
Zapatero nei guai: cerca bebè per le famiglie spagnole e dice Promover la natalidad.
La notizia è in prima pagina sul giornale madrileno El Pais. Al Premier spagnolo i conti non tornano ed è costretto a ricorrere al bonus per ripopolare la Spagna. La notizia riportata dalla stampa afferma che è stato deciso dal Governo spagnolo di dare un bonus di ben 2500,00 € per ogni neonato o figlio adottato dalle famiglie spagnole. E adesso passiamo alle opinioni.
Dunque ci siamo. Gli effetti perversi e deleteri della politica sociale per le famiglie del Primo Ministro spagnolo cominciano a dare i loro frutti nefasti: gli spagnoli non fanno più figli a sufficienza perché le nuove famiglie omosessuali non procreano, né adottano. Dice Josè Zapatero che per continuare a crescere la Spagna ha bisogno di più famiglie con più figli. A nostro parere la Spagna ha invece troppe famiglie, se non altro perché una parte di queste è truccata. Questo, purtroppo, è il risultato della pessima politica sociale dei socialisti spagnoli che hanno sempre insistito sul “valore” del matrimonio delle coppie dello stesso sesso. Dunque, i nodi cominciano a venire al pettine. Pertanto, niente nascite, niente figli, poco sviluppo economico.
giovedì 5 luglio 2007
martedì 3 luglio 2007
No al biglietto e assaltano la metro a Roma.
Alla fine della manifestazione romana della FIOM-CGIL, circa 80 persone, con berretti rossi e borse dello stesso colore ma non erano turisti, hanno assaltato le porte della nuova entrata alla stazione Metro del Colosseo per non pagare il biglietto. Questa la notizia e passiamo alle opinioni.
L'azienda romana della Metro di Roma sta lavorando per sostituire tutti i vecchi tornelli di entrata nelle stazioni romane della Metro onde evitare che zingari, mascalzoni e furbacchioni romani continuino indisturbati a entrare a scrocco. L'idea è quella di far finire questo sconcio e malcostume solo romano che permette ai furbetti del quantierino di non pagare il biglietto. Lodevole iniziativa quella della Dirigenza della Metro. Ma sembra che a fare orecchie da mercanti siano stati i partecipanti alla manifestazione di protesta organizzata dal sindacato FIOM. Ed ecco la morale. Un manipolo di squallidi soggetti si sono arrogati il diritto di non pagare il biglietto perchè erano là a nome del Sindacato FIOM. E' o non è una notizia che ha dell'incredibile? E cosa succede sulla stampa italiana? Un semplice trafiletto con il quale si informa del fatto che si è trattato di un atteggiamento folkloristico di pochi partecipanti. E poi sulla faccenda è calato il silenzio più totale. Vi pare educativo e corretto accettare di dimenticare un fatto così grave sul piano etico e morale? A noi sembra un episodio gravissimo non tanto come valore giornalistico ma come comportamento scorretto che dovrebbe essere fortemente censurato per prima dalla stessa FIOM che invece è stata latitante. Continuiamo così e ci faremo sempre più male.
domenica 1 luglio 2007

L'ennesimo filmato sui fatti di Genova del G8.
Sabato 30 Giugno 2007 la RAI ha trasmesso su RAI3 un filmato sui fatti di Genova che portarono, com'è noto, alla morte di un giovane contestatore perchè ucciso da un colpo di pistola sparato da un giovane poliziotto che stava difendendosi dalle aggressioni della piazza. Questi i fatti e passiamo alle opinioni.
