giovedì 21 giugno 2012

Berlusconi sfrontato nell’affaire Lusi.


Il partito di Berlusconi non vota per l’arresto del Senatore Luigi Lusi (quello che si è fregato decine di milioni di euro dei rimborsi elettorali) al Senato e abbandona l’aula. Si tratta dell’ennesimo vergognoso cattivo esempio che il padrone di Mediaset dà si sé al paese. Noi lo definiamo un vero e proprio scandalo che solo Berlusconi e contorno di parassiti del suo partito sono in grado di realizzare. Se fosse dipeso dal Pdl l’ex tesoriere del partito dell’inutile Rutelli non sarebbe andato in carcere nonostante abbia intascato subdolamente i denari della collettività. Ancora una volta il partito di Berlusconi continua nella sua dannosissima pratica di salvare i colpevoli di reati finanziari. Ma il suo potere sta esaurendosi. Con le prossime elezioni politiche alle porte perderà tante di quelle poltrone che il Sultano di Arcore e i suoi esecutori si dovranno vergognare di aver fatto pratiche da imbroglio in Parlamento per due decenni. Su Lusi non vale la pena di dire altro, se non che può essere paragonato all’ex comandante Schettino. D’altronde, da un inetto che dice che si, è vero, “ho ammesso le mie responsabilità”ma che non sono un “reo confesso” cosa volete aspettarvi? Noi per lui ci aspettiamo la galera, l’unico posto nel quale non sfigurerà.

lunedì 18 giugno 2012

Ex - maggiordomo e talpe in pericolo di scomunica.


I fatti. Dopo gli interrogatori a tappeto effettuati dalle Autorità vaticane, a proposito del reato di “traffico di documenti privati” del Papa, sembra che le cose siano state chiarite e individuate le responsabilità. La Commissione cardinalizia ha avuto col Papa un colloquio dettagliato sulle responsabilità degli indagati e pertanto si può dire che il caso “è chiuso”. Inizia ora però la fase più difficile, che riguarda la decisione delle condanne. E qui cade l’asino perché, com’è facile intuire, se qualcuno venisse condannato alla pena di tre anni, o di trent’anni o, addirittura, all’ergastolo come previsto dal Codice Canonico sarà evidente a tutti che la natura divina o, se volete, l’appeal che aveva il Vaticano prima di questo inciampo sarebbe completamente ridotta per non dire annullata. E allora? Va maturando un’altra possibilità. Quella della scomunica. Una scomunica a vita per i protagonisti potrebbe risolvere il caso. Ma c’è un’altra possibilità che noi temiamo che potrebbe essere presa per “il bene della Chiesa”. Riguarda il responsabile numero uno di tutta la faccenda, che a detta di molti giornali è il Cardinale Tarcisio Bertone. Quale? La locuzione latina seguente spiega tutto: “promoveatur ut amoveatur” ovvero, sia promosso affinché sia rimosso. Al prossimo Conclave vedremo.

martedì 12 giugno 2012

Spread e debito: possibili conseguenze.


Lo spread torna ad aumentare e agli italiani tornano i brividi. Colpa del debito pubblico che è il più alto di tutti. Già, il debito. Si tratta di 1950 miliardi di euro circa. Gli altri paesi stanno meglio di noi. La domanda che viene spontanea è : perché abbiamo questo debito gigantesco? Di solito, chi fa un debito vuol dire che ha speso una equivalente cifra per i “propri affari”. Li ha fatti e non avrebbe dovuto farli. Dunque, la domanda diventa: chi è responsabile di questa spesa? Qui per “responsabili” si intendono nomi e cognomi dei Presidenti del Consiglio, dei ministri del Tesoro e dei Segretari di partito delle coalizioni che hanno governato fin qui. Facciamo un piccolo esempio. Se all’inizio del quinquennio di governo di Berlusconi del 2001 il debito era di 1358 miliardi e a fine legislatura nel 2006 fu di 1584 miliardi, la logica impone che la differenza (226 miliardi di euro) è stata prodotta da Silvio Berlusconi. Ebbene, anche non conoscendo tutti i meccanismi che hanno generato il debito sembra evidente che è stato perpetrato un danno economico e finanziario al paese e, quindi, ai cittadini. Ne segue che Berlusconi deve rifondere alle casse dello Stato la stessa cifra. Non ce li ha? Venda le azioni Mediaset, Fininvest, Milan FC, Banca Mediolanum, ecc.. Insomma, paghi tutto, e se non bastano si blocchi la sua pensione, si sequestrino i suoi bene e i suoi c/c per aver commesso il danno gravissimo di aver incrementato il debito di tutti. Il rimedio è necessario per la semplice ragione che “chi rompe paga e i cocci sono suoi”. Si dirà, ma non si è mai fatto! Bene. Incominciamo subito. Se le prossime elezioni le vince Beppe Grillo, ebbene la proposta è che si faccia una legge che imponga a tutti, e non solo a Berlusconi, di pagare retroattivamente la parte di debito prodotta dai politici che lo hanno aumentato. Noi pensiamo che si tratti di un passo di equità e di civiltà.

