mercoledì 25 giugno 2008

De Pedis, il delinquente che negli anni '80 fece del crimine il suo principale interesse, venne ucciso a colpi di pistola in un agguato. Le cronache di quei giorni dicono che si è trattato di un regolamento di conti. Qui ci interessiamo di un particolare aspetto di questo evento, inspiegabile e inquietante al tempo stesso. Com'è stato possibile che un boss della mala, bandito sanguinario, che ha fatto molte vittime sia stato premiato dal Vaticano con la sepoltura nella prestigiosa e incomparabile Basilica di Sant’Apollinare, tra le alte sfere del clero e della nobiltà patrizia. Questa è la domanda che ci poniamo in merito agli eventi relativi alla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta in quel periodo. Sembra che l'unica risposta avuta sia stata che il boss ha fatto tante offerte di denaro alla Chiesa. E il Cardinal Poletti, come premio, diede il suo consenso alla sepoltura. Morale. La Chiesa con questo avvenimento ha introdotto la democrazia nelle sepolture. Chiunque può essere sepolto dove desidera, anche nelle più preziose e famose basiliche della città eterna. Si! Ma a condizione che in vita abbia elargito donazioni "esagerate" di denaro. Ah! Dimenticavamo. La provenienza di questi soldi non ha importanza. Si accettano anche donazioni di denaro di dubbia provenienza. La Chiesa non bada a questi particolari. Potremmo essere tentati di criticare la Chiesa ma diciamo subito che vale una norma non scritta ma di prassi comune. I Sacerdoti lo dicono sempre: "Fate quello che vi diciamo noi e non fate come facciamo noi.

lunedì 23 giugno 2008

Perchè non possiamo dirci dispiaciuti della sconfitta dell'Italia agli Europei 2008 di calcio.

La nazionale di calcio italiana non ce l'ha fatta. Hanno vinto gli spagnoli. Cosa dire in queste ore di mestizia generale per il popolo del calcio? Solo poche considerazioni. Non siamo dispiaciuti per l'esclusione e non abbiamo la volontà di infierire aggiungendo “al danno la beffa”. Lo diciamo senza polemiche e senza secondi fini. Che il calcio non ci piace è un dato. Che l'Italia sia rimasta esclusa dalle semifinali non è colpa nostra. Anche se gli Azzurri avessero vinto non avremmo provato nè caldo, nè freddo. Il perchè è dovuto a una semplice ma nello stesso tempo terribile considerazione negativa sul popolo del calcio italiano. Il vedere ogni quattro anni molte bandiere tricolori che rappresentano il paese esclusivamente per delle modeste partite di pallone ci ferisce profondamente e ci provocano disgusto. Il vedere associato il simbolo del paese a una ricorrenza falsa e senza significato politico-culturale ci indigna. Possibile che per questi milioni di individui che si interessano di calcio la bandiera sia solo un mezzo per individuare appartenenza sportiva e nient’altro? Possibile che è solo per questo che la gente espone alla finestra, nei balconi, nelle macchine che circolano per le città, il tricolore? Che dietro quel simbolo ci siano importantissimi aspetti politici, storici, culturali non interessa praticamente nessuno. Per la gente il tricolore è, e rimane, un simbolo del calcio. Ecco perchè oggi non siamo tristi. Anzi. Pensiamo che gli spagnoli vincendo ci abbiano graziati di ulteriori ferite e abbattimenti. Tutta questa gigantesca operazione di marketing calcistico, compresi i vari e costosissimi collegamenti “lunari” della RAI che neanche Tito Stagno ebbe quando Armstrong mise piede sulla luna, ci fa dar di stomaco e ci viene la nausea. Meglio che si stenda un velo pietoso su questo avvenimento. I parolai avranno meno argomenti e meno occasioni per disturbarci.

sabato 21 giugno 2008

Oltre alle leggi vergogna c’è la vergogna del peggior Berlusconi di sempre.

