mercoledì 25 febbraio 2009

Lezione 2 - Commento alla verifica relativa al secondo esercizio di pag. 6.

Presento qui di seguito la seconda verifica che ho svolto a conclusione della seconda lezione del corso. Ricordo che la prima lezione ha riguardato l’apprendimento delle seguenti quattro lettere dell’alfabeto arabo ﺐ (ba), ﺖ (ta), ﺚ (tha) e ﻦ (nun) insieme allo studio delle vocali brevi e alla comprensione dei segni ortografici che permettono l’uso delle tre vocali italiane a,i,u . La seconda lezione aggiunge l’acquisizione di altre tre lettere dell’alfabeto, chiamate "vocali lunghe" e, soprattutto, introduce i mutamenti delle forme che queste lettere subiscono quando sono inserite, in maniera detta “legata”, nelle parole. Come dire: c’è molta carne sul fuoco, cuciniamola bene se vogliamo apprezzarne il cibo. Dopo aver letto e riletto più volte questa seconda lezione (da pag.4 a pag.6 del testo della Veccia Vaglieri) come studente mi sento di dire che mentre lo studio delle vocali lunghe è abbastanza facile e comprensibile lo stesso non si può dire dei cambiamenti che subiscono le lettere legate all’interno delle parole. Per la prima parte della lezione mi sento di dire che mentre la “vocale breve” è semplicemente un segno sopra o sotto la consonante che impone a quest’ultima di acquisire la relativa vocale, del tipo b+a=ba, la “vocale lunga” si ottiene aggiungendo alla vocale breve una lettera di prolungazione. Il senso di questa prolungazione sta nel fatto che l’ulteriore lettera aggiunta alla consonante “prolunga” il suono della vocale breve aggiungendo un’altra vocale, questa volta non più segnata come harakat ma come carattere vero e proprio, cioè da ba a ba+a=baa ovvero . Alla Sig.ra Veccia, acuta osservatrice dei fatti morfologici teorici ma anche pratici della lingua araba, non poteva mancare la possibilità di informare lo studente come si scrive in arabo e, soprattutto, quando si segnano i punti diacritici nella scrittura. Detto fatto. In una piccola ma importantissima “noterella” dice che la prassi è di scrivere di seguito le lettere legate tra loro senza pause fino alla fine della parola. Dopodiché si ritorna sulle lettere scritte apponendovi i puntini. Confesso di avere dei problemi a seguire questo schema. Personalmente sarei portato a mettere subito i puntini ma comprendo che le prassi hanno la meglio sui desideri e, dunque, sia fatta la volontà ... della Sig.ra Veccia. Il relazione al secondo tema, relativo cioè ai mutamenti della forma delle lettere, mi sento di affermare che la questione è doppiamente complicata. Da una parte è necessario comprendere il ruolo della posizione delle lettere nella parola, distinguendo ben quattro tipologie differenti, e cioè la forma isolata, iniziale, mediana e finale che in italiano non esistono. E qui sta il dramma. In italiano non esiste alcuna abitudine al cambiamento delle lettere nelle parole. Pertanto, si è presi alla sprovvista dalla novità, con conseguenze disagevoli sul piano dell’apprendimento. Successivamente, c’è da dire che è difficile, molto difficile, memorizzarle tutte. Teoricamente esistono ben 4x28 combinazioni possibili. In totale ben 112 forme diverse. In realtà, sono meno di 112, ma non abbastanza per non dover aggiungere uno sforzo molto intenso al processo di memorizzazione. Non so se sono stato chiaro. Che cosa si pretende, di impararle subito? Non è facile, credetemi, a chi fa fatica a memorizzare qualcosa, completare questo segmento di apprendimento molto, molto impegnativo. Già ho grande difficoltà a imparare le ventotto lettere dell’alfabeto prese singolarmente, immaginate a cosa posso andare incontro quando le lettere diventano il triplo di quelle normali. E’ necessario che il mio maestro, in qualche maniera mi faciliti la comprensione. Lui non può pretendere di tenermi impegnato a fare sforzi spropositati di ripetizione morfologica. Non sono mica uno studente di una scuola coranica, dove gli studenti passano ore e ore a ripetere i suoni delle lettere e delle sillabe. Che diamine! La questione del numero effettivo delle lettere dell'alfabeto arabo è stata da me affrontata nel commento alla lezione 1. Nel frattempo ho trovato un sito, in cui l'autrice manifesta la mia stessa difficoltà. Dunque, siamo almeno in due ad esserne convinti. Altra stranezza che mi ha colpito in questa lezione sono il numero delle lettere con i puntini. Ho voluto contarle. Il risultato è che la maggioranza dei caratteri ha il puntino: o sopra o sotto, o uno, o due o, addirittura, tre. Su ventotto lettere ben quindici hanno qualche puntino, mentre le rimanenti tredici lettere non hanno alcun puntino. Questa mi sembra una “rottura di simmetria” che considero grave in una lingua che ha fatto della bellezza, dello stile e della forma artistica un punto di forza della struttura dei segni. Mi sarei aspettato una patta equilibrata del tipo quattordici a quattordici e non, viceversa, lo squilibrio di quindici a tredici! Devo chiedere al mio maestro cosa ne pensa. A pag.5 la Veccia Vaglieri presenta una interessante tabella riassuntiva delle lettere e delle vocali brevi e lunghe. Eccellente. Ed ora presento di seguito il compito per casa che ho svolto a conclusione della seconda lezione. Chissà se ho commesso degli errori e quanti. Spero di no, ma non ne sono sicuro. Aspetto con ansia la valutazione del mio maestro. Lezione precedente Lezione successiva