venerdì 8 giugno 2012

Roma come Atene?


Che tra la capitale ellenica e quella italiana ci fossero delle forti somiglianze lo si sapeva da anni quando le due città furono classificate alla pari ai primi posti della classifica delle peggiori capitali d’Europa. Corruzione, malaffare, cittadini anarchici che calpestano le regole, nepotismo, bullismo, politica clientelare, racket, ecc… Ma che l’analogia arrivasse anche alla rissa e alla violenza tra consiglieri comunali della città eterna da una parte e nei dibattiti televisivi dall’altra non ce lo aspettavamo. Tra le tante cose mutatis mutandis la degenerazione della discussione ha anche una similitudine dal punto di vista della posizione politica dei violenti. Ad Atene un esponente neonazista di destra del partito “Alba dorata” picchia due deputate dell’estrema sinistra, mentre a Roma volano tavoli e sedie tra La Destra e Action, come dire tra neofascisti e sinistra radicale. Conoscendo il grado di passionalità dei romani, che non possono certo essere definiti degli snob inglesi, c’era da aspettarselo. Ma che lo avessero fatto nella Sala comunale del Campidoglio, sotto la diretta presenza della statua di Giulio Cesare, sconcerta e fa vergognare la cittadinanza che non meritava questa ulteriore prova di inciviltà e di mediocrità dei comprimari. Diciamo solo che non si possono offendere i romani con atteggiamenti di inciviltà che offendono prima di tutto l’immagine della città e successivamente i cittadini che non si riconoscono in questo modo di procedere. Per chiarezza aggiungiamo l’aforisma del grande Lucio Annio Seneca nel De Moribus: “Bonis nocet qui malis parcet”.

giovedì 7 giugno 2012

Il suicidio di un’intera classe politica.


Dunque siamo alle solite. Nonostante i proclami di trasparenza e di rivalutazione del merito e dell’autonomia nelle nomine delle Autority il novello “trio Lescano” ovvero gli innominabili Alfano-Bersani-Casini hanno colpito ancora. Cos'hanno fatto questa volta? Hanno nominato a componenti delle due Agenzie di Controllo in gioco, dei lottizzati della Casta, alla faccia dell’indipendenza delle nomine. Terribile. Si va dalla moglie di Vespa all’ex manager Fininvest Pdl Martuscello, da Soro ex capogruppo del Pd di Bersani a Clerici candidata della Lega, ecc... Una vera e propria farsa in chiave carnevalesca. Ci chiediamo come sia mai possibile che un’intera classe politica di centrosinistra, di centro e di centrodestra possa essere così scema da suicidarsi in diretta e non provare vergogna per un colpo di mano stomachevole come quello che Alfano, Bersani e Casini hanno fatto. Sanno prevedere le conseguenze del loro gesto? Noi pensiamo che non siano in grado di capire il danno che hanno fatto prima di tutto alle loro intelligenze e, successivamente, alla politica. La verità è che abbiamo una intera classe politica screditata, disonesta e ipocrita che continua la vecchia politica dell’inciucio prendendo in giro tutti. Se è rimasto un briciolo di dignità, gli italiani dovrebbero prendere a pedate tutti coloro che alle prossime elezioni chiederanno il voto per i seguenti partiti: Pdl, Pd, Udc e Lega Nord. Naturalmente Grillo ringrazia per la efficace campagna elettorale che il trio sta facendo al suo movimento.

martedì 5 giugno 2012

Gianni Alemanno non finisce di stupire.


