenta sempre. Una sola domanda e non a lui col quale non si può mai discutere, ma agli Eccellentissimi et Eminentissimi Cardinali Italiani di Sacra Madre Chiesa Cattolica Romana et Apostolica: ma un individuo di questo genere non avrebbe dovuto essere scomunicato da un bel pezzo?
lunedì 24 ottobre 2011
Sacrifici ed egoismi: a mali estremi, estremi rimedi.
Se abbiamo capito bene l’Europa ci impone una terza tornata di sacrifici per tentare di arginare la crisi che diventa ogni settimana sempre più pericolosa. Quali sacrifici? Uno di questi è l’età pensionabile che dovrebbe essere portata a 67 anni, per tutti. Addirittura si parla di ultimatum dell’UE per il nostro paese e si recita il solito ritornello: “all'Italia servono misure per la crescita e per la riduzione del debito”. Una domanda: perché dobbiamo fare tutto questo? La risposta sta nelle scelte elettorali sbagliate effettuate dai cittadini italiani in questo ultimo decennio. Hanno votato male, promovendo degli “incantatori di serpenti” invece di politici saggi e raziocinanti. Se il problema è l’età pensionabile si faccia una legge che imponga questa età pensionabile. Ma a una condizione: che contemporaneamente si proceda a una riduzione soft del debito obbligatoria per tutti. Come? Cominciando a considerare quali sono attualmente la retribuzione media e i risparmi medi di tutti gli italiani e subito dopo imporre a tutti coloro che guadagnano almeno mille euro all’anno in più e/o posseggono denaro in quantità maggiore di questo valore medio, l’obbligo immediato di acquistare, con questo surplus dalla media, dei titoli di stato, in modo da ridurre vertiginosamente la dipendenza dello Stato italiano dai mercati esteri ed evitare l’intervento della BCE sul mercato internazionale per difendere il valore dell’euro. Semplice, no? “A mali estremi, estremi rimedi”. Una legge del genere dovrebbe essere effettuata nel giro di una settimana con conseguenze positive per la nostra moneta. Nessuno perderebbe un solo euro e quando le condizioni economiche del paese lo consentiranno si potrà restituire quanto prestato. Sarebbe una legge etica, nel senso che andrebbe incontro ai valori religiosi della solidarietà e della difesa dei ceti più deboli. Gli italiani non sono quasi tutti cattolici? E, dunque, lo si faccia velocemente prima che si coli a picco tutti con ... l'intera nave.
domenica 16 ottobre 2011
L'Italia piroettata nel medioevo da cricche e gruppi delinquenziali.
Oggi vogliamo mettere in evidenza, senza giri di parole, l'involuzione della società italiana di questi ultimi anni e la dura realtà socio-politica e culturale nella quale noi italiani siamo costretti a vivere perché vittime del potere. Politica e società oggi in Italia sono nelle mani di delinquenti che ci stanno privando del diritto stesso a una vita normale. Siamo diventati ostaggi di cricche e gruppi di potere che hanno preso il comando della società e ci stanno facendo arretrare in un nuovo medioevo. Però è altrettanto vero che gli italiani hanno una responsabilità collettiva per la pessima vita sociale e politica di oggi. La ragione l’ha chiarita Ermanno Rea nel suo ottimo libro La fabbrica dell’obbedienza in cui dimostra che gli italiani sono sempre stati complici con il potere. Prendiamo spunto da un fatto reale e concretamente visibile a tutti. E' domenica sera e siamo davanti al televisore. Scegliamo due programmi, li confrontiamo e proviamo a descrivere le sensazioni che possiamo provare ragionando sulle loro conseguenze.
1.Scegliamo due canali televisivi che utilizzano lo stesso strumento di comunicazione (Rai e France TV) e guardiamo due trasmissioni giornalistiche che parlano entrambi di politica e società (RaiNews e FR24). Qui finiscono le analogie e iniziano le differenze.
2.Due mondi completamente differenti (Italia e Francia) e due modalità diverse di espressione delle idee politiche delle due società lontane anni luce tra di loro (i danni e la violenza dei centri sociali a Roma e il dibattito sereno e pieno di ottimismo manifestato dai risultati delle primarie del partito socialista francese).
3.Vedere la tv francese è un piacere. Vedere la tv italiana è una tortura. Informazione completa e obiettiva la prima, informazione parziale e settaria la seconda. La prima ci fa vedere argomenti di alto valore sociale e politico, come le votazioni per la scelta del candidato alla presidenziali politiche, con un confronto civile. Al contrario, in Italia, la seconda ci fa vedere scene di guerriglia e di polemiche politiche tra maggioranza e opposizione. Informazione (pubblica della Rai e privata di Mediaset) col bavaglio e al servizio dei partiti in Italia, mentre in Francia (France Tv) informazione autonoma e credibile in dibattiti civili.
