martedì 7 agosto 2007

Caos bagagli e furbetti romani in azione allo scalo di Fiumicino .

Sappiamo di dire cose antipatiche e spiacevoli ma siamo dell'opinione che anteporre la franchezza e la chiarezza all'ipocrisia «è cosa buona e giusta». Si tratta di questo. Durante le ultime settimane all'aeroporto di Fiumicino il caos nella consegna dei bagagli è diventato quotidiano. L'ipotesi è che possa dipendere da un sabotaggio, dovuto al fatto che i dipendenti ritardano volutamente la consegna dei bagagli perchè in questo modo possono lucrare più strardinario. Non entriamo nel merito della querelle. Sarà compito di altri verificare l’ipotesi. A noi interessa il fatto in sè, come costume, che commentiamo secondo la nostra personale visione delle cose, non certamente secondo gli interessi degli impiegati della società che hanno prodotto le proteste dei viaggiatori. Possiamo sbagliare ma spesso, con i fatti romani, abbiamo indovinato. C'è una sola maniera per risolvere il problema della sicurezza e della funzionalità del servizio: che si sostituiscano tutti gli operatori indigeni addetti alla riconsegna dei bagagli con lavoratori immigrati, meglio se asiatici. Questi ultimi, com'è noto, hanno un'etica del lavoro diversa e per molti aspetti più “morale” di quella autoctona (non dimentichiamo uno dei fondamenti della cultura locale: Francia o Spagna purchè se magna). Secondo queste premesse i lavoratori immigrati darebbero molte più garanzie sul versante della professionalità e dell’utilità del servizio. Provare per credere.

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