Sarà stato il caldo, sarà stato lo sciopero dei giornalisti, sarà stata l'astinenza di informazioni, sarà stato un blitz della redazione perchè sollecitata da qualche parlamentare interessata alla vicenda, fatto sta che il filmato mandato in onda nel programma Blob della serata è stato un inno alla piazza del G8. Mai avevamo visto un programma così sfacciatamente di parte e fazioso. E' incredibile come i sostenitori della contestazione violenta e della distruzione delle strade e della città di Genova del 2001 siano riusciti ad apparire come agnelli mansueti malmenati dal lupo cattivo, cioè dalla polizia. Che quest'ultima abbia delle responsabilità nei fatti sarà la magistratura ad accertarne le responsabilità. Ma che si tenti di condizionare l'attività dei magistrati con programmi televisivi rozzi e di parte ci sembra che sia l'ultimo cattivo esempio di pessima televisione. Un Presidente della RAI che è stato anche Presidente della Commissione parlamentare sulla RAI medesima che lascia fare cose del genere la dice lunga sulla crisi RAI. E' lecito pensare a un legame tra la crisi della RAI e i successi di Mediaset. Come mai si verifica questa accoppiata che ha dell'incredibile? Semplice. La casta politica italiana non solo è casta ma anche della peggiore. Preferisce aiutare la concorrenza piuttosto che lasciare il campo alla professionalità e alla competenza di un giornalismo come quello della BBC che non è condizionabile dai partiti e dai parlamentari. Lo spezzatino della RAI (un canale a me, un canale a te, un canale a lui e altri sul satellite a loro) è quanto di più disgustoso si possa vedere in giro per il mondo intero nel campo dell'informazione. D'altronde, da un paese come l'Italia che ha la casta politica formata da gente che proviene dal partito comunista da un lato e dalla vandea della destra più retriva dall'altra, cosa ci si sarebbe potuto aspettare di meglio? Il Direttore di RAI3 e il Presidente della RAI si vergognino a fare della RAI una vetrina degli interessi privati di violenti contestatori mascherati da carnevale o di partiti politici che fanno quello che vogliono nelle "loro" reti. Siamo alla frutta.
venerdì 22 giugno 2007

Trattato Ue: la Polonia fa saltare l'intesa.
A rovinare tutto è stata la Polonia, contrarissima all'introduzione del sistema di voto a doppia maggioranza, che prevede che per l'adozione di un provvedimento servano i "sì" del 55% degli Stati e del 65% della popolazione comunitaria. Ma neanche il Regno Unito ha scherzato. Fedele alla propria immagine di isolazionista d'oltre mare, ovvero di insularismo vetero-unionjackista, il Premier inglese in scadenza ha picchiato duro, come sempre. Ma ritorniamo alla rediviva Polonia. Per Varsavia i nuovi criteri, a detta dei principali responsabili della deriva neo-polacca, comporterebbero una perdita di "peso" rispetto all'accordo di Nizza attualmente in vigore. Così, i gemelli Lech e Jaroslaw Kaczynski, rispettivamente presidente e premier polacco, hanno deciso di mantenere la linea dura. Questi i fatti e passiamo alle opinioni.
E bravi ai gemelli Kaczynski! Proprio bravi. Chi avrebbe mai immaginato che la Polonia post Jaruzelski potesse assumersi, quasi per intero, la responsabilità di mandare tutto all’aria rovinando la festa a tutti gli europei! Ha proposto e ottenuto di rinviare al 2017 la decisione. Capperi che disponibilità. Diciamo la verità: nessuno se lo aspettava. Ma quello che ci indigna di più in tutta questa faccenda sono le motivazioni. Rancore, rabbia, risentimento, rivalsa sono i sentimenti che caratterizzano questi due Signori, Presidente e Primo Ministro, che si definiscono europei. Non è da sottovalutare l'altra osservazione e cioè quella che Lor Signori warsavini hanno imparato bene a spendere la capacità di saper dire sempre no, come se chi è in grado di dire sempre no è il più bravo. Che i due gemelli abbiano idee un po' bizzarre si sapeva. Ma che invece di collaborare a superare i problemi dell'Unione si arrogano il diritto di affossare l'unità europea è inaccettabile. Siamo delusi da questa Polonia. Abbiamo sempre creduto che i polacchi sono una tessera importante della matrice europea ma questo scivolone crea una barriera psicologica pericolosa. La storia lascerà una traccia pesante su questa nuova Polonia, un grande Paese, con un passato di grande spessore culturale che, per colpa dei due e alla maniera berlusconiana, è diventato minuscolo e incapace di collaborare e di crescere. Peccato.
mercoledì 20 giugno 2007

Una corsa al guadagno esagerato e al lusso più sfrenato.