Questa è la drammatica realtà nella quale viviamo oggi in Italia. Qui non si tratta solo di Berlusconi e della sinistra. Qui si tratta del fatto che l'intera società (si legga Ermanno Rea) è in mano a poteri delinquenziali che stanno rovinando la stessa essenza della vita civile e stanno mettendo in crisi la stessa Repubblica. Fino a quando si continuerà a fare così? E, soprattutto, di chi la colpa? L'introduzione delle categorie dell'odio e degli interessi privati nella politica è senza ombra di dubbio la ragione della perdita di credibilità della nazione in questi ultimi anni. I responsabili sono l'intera classe politica, Governo e parlamentari. Tutti nessuno escluso, inaffidabili e incapaci a essere all'altezza del compito. La maggiore responsabilità però va a Silvio Berlusconi che ha imposto l'eliminazione della preferenza nella scelta dei parlamentari, sganciandoli così dal condizionamento e dal giudizio dell'elettore. Berlusconi si è macchiato di una responsabilità politica e morale che lo perseguiterà per tutta la vita. Anche Bersani, l'oppiaceo segretario del Pd, ha le sue responsabilità nel perseguire una ridicola e inefficace opposizione nel paese. Entrambi dovrebbero dimettersi. Ma siccome sono tutti e due dei mediocri ce li dovremo sorbire fino in fondo. Come la cicuta che bevve Socrate. Il risultato? La morte di entrambi: di Socrate e dell'Italia. Nel frattempo i cittadini meno avvantaggiati dalla politica pagano con una vita di stenti. Farabutti i responsabili.
venerdì 30 settembre 2011
Secessione, democrazia , scuola e decadenza della società italiana.
Il tema è di quelli che hanno valore e che è necessario che se ne parli per evitare che in fututo si sbagli di nuovo. Vediamo di proporre una riflessione adeguata per giustificare il fatto che i mali non vengono dal nulla ma sono l'effetto di ben precise cause. La secessione è un tema pericoloso perché agita nei cuori delle opposte fazioni passioni e sentimenti forti. E’ evidente che la secessione potrebbe avere un senso in una società divisa in due da fattori linguistici, culturali, sociali, etici e religiosi. Nel caso della Lega Nord non esistono ragioni del genere. Dunque, la secessione proposta da Bossi & C. è in realtà un mero calcolo di bottega della Lega Nord per avere più potere e più schèi. Tuttavia, la stessa idea è già trasgressione bella e buona, con una Costituzione che la vieta esplicitamente. Ma secessione vuol dire soprattutto incapacità del sistema politico a dare risposte. Significa inadeguatezza di proposte politiche valide per la soluzione dei problemi. E di questo si tratta. L’idea secessionista nacque da fatti evidenti in cui la degenerazione dei partiti ha portato il paese alla bancarotta. Prima “mani pulite” e adesso il “Sultano” di Arcore. Ma perché l’idea della secessione? Una ragione potrebbe essere quella che parte dalla insufficiente proposta politica dei partiti degli anni ’70 i quali, per calcoli di potere politico, sacrificarono gli ideali della democrazia per biechi interessi partitocratici. Attenzione qui stiamo parlando non dei partiti di oggi ma di quelli di ieri, cioè di PCI, DC, PSI e altri minori. Stiamo parlando dei famosi partiti della Liberazione e della costituzione della Repubblica. Come è stato possibile che il collante della democrazia sia venuto meno? Noi abbiamo una spiegazione: la scuola. E lì che è stato possibile trovare il grimaldello in grado di scardinare la porta della democrazia, della buona società e dell’idea stessa di Costituzione. Gli studenti di quegli anni sono adesso i dirigenti e i politici di oggi. Avere permesso al ’68 di entrare liberamente nelle scuole senza avere creato prima un firewall di protezione è stato l’errore più colossale che la Prima Repubblica abbia potuto commettere. L’entrata trionfale della sinistra nel mondo della scuola, realizzata con la complicità della DC, non è stata come si è sempre fatto intendere una giusta rivendicazione di un maggior legame fra scuola e società. No. E’ stata la scusa per far entrare nella scuola la peggiore politica, che si chiamò "partitismo". I Decreti Delegati che avrebbero dovuto rappresentare lo strumento normativo per mettere in relazione scuola e società sono stati, viceversa, la clava con la quale si è iniziata l’opera demolitrice della democrazia, della formazione dei giovani e dell’idea stessa di Costituzione. Qualunque intervento dei rappresentanti dei partiti nella scuola degli anni ’70 ha avuto per obiettivo l’interesse della partitocrazia ai danni della cultura e dell’educazione dei giovani alla democrazia. Chi i responsabili? In ordine di responsabilità: il PCI e la CGIL per primi che volevano“cocuzze” e “cucuzzaro”, la DC a seguire che voleva passare all’incasso elettorale tramite le varie lobbies come “Comunione e Liberazione”, il PSI per ultimo che non è riuscito a comprendere che non avrebbe mai dovuto combattere il PCI con le tangenti e la Milano “da bere”. Tutti hanno privilegiato il proprio orticello e adesso ne paghiamo le conseguenze. Quello che oggi appare in tutta la sua spudoratezza è il progetto che sinistra e centro del tempo misero in atto tradendo l’idea dei principi politici del comunismo e del cattolicesimo senza etica politica. Un vero e proprio "mercato del bestiame" si scatenò sull’intera scuola italiana bloccando per sempre l’idea che la scuola potesse e dovesse costruire i futuri dirigenti attraverso i principi della democrazia, del merito, del confronto delle idee, e in fin dei conti dell’idea costituzionale di libertà democratica. Da lì nacque la questione morale che investì, com’è noto, tutti i partiti producendo alla fine il berlusconismo, una medicina peggiore del male. Qui vogliamo ricordare in conclusione che il vero diavolo fu il matrimonio tra comunisti e cattolici. Adesso tutto è drammaticamente chiaro ed evidente: si è trattato di due pessime religioni che hanno prodotto il disastro di oggi. Che squallore! Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
