venerdì 3 settembre 2010

Il più grande bugiardo del secolo.

Molti media riportano la notizia che Silvio Berlusconi ormai ha deciso di andare a votare e a usare il pugno di ferro nei confronti dei seguaci del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Per fare questo ha avvertito l'esigenza di infinocchiare gli italiani con il solito ritornello mediatico del “tutti coloro che sono contro di me sono comunisti”. Eccolo questo ritornello, adattato con parole apparentemente diverse ma che definiscono ormai con chiarezza un modo di ragionare che è assolutamente fuori dalla logica democratica: "chi sta con noi sta con noi e chi non sta con noi, a partire dal processo breve, è fuori”. Poi ha continuato: “Fini ha votato contro al mio documento (da notare che ha detto mio e non nostro) e così facendo si è messo fuori dal Pdl. Nessuno ha cacciato nessuno. E’ stato lui stesso a mettersi fuori, non votando il documento che fu approvato con 12 voti contrari e 157 a favore”. Evidentemente, pretendeva l’unanimità. Dunque, il ragionamento che Berlusconi fa è il seguente: “chi non vota come dico io è fuori del partito” nel senso che o si dimette o lo "caccio via". Incredibile! Nel 2010 Berlusconi ragiona come un monarca del medioevo. Ha una visione assolutamente mussoliniana dei comportamenti da tenere con gli altri, che considera tutti dei suoi sottoposti. In pratica ha una visione aziendale della politica. Non ammette pensiero contrario al suo. Altrimenti caccia via tutti coloro che hanno il coraggio di contraddirlo. Ne ha fatto le spese Fini (ma anche tanti altri in precedenza, ricordate l'avv. Dotti?) che, in senso ironico, gli aveva detto: “che fai mi cacci?” Ed è stato cacciato realmente, nella maniera tipica dei comunisti sovietici. Il poveretto non sa che il confronto, la diversità e la dialettica sono il sale della democrazia. E si cresce solo se ci si confronta con gli altri, soprattutto quando gli altri criticano. La critica deve essere considerata la benvenuta. Altro che. Ma Lui non lo imparerà mai. Non ne ha la capacità, né l’attitudine, né soprattutto l’intelligenza. Come si può definire un uomo che la pensa così? Con due sole parole: bugiardo e fascista. Bugiardo perché Fini l’ha cacciato lui. Mica è stato Fini che ha fatto domanda in "carta da bollo" per essere cacciato! E poi è fascista, perché non ammette in un partito della Repubblica Italiana il dissenso. Tutto qui. D’altronde, ricordiamolo per i distratti, suo fratello Paolo Berlusconi è il proprietario del Giornale che ha adottato il “metodo Boffo” per far dimettere Fini. Come si chiama questo modo di procedere? Fascista, ovvero dittatoriale. Come ci si può fidare di un uomo che non ferma gli attacchi squadristici sui giornali di famiglia, che pretende il pensiero unico nel partito, che le decisioni politiche le prende solo lui, che opera in politica con i sondaggi, etc. Ci dispiace che la Chiesa Cattolica si sia fatta prendere in giro da quest’uomo che rovescia veleno da tutte le parti facendo credere che Lui è il campione del liberalismo. Di liberale non ha nulla. Di fascista tutto. E noi, con i fascisti e i comunisti non vogliamo avere niente a che fare. Li consideriamo entrambi la rovina della società.

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