Ogni giorno migliaia di articoli favorevoli e ben disposti sugli uomini più influenti del pianeta compaiono sui media di tutto il mondo. In genere, si tratta di idee parziali e insufficienti presentate in modo da apparire veritiere. Tutto questo però è carente e inadeguato rispetto all’esigenza della società contemporanea sempre più affamata di giustizia, equità, solidarietà e pace che sistematicamente sono disattesi dai governi delle potenze più rappresentative. E’ dunque inevitabile proporre alcune brevi considerazioni per chiarire le responsabilità di queste figure che presiedono alla politica e all’economia mondiale, ristabilendo un po’ di verità tremendamente falsificata dai media medesimi.
Un gigantesco insuccesso caratterizza la società nella quale viviamo. Si tratta del più clamoroso falso che la politica, l’economia e le religioni abbiano mai potuto produrre negli ultimi dieci-vent’anni. Nessuno, proprio nessuno ne esce indenne. Grandi figure della politica che hanno monopolizzato i media, come tutti i Presidenti USA, nessuno escluso; tutti i Presidenti delle maggiori nazioni europee; tutti i Presidenti della Russia; tutti i Capi di stato arabi, asiatici e dell’Oceania; tutti questi politici, meglio chiamarli politicanti, sono da considerare, in realtà, dei “nani politici” della specie più inadeguata. Presidenti della Banca mondiale, Governatori e Ministri dei paesi del G8, dirigenti e responsabili delle politiche religiose di tutte le religioni, monoteistiche e non monoteistiche, nessuno si salva per il semplice motivo che tutti hanno operato per il bene della propria conventicola, del proprio orticello, dei propri interessi. In modo egoistico e interessato, si sono mossi all’unisono per fare bottega in relazione a un effimero quanto inutile pienone di notorietà. Non si salva nessuno. Capi di stato delle nazioni più ricche, dittatori e capetti rivoluzionari della politica del giorno per giorno, Capi religiosi cristiani, ebrei e musulmani hanno pensato solo a rafforzare il pensiero della propria casta, della propria chiesa, mai cedendo all’impulso di fare qualcosa di concreto per un mondo sempre più alla deriva, sempre abusando delle belle parole in nome del Dio e del Paese che hanno rappresentato. Non hanno fatto nulla nemmeno i Capi delle associazioni olimpiche e sportive mondiali. Nessuno è riuscito a veicolare idee che hanno avuto presa nelle società del mondo a favore dei più deboli e dei poveri. Hanno fallito tutti i partiti politici della sinistra più o meno rivoluzionaria, della destra più o meno sociale, del centro più o meno riformista, tutti tesi e preoccupati a produrre casse di risonanza e bilanci consolidati da capogiro per i propri partiti e azionisti. Hanno fallito tutti. Abbiamo perduto tutti quanti. Hanno vinto solo i piccoli, le figure di basso profilo, che non fanno mai notizia, piccoli grandi eroi, figure misconosciute che hanno lavorato sempre in silenzio, lontano dai riflettori e dalle telecamere, grandi figure dell’anonimato che si sono prodigate anche con la vita per cercare di aiutare il prossimo per quel poco che sono riusciti a fare, a trasformare il mondo con piccoli gesti di grande altruismo, con impeccabile generosità e amore verso gli altri. Ecco a cosa abbiamo assistito in questi ultimi lustri. La sconfitta ci perseguiterà per sempre e sarà inutile negarla.
sabato 16 giugno 2007

TAV, matematica, ignoranza e malafede.