Siamo senza parole. La lettura dei quotidiani di oggi e lo spettacolo di un alterato individuo che batte la penna sul tavolo come un dozzinale e sgarbato impiegato da sportello Acea di Roma ci offrono uno spaccato terribile e un panorama mozzafiato del livello di bassezza raggiunto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell’affrontare i problemi politici del paese. Ieri ha toccato il fondo. Con la sua scorretta e sconveniente invettiva contro i giudici “sovversivi” è arrivato al capolinea. Ci ricorda il livello di rozzezza delle osterie nelle quali gli avventori generalizzano tutto e tutti. Da questo momento, a nostro parere, Berlusconi è politicamente morto. Noi che da almeno un lustro su queste pagine web abbiamo affrontato le piccolezze della politica italiana con stile, sobrietà e tanto spirito critico di sopportazione non ce la facciamo più e buttiamo la spugna. Per anni abbiamo tentato di separare le stranezze dell’uomo Berlusconi dal pragmatismo del politico Berlusconi, dandogli credibilità più del necessario, anche laddove non la meritava. Pensavamo e speravamo che alla fine il nostro spirito di sopportazione avrebbe vinto e che lui fosse cambiato. Invece no. Peggio. Con la larga vittoria alle ultime elezioni di Aprile 2008, il politico Berlusconi, la figura istituzionale di Presidente del Consiglio e il vincitore delle elezioni, nonché l’uomo che avrebbe dovuto mettere a posto il paese dalle devastazioni della sinistra radicale, uscissero fuori definitivamente nella sintesi di un “padre” della Repubblica in grado di aiutare il paese a uscire dalla crisi più che ventennale in cui si dibatte. Invece, al contrario, si è manifestata in tutta la sua pochezza politica e culturale la meschinità di un soggetto padre padrone, un extraterrestre, inaffidabile e pericoloso, incapace di gestire il suo ruolo con equilibrio e savoir faire. Non ha la cultura dei grandi politici, né lo spessore di leader della nazione, né stile, né modestia, né regolatezza, né autocontrollo, né equilibrio. Insomma non ha nulla del Capo di Stato. Non ha niente. Dice Giovanni Sartori sul Corriere della Sera di oggi: “E’ lui che dopo un felice esordio rompe il tessuto del dialogo ricadendo nell’antico vizio di usare il potere a proprio vantaggio, di tutelare i suoi interessi privati in atti di ufficio”. Vero. Verissimo. Da questo momento su questo blog cercheremo di limitare al massimo i post che lo riguarderanno. Non ci merita. Continueremo a parlare di politica. Ma di quella seria, che lui non conosce perché non ne è all’altezza. Non damnatio sed causa hominem turpem facit (Seneca).

venerdì 20 giugno 2008

Il Sindacato CGIL in caduta libera.

Non devono essere sonni tranquilli quelli del Segretario Generale della più grande Confederazione sindacale del lavoro italiana, conosciuta meglio con la sigla CGIL. Solo il KGB, nell'ex URSS, ha avuto lo stesso potere della possente corazzata sindacale condotta dall’Ammiraglio Guglielmo Epifani. Non diciamo nulla di nuovo se ricordiamo che nel mondo del lavoro, e non solo, non si è mai mossa foglia senza che la CGIL non lo volesse. Senza tante perifrasi diciamo subito che consideriamo la politica sindacale perseguita nel tempo dalla CGIL una delle poche ragioni della crisi generale e, soprattutto, economica del paese. Per decenni ha imbalsamato i rapporti sindacali producendo immobilismo e guasti giganteschi e irreversibili al "Sistema Italia". Per un’intera era politica ha ingessato il paese impedendo qualunque forma di cambiamento, di innovazione e di progresso nelle relazioni sindacali adoperando, spesso per puro calcolo politico, l’arma dello sciopero. L’organizzazione di Epifani è diventata super ricca, con bilanci nascosti, che persino la russa «Газпром» di Putin la invidia. In più, ha i bilanci più segreti del mondo, ancora più segreti di quelli del Mossad israeliano. Ma adesso sembra che qualcosa del gioiellino non funzioni più. Da una parte l'estromissione dell'intera sinistra dal potere e dall'altra la presenza del super-ciclone Brunetta e del panzer Sacconi come interlocutori ministeriali stanno producendo un’azione di sgretolamento della trincea sindacale che, a dir poco, è inquietante. Tanto che il Segretario Generale Epifani è stato costretto, udite udite, a presentare un “progetto di riforma” del Pubblico Impiego che prevede sanzioni contro i fannulloni. Dicono che Brunetta e Sacconi alla notizia si siano messi a sogghignare per l'assoluta novità. Noi invece piangiamo. Piangiamo di rabbia per avere sprecato, con la stolta politica sindacale della CGIL, decenni di tempo prezioso per cambiare in meglio il nostro scalcagnato Pubblico Impiego che è stato, con la CGIL padrona, teatro di impedimenti e di parassitismo. Nel frattempo la Spagna ci ha surclassati.

mercoledì 18 giugno 2008

Impunità e violazione delle regole.