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Zeno,

intanto complimenti per l'ottimo خط (termine arabo che vuol dire calligrafia); davvero non male per chi comincia appena a studiare l'arabo. E veniamo alla correzione degli esercizi.
Esercizio di traslitterazione dall'arabo all'italiano: nessun errore!!
Dall'italiano in arabo: un solo errore: la seconda parola non è corretta: va scritto
باني anzichè بان . Per il resto, tutto OK! Davvero bravo, non c'è che dire: ! مبروك
Insomma, puoi essere soddisfatto! Mi sa tanto che diventerai uno studente مجتهد (mujtahìd); come مدرس (mudàrris) non posso che essere soddisfatto! Vorrei che non ti preoccupassi eccessivamente per la storia dei puntini. Col tempo ti diventeranno talmente familiari, da non percepirne più la difficoltà. Imparare l'alfabeto e' solo questione di tempo; l'impresa è comunque alla tua portata. Se la cosa può incoraggiarti, sappi che l'arabo si legge così come si scrive. Non è cosa da poco: pensa all'inglese, dove non c'è mai certezza nella pronuncia! Pensa un po': scrivono knight, ma pronunciano nàit, future e dicono fiùciar: una bestialità!! Certo, in arabo ci sono alcune lettere la cui pronuncia presenta qualche difficoltà. Secondo me, le lettere toste per la pronuncia sono soltanto tre : ث، ذ، ظ. Lo dico con cognizione di causa. Tutte le altre sono semplicissime. Naturalmente, secondo il mio punto di vista. Mi chiedi qual è il metodo migliore per imparare l'alfabeto: penso che il metodo della Veccia sia perfetto! Un gruppo di lettere e subito gli esercizi. Il tutto a piccole dosi... Non bisogna avere fretta: all'alfabeto occorre dedicare molto tempo! Padroneggiarlo significa essere a un buon punto nello studio dell'arabo! Coraggio, dunque! Affronta pure la lezione successiva. Per ora, مع السلمة

Anonimo ha detto...

ERRATA CORRIGE

Nella fretta ho scritto مع السلمة invece del corretto مع السلامة

Lapsus calami ;)

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