Il fatto che vogliamo commentare riguarda la sentenza della Corte Costituzionale, che avrebbe dovuto essere definitiva, relativa alla distruzione delle intercettazioni telefoniche fra Procura della Repubblica di Palermo e Presidente della Repubblica. Dopo più di un anno di polemiche feroci e dopo una sentenza definitiva della nientepopodimenoche Corte Costituzionale basta un semplice ricorso alla Corte di Cassazione per bloccare la sentenza. Non è bastata la risoluzione dei Supremi Giudici circa il conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale nei confronti della Procura di Palermo. Non staremo qui a ricordare gli aspetti formali e giuridici della faccenda. Non ci interessano. Ci interessa affermare che in questo disastrato Paese il Diritto e la Giurisprudenza sono in realtà una palude nella quale qualunque Azzeccagarbugli è in grado di bloccare una sentenza quando gli pare e piace. Con tutti gli avvocati in circolazione e con una struttura farraginosa dei codici non esiste alcuna certezza, rendendo impossibile il funzionamento del Diritto nell'intero paese. A questo punto sarebbe preferibile sostituire tutte le possibili sentenze dei vari gradi di giudizio e di controllo con il metodo più semplice e chiaro possibile che è quello di lanciare in aria la classica monetina: “testa vince la difesa e croce vince l'accusa”. Se ci pensate un po' è da preferire a qualunque protocollo di procedura legale. Piuttosto che far durare dieci anni e più la serie di processi penali e civili è meglio che ci si affidi alla fortuna. Se si è arrivati a questo elevato grado di confusione e di palese e kafkiana indeterminatezza allora vuol dire che siamo combinati proprio male. Ma l'aspetto più grave è l’indifferenza che si respira da parte degli addetti ai lavori, i quali continuano a prendere in giro i cittadini e a spillare loro quattrini con salatissime parcelle. Non parliamo poi della classe politica che avrebbe dovuto risolvere il problema che è peggio dei vari Azzeccagarbugli del Diritto. Che figura con l'Europa e il mondo. L'Italia, patria del Diritto Romano, sede della cultura della Scienza del Diritto, è combinata peggio dell'ultimo disastrato paese dell'Africa. Si dovrebbero vergognare tutti i premier e i ministri della Giustizia di questo paese che hanno permesso per decenni un disastro del genere.
martedì 12 febbraio 2013
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