La certezza dell'impunità per chi viola le regole è la prima regola di colui che delinque. Ciò vale per tutti. In Italia molti sono i cittadini che hanno il vizietto di commettere reati. Si tratta di romani, milanesi, meridionali, settentrionali, cattolici, atei, commercialisti, politici, ecc.. Certo, se si è Presidenti del Consiglio a capo di un governo che ha stravinto le elezioni l'asserzione ha un valore particolare. Per gli onesti diventa una insopportabile doppia presa in giro. In primo luogo perché si ritrovano un Capo di governo eticamente non a posto. In secondo luogo perché non è possibile punirlo. Con l’aggiunta al Decreto sulla Sicurezza dei due emendamentucci che hanno, sotto il profilo etico, il valore di una bomba termonucleare, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, svela in pieno la sua vera natura di "impunito" che vuole violare le regole con la forza del più forte. Se chi governa si fa delle leggi ad personam allora è finita. Con il potere esecutivo ai suoi ordini, il Sig. Berlusconi forza il potere legislativo e imbavaglia il potere giudiziario per fregare i cittadini e diventare l'Impunito per eccellenza. Scrive Ezio Mauro sulla Repubblica di ieri, 17 Giugno 2008: «Nel mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un'emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell'opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. [...] Per la prima volta nella storia repubblicana, il governo e la sua maggioranza entrano nel campo dell'azione penale per stravolgerne le regole e stabilire una gerarchia tra i reati da perseguire. Uno stravolgimento formale delle norme […] e dell'uguaglianza dei cittadini». Siamo d'accordo con Mauro. Che schifo!

martedì 17 giugno 2008

Gli inglesi amano sempre arrivare primi.

Da Londra arriva la notizia che due preti anglicani si sono sposati in chiesa. I due sacerdoti hanno fatto le cose in grande, compreso il percorso verso l'altare accompagnati dalle note musicali del "Sogno di una notte di mezza estate" di Felix Mendelssohn. Auguri e ... figli maschi, of course.

lunedì 16 giugno 2008

Assunzione di docenti e click falsi di Google.

Il Ministro della PI Gelmini, nel riconoscere che l’attuale modalità di assunzione degli insegnanti nella scuola pubblica è arcaico e rigido, è dell’idea di abbandonarlo per sostituirlo con un altro più “flessibile”. In pratica, la responsabilità dell’assunzione dovrebbe passare ai Dirigenti Scolastici (così si chiamano da qualche anno i Presidi). L’idea non è nuova ma potrebbe funzionare. Con un vincolo. A patto, cioè, di eliminare in partenza la possibilità per i Presidi di fare comunella con i docenti asini, pretendendo da questi ultimi una “congrua” per farli insegnare nelle loro scuole. Il pericolo per evitare che i tanti furbi esistenti nel mondo dei presidi e dei docenti della scuola italiana possano farla franca sta nell’accettare il “metodo Google”. Questo metodo consiste nel fatto che i sottoscrittori della pubblicità in rete guadagnano un tot per ogni click valido, a condizione che questi click siano reali e non manipolati. La verifica viene fatta da una società esterna che controlla la validità dei click. Se spunta fuori un solo click falso il sottoscrittore del contratto viene radiato a vita da tutte le pubblicità dell’intero pianeta. Solo a queste condizioni si può essere d’accordo con il Ministro Gelmini. E' necessario evitare i controlli ispettivi degli ispettori del suo ministero, in verità molto poco affidabili: avete mai sentito una sola notizia, in questi ultimi trenta anni, di un ispettore del ministero della PI che è riuscito a far licenziare un solo fannullone nel mondo della scuola? Dare, viceversa, l’incarico a una società esterna che, con metodi oggettivi e trasparenti, valuti il servizio. Se negativo, il Preside perde il posto a vita, indipendentemente se è protetto da sindacati e politici di qualunque colore.

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