martedì 9 giugno 2009

Ragioni e critica: come ti perdo cappa e spada.

La scienza, in questi ultimi decenni, ha conseguito successi incredibili. Dopo la nascita della scienza moderna in cui i canoni più significativi, per brevità, possono essere sintetizzati nei due aspetti di lingua (uso della matematica) e di metodo (critica e falsificazione delle teorie) i successi della scienza sono stati, a varie ragioni, spettacolari. La scienza li ha potuti conseguire perché ha sempre esercitato il diritto di critica contro tutto e tutti, compreso quello contro se stessa. Credetemi, non è poco. A nessuno piace vedere criticato il proprio edificio, i propri convincimenti, le proprie ragioni. Ricordiamo che anni fa quando leggemmo il libro di Feyerabend, Per una teoria anarchica della conoscenza fummo stupiti e irritati dalla spudoratezza del bravo epistemologo con la quale un filosofo della scienza potesse parlare male del metodo scientifico. Ma col tempo capimmo che si impara più da una nota stonata che da cento note ripetitive, spesso non accordate bene. Nel mondo della scienza non esistono santuari, né dogmi. Esiste un solo, gigantesco, collettivo e ben incanalato sforzo di autocritica in grado di scoprire chi è in malafede da chi non lo è. Insomma, si tratta di una gigantesca opera di purificazione di questo importante settore della cultura e del sapere. Dunque, la critica come fattore di sviluppo e di bene dell’umanità. Questo vuol dire che nel mondo della scienza non esiste l’adulazione ma la critica, ed è più bravo lo scienziato che demolisce una teoria (vedi Popper) piuttosto che colui che la loda. "Chi loda s'imbroda" dice una massima veritiera. Copernico non adulò “i Tolomeo e gli Aristotele” ma ricercò un modello cosmologico alternativo. Perché? Per il semplice fatto che si accorse che non bastavano più piccoli ritocchi al sistema e minuscoli aggiustamenti al modello. Erano invece necessari vere e proprie rivoluzioni scientifiche (vedi Kuhn) con modifiche autentiche all’intera struttura del sapere. Lo stesso fecero Galileo, Newton, Einstein, e tutti i padri della meccanica quantistica, a partire da quel Nils Bohr che introdusse lo “scandalo” delle orbite stazionarie. Criticare è saper vivere e saper ricercare vie alternative e migliori all'immobilismo. La critica è consapevolezza di volere bene anche all’avversario. Paradossale vero? Questa lunga premessa era necessaria perché vogliamo criticare il Pd di Veltroni-Franceschini per i loro insuccessi politici, perché riteniamo che in un paese democratico l’opposizione è un pilastro della democrazia e l’azione di controllo che essa deve esercitare sulla maggioranza è garanzia costituzionale. Dove ha sbagliato il Pd? Con linguaggio notarile possiamo dire che ha sbagliato nel merito e nel metodo. Ha sbagliato nel merito perché non ha saputo proporre per tempo il rinnovamento della sua classe dirigente. Quando si vedono dei ciarlatani in Parlamento che continuano a comandare, dopo aver preso delle sberle elettorali indimenticabili, ci si interroga dove sia andato il diritto di critica e di logica in questo partito? I D’Alema, i Rutelli e i “quant’altro” (adesso, nel politichese più di moda va per la maggiore questo disgraziato termine improprio e sconveniente) che ci fanno nella plancia di comando? Vuol dire che chi perde una competizione elettorale vince il potere? E' questo che si vuol dire? E perché alle elezioni europee del 2004 sono stati candidati molti politici perdenti nazionali? Ma il Pd ha sbagliato anche e soprattutto nel metodo. Volete un esempio di errore metodologico? Eccolo. Mentre tutti i grandi partiti europei hanno sempre avuto chiare le proprie origini e le proprie radici politiche, e all’indomani di una competizione elettorale si sono iscritti automaticamente al partito radice (cioè i socialisti con il Partito Socialista Europeo, il PSOE; i conservatori al Partito Popolare Europeo, il PPE; etc.) sapete dove è costretto a iscriversi il Pd di Veltroni-Franceschini adesso? Al partito degli “Altri”! Incredibile, ma vero. Il Pd non è né socialista, né popolare. Non sa nemmeno lui che cosa sia. Anzi. Sembra che tutti facciano di tutto per non dire chi esso sia e nascondere a se stessi che cos’è. E’ serio un fatto del genere? Poteva avere successo una proposta politica basata sull'ambiguità? E poi, poi, smettiamola con questa guerra di contrastare cose sensate come l'immigrazione clandestina, la costruzione di termovalorizzatori, della tav, delle infrastrutture, etc. Meditate gente, meditate.

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