Finalmente il Presidente del Consiglio, l'ottimo Romano Prodi, ce l'ha fatta! E' riuscito a superare contemporaneamente le perplessità dei politici locali piemontesi e le contrarietà anti-TAV dei cittadini della Val Susa completando il capolavoro di avere messo tutti d'accordo. Il nuovo tracciato dei treni superveloci permetterà di costruire la linea ad alta velocità che ci permetterà di entrare nel corridoio dei veloci spostamenti europei. Questa la notizia. Cerchiamo di chiarire le opinioni che ne seguono. Delle due l'una: o la soluzione era dietro l'angolo e non si capisce perchè nessuno l'aveva intuita prima o qui c'è sotto qualcosa di losco. Totò diceva: "C'è del marcio in Danimarca", intendendo dire che ci sono i furbi che cercano di prendere in giro gli altri. E di questo si tratta. Sentite il furbetto Prodi cosa si è inventato. Il tracciato originario che ha fatto infuriare i cittadini della valle interessata era diritto (analogo a quello francese) come una spada occidentale (tipo quella dei quattro moschettieri), mentre quello di Prodi è curvo come quello di una durlindana islamica. Anzi, come due durlindane, una di seguito all'altra, rovesciate, in una forma sinusoidale che ci ricorda tanto, in trigonometria, la funzione seno di un angolo. A scuola, noi che abbiamo studiato la matematica, i professori ci hanno insegnato che la distanza minore fra due punti è una retta. Secondo la ipergeometria eptapartitica di Prodi, invece, il tracciato più corto è quello a forma ondulata di una S,come l'iniziale della parola Stupidata. Esistono aggettivi più volgari che iniziano per S, ma qui per noi si tratta più di Sopravvivenza di una coalizione che è già morta e defunta che di altro. Ahi! Poveri noi! Dov'è finita la decenza umana.
martedì 12 giugno 2007

Idea bizzarra della democrazia.
C'è da rimanere di stucco se solo si pensa a come funziona il sistema elettorale inglese che porta a eleggere il primo ministro in modo alcune volte surreale. Il metodo elettorale maggioritario inglese dà al capo del partito che prende alle elezioni più parlamentari di tutti automaticamente la carica di Primo Ministro. Fin qui tutto chiaro e ineccepibile. Infatti Tony Blair è stato eletto in questo modo e nessuno ha avuto nulla da ridire. Ma l'attuale Primo Ministro inglese Gordon Brown non è stato eletto da nessuno e la sua nomina a primo Ministro è a nostro parere quantomeno surreale per non dire "abusiva". In pratica è successo che Tony Blair si è dimesso permettendo al suo Vice di diventare automaticamente Capo del Governo senza lo strumento elettorale. In pratica un cortese signore è diventato Primo Ministro perché aveva fatto un accordo con l'eletto che successivamente si è dimesso. E' democrazia questa che permette a un parlamentare qualsiasi di diventare Prime Minister senza avere avuto l'investitura formale dai cittadini mediante libere elezioni? Intendiamoci. Per noi Mr.Brown è una ottima e squisita persona. Non abbiano nulla contro di lui. La nostra critica riguarda il metodo dell'elezione, cioè la mancanza della partecipazione diretta dei cittadini all'evento politico-istituzionale che qui non se n’è vista traccia neanche a fare i salti mortali. Ma il fatto piu grave è stato un altro. Si riferisce al fatto che tutti i media internazionali hanno fatto gli gnorri in questa vicenda, facendo finta che non ci fosse nulla di strano e accettando un metodo che con la democrazia a nostro parere non ha niente a che vedere. E così hanno taciuto in grande stile, come solo gli amici della Gran Bretagna riescono a fare benissimo. Complimenti a tutti i liberi giornalisti del mondo.

