giovedì 30 agosto 2007



Lauree facili e compagnie aeree in crisi irreversibile.

Oggi vogliamo portare all’attenzione dei nostri lettori due questioni apparentemente non dipendenti tra di loro: le lauree fasulle rilasciate da molte Università private e le difficoltà di sopravvivenza della compagnia aerea nazionale Alitalia. Due temi interessanti da esaminare alla luce di una semplice ma importante riflessione critica. Eccola. Si tratta di due faccende maledettamente serie sul piano metodologico. Da un lato c'è la mancanza di serietà del sistema universitario italiano che permette a dei Signori, chiamati Magnifici che dirigono privatisticamente delle scuole universitarie di rilasciare titoli di studio spendibili nel lavoro. Si tratta di un grave fatto di malcostume che produce titoli inaffidabili, senza controlli, quando addirittura non si parla di vero e proprio “mercato delle lauree”. Una società moderna e giusta lo avrebbe eliminato alla radice da molto tempo. Anzi. Non lo avrebbe neanche dovuto permettere. Di chi è la colpa? Naturalmente dei Ministri dell’Università e della Ricerca scientifica che si sono succeduti nel settennato in esame, che interessa due legislature parlamentari. E chi sono stati e sono i Ministri dell’Università e della Ricerca Scientifica in questione? Due persone apparentemente di successo, importanti, che vantano una buona etichettatura politico-culturale, uno di sinistra e uno di destra. Si tratta dell'attuale Sindaco di Milano ovvero l'ineffabile Sig.ra Moratti e l’altrettanto impareggiabile Sig. Mussi. Due persone a quanto sembra disattente della politica italiana che hanno permesso e continuano a permettere, con la loro miopia politica e il loro dilettantismo, il pessimo laurificio che è riuscito a installarsi in Italia e che non ha eguali in nessuna parte del mondo civile. Perché Lor Signori non hanno mai preso provvedimenti seri ed efficaci di eliminazione totale del danno che stanno producendo al paese? Ricordiamocelo, i responsabili di questa autentica sconcezza appartengono uno alla maggioranza e l’altra all'opposizione tanto per confermare che il problema non è un problema di schieramento, quanto di “sensibilità etica” che a quanto sembra nei due soggetti non è abbondante.
E passiamo al secondo caso che riguarda l'Alitalia, le sue difficoltà economiche e gestionali e l'incapacità dell'intero sistema politico e manageriale di spegnere una macchina che divora denaro pubblico a più non posso. Mentre nelle altre città del mondo gli aeroporti di quei paesi macinano utili incredibili e migliorano sensibilmente l'immagine complessiva dell'intera nazione, oltre alla capacità di permettere forti scambi relazionali che hanno sempre ricadute positive sull'economia , in Italia si va controcorrente. Come è possibile? Anche qui di chi è la colpa? E anche qui la risposta è della politica, perché è stato da pazzi prendere la decisione di creare un hub a Milano ai danni della Capitale. Bisognava essere dei veri ingenui immaginare che l'Alitalia potesse diventare una compagnia aerea in buona salute semplicemente spostando i voli da Roma-Fiumicino a Milano-Malpensa. Piuttosto a noi sembra che questa decisione sia stata un vero regalo politico di Berlusconi alla Lega Nord del masnadiero Bossi. Probabilmente gli accordi elettorali del 2001 che hanno portato alla vittoria schiacciante del centrodestra prevedevano il contentino di sviluppare il trasporto aereo di Milano e deprimere quello di Roma per soddisfare l’ingordigia populista del Lider maximo della Lega e pubblicizzare in modo conveniente il detto Roma ladrona. Quando la politica fa questi “giochetti a perdere”, la vera sconfitta è dell’intero paese e non di una sola parte. Che grossa stupidaggine è stata questa infelice scelta. Di chi è la colpa? In questo caso del Sig. Silvio Berlusconi del centrodestra e dei Sindacati italiani di centrosinistra che hanno acconsentito senza protestare alla clamorosa gaffe politico-economica dell’ex Presidente del Consiglio di Arcore. Dunque, ancora una volta la miopia politica dei nostri amabili governanti ha portato in perdita un altro segmento di vita del paese. In verità, quasi tutti i problemi del paese sono da ricercare nella incapacità dei politici italiani di entrambi gli schieramenti di saper gestire una società dinamica e multiforme come quella italiana che è più grande di loro, che sono autentici nani del potere politico ed economico. Guai a quelle società che si fanno governare dagli incapaci. Sono condannate all'estinzione.

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