Dunque, avevamo ragione. Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo lo sgarbo istituzionale fatto al Presidente della Repubblica ne fa una delle sue, al limite della provocazione. Che cosa si è inventato il “non Sindaco” di Roma, ovvero colui che ha affossato la città di Roma perché ha lasciato incancrenire i veri problemi della città con atteggiamento pilatesco? Dopo avere contestato le spese per la parata militare del 2 giugno che, a suo dire, erano "uno schiaffo ai terremotati dell’Emilia" che fa? spende centinaia di migliaia di euro per fare intervenire sul lungomare di Ostia le Frecce Tricolori che il Presidente della Repubblica, suo malgrado, non aveva invitato alla parata per risparmio e sobrietà. Alemanno dice che l’evento ha richiamato turisti e cittadini e, dunque, meritava di essere effettuato. Con la piccola differenza che dopo avere maldestramente commesso una gaffe imperdonabile e peccato di incoerenza adesso mette le mani nelle tasche dei cittadini alleggerendo le casse del Comune per lo stesso motivo per cui aveva criticato il Colle. Ma si può essere più spudorati di così? Dopo aver fatto vergognare mezza città per la figuraccia della sua assenza alla manifestazione simbolo dell’Unità d’Italia si permette di spendere del denaro pubblico per farsi bello con commercianti, tassinari e ristoratori del litorale. Invece di far lavorare i vigili urbani nelle strade per aiutare la città a farla funzionare meglio e per punire i furbetti che a Roma abbondano, copia goffamente Berlusconi e inizia la campagna elettorale, non sul predellino ma sul lungomare, sprecando denaro. E questo sarebbe il nuovo? Sarebbe questa la sobrietà e il risparmio di un'amministrazione comunale che si ispira alla romanità? Ma per favore mi facci il piacere, avrebbe detto Totò.

sabato 2 giugno 2012

La strumentalizzazione del terremoto da parte dei mediocri.


Il Sindaco di Roma Alemanno diserta la sfilata del 2 giugno; il “nuovo” uomo forte della Lega, l’ex Ministro degli interni Maroni, definisce la parata un modo di “buttare i soldi nel cesso”; mentre il capo dell’Idv Di Pietro va oltre le righe offendendo il Presidente della Repubblica. Tre personalità che occupano o hanno occupato ruoli istituzionali e politici di notevole importanza danno di sé il peggio e uno spettacolo che definirlo indecente e vergognoso è poco. Il primo ha l’ambizione di ricandidarsi a Sindaco di Roma; l’altro ambisce a sostituire lo scornato Bossi alla guida del partito, mentre su Di Pietro volutamente tacciamo perchè non merita alcuna pubblicità. Tutti manifestano pubblicamente comportamenti e linguaggi sconvenienti e maleducati che lasciano amareggiati e delusi i cittadini. Il comportamento più scorretto è però quello di Alemanno, per il doppio sgarbo commesso contro Napolitano: non è intervenuto alla parata e non si è fatto vedere al ricevimento al Quirinale. Possibile che il Sindaco della capitale della Repubblica polemizzi fino al punto di non essere presente alla manifestazione più importante della città di Roma? Con quale spudoratezza Alemanno oltraggia la sacralità della Festa della Repubblica offendendo i cittadini di Roma e di tutta Italia con la sua condotta autolesionista? Offendere l’unità e la fede degli ideali della italianità è non solo stupido ma anche maldestro. Possibile che la mediocrità di quest’uomo lo porti ad assumere un atteggiamento di provocazione senza accorgersi del male che fa all’idea stessa di romanità come simbolo della Repubblica? Lasciamo perdere l’ambiguo e ipocrita Maroni che non merita alcuna meraviglia ma proprio il Sindaco di Roma doveva fargli compagnia in questa sciagurata prova contro l’immagine della città di Roma? Siamo senza parole. E dire che il prossimo anno ci saranno le elezioni per il rinnovo della carica di Sindaco di Roma. Con questi presupposti con quale faccia Alemanno si presenterà ai cittadini romani e chiedere loro il voto? Mah! L’avversario principale di questi politici non è l’antipolitica. No. E’ la loro mediocrità.

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