sabato 17 gennaio 2009

Il ricatto ha funzionato. W il ricatto.

“Nell’interesse della sfortunata Eluana Englaro la clinica di Udine ha fatto bene a salvaguardarle la vita, rifiutandosi di staccare il sondino che la alimenta artificialmente”. Sono queste, in sintesi, le parole di coloro i quali hanno plaudito alla decisione della Direzione della clinica che ha dovuto accettare “l’atto di indirizzo” del ministro Sacconi. Da questo punto di vista sembrerebbe che la faccenda, relativa alla morte della ragazza, sia stata chiusa definitivamente nel migliore dei modi. Con i complimenti del Vaticano, si può dire che “tutto è bene quello che finisce bene”. Adesso, ci si immagina che la ragazza guarisca e che riprenda la sua vita normale, con gioia e felicità per lo scampato pericolo. Tutto bene dunque? Noi crediamo di no, perché il desiderio di riacquistare una vita normale non sarà possibile trasformarlo nella realtà, perché purtroppo per la ragazza le leggi della natura le precludono di riprendere addirittura conoscenza dal sonno in cui è precipitata da anni di vita vegetativa. La ragione è che la ragazza non vive, ma vegeta ed è da diciassette anni alimentata artificialmente senza poter comunicare, né vivere. Tutto quello che la riguarda è una montagna di risorse ed energie che vengono dissipate per permettere al suo corpo, ormai insensibile a tutto, di continuare ad avere un elettrocardiogramma poco più increspato di una linea continua orizzontale. Noi siamo sempre più perplessi da questa vicenda. Vogliamo a questo punto commentare brevemente con alcune osservazioni l’attuale esito. In primo luogo, il provvedimento del Ministro Sacconi costituisce un grave precedente nella vita dei cittadini italiani, perché per la prima volta si mette in atto una strategia politico-amministrativa di un ministero per non applicare una legittima sentenza di un Tribunale dello Stato. Fatto gravissimo. In secondo luogo, la decisione della Direzione della clinica è stata presa perché sotto ricatto. Infatti, se non avessero accolto l’atto di indirizzo del ministero ci sarebbero stati dei licenziamenti a catena nel personale della clinica, con il rischio di dover chiudere l’attività. Fatto gravissimo. In terzo luogo, con i ripetuti tentativi messi in atto dalla componente fondamentalista cattolica della coalizione di centrodestra, si fa strada in Italia l’idea che sono a rischio le elementari libertà di scelta su come costruire la propria vita. Attenzione stiamo parlando della propria vita, non quella degli altri. In altre parole, si sta instaurando in Italia un meccanismo perverso in cui le scelte fondamentali di vita privata dei cittadini, peraltro in linea con le sentenze dei tribunali, non sono più possibili perché un nuovo Grande Fratello ci spia e ci blocca nelle nostre scelte di libertà e di convincimento. Fatto gravissimo. Infine, il caso politico. In relazione ai valori della libertà di pensiero e di scelte nella propria vita forse questo ultimo punto è il meno importante ma tocca un nervo scoperto che deve essere chiaro a tutti. In Italia la Chiesa Cattolica è libera. Nessuno si sogna di imbavagliarla e di impedirle di esercitare il suo messaggio pastorale. E, infatti, in questa vicenda la Chiesa, con il suo no che noi rispettiamo, non c’entra. Qui entra pesantemente “a gamba tesa” una concezione fondamentalista di una coalizione di maggioranza che esercita una violenza sul diritto dei cittadini di poter esercitare o meno la decisione di un tribunale dello Stato. Capite l’aspetto gravissimo della faccenda? Un tribunale decide una sentenza e siccome all’attuale governo questa decisione non va, perché una notevole fetta del suo elettorato è filo cattolico, un ministro di quel governo ricatta la struttura privata convenzionata con il SSN e impedisce al destinatario della sentenza che è il padre della sfortunata ragazza di non fare come vuole lui ma come vuole il ministro. Vi pare corretto questo ragionamento? Se si, allora siete salvi, perché la vostra fede vi ha salvato. Se no, vi deve sembrare corretto lo stesso perché vince la forza e non il diritto. Siamo proprio combinati bene. Non c’è che dire.

3 commenti:

Rosaria Privitera Saggio ha detto...

Io mi domando : ... Ma perchè il padre della ragazza invece di fare inizialmente tanto baccano, non staccava la spina da solo????!!!
Della ragazza in Italia non ne sapeva niente nessuno... è venuta alla ribalta.... grazie alla richiesta del padre.
Se invece zitto zitto... staccava la spina in accordo con il suo medico di fiducia..... Oggi non saremmo qui a tirarci le... pietre.
Non dirmi che questa è vigliaccheria.
sai bene che non lo è.
Non è nemmeno far le cose di nascosto.

Anonimo ha detto...

Cara Rosaria,
ormai la vicenda Englaro non è più, purtroppo, una faccenda privata ma pubblica, anzi esageratamente pubblica. Quando la politica invade il campo della vita privata delle persone siamo tutti fritti. E poi i politici si lamentano anche che hanno poca privacy. Loro la pretendono e agli altri gliela negano. Io sono contro l'eutanasia, ma qui si sta veramente esagerando. Scambiare questo caso per eutanasia è troppo. Speriamo che il padre riesca a risolvere la SUA questione come desidera. Lo si sta trattando come un oggetto, strumentalizzato da tutte le parti, da un'estremo all'altro dell'arco politico, tirato per la giacchetta, maltrattato, infischiandosene del suo dolore di padre affettuoso e premuroso e di cittadino desideroso di riservatezza. E invece è sempre, suo malgrado, sotto i riflettori. Il cattolicissimo ministro Maurizio Sacconi dovrebbe pregare per lui se ha rispetto per i bisognosi.

Anonimo ha detto...

carissimo zeno ti scrivo per esprimere la mia contrarietà verso il tuo pensiero in relazione alla vicenda eluana.la cosa piu assurda di questa questione è che l'arbitrio giusto o sbagliato che sia, di un giudice, possa essere considerato idoneo a colmare un vuoto legislativo come l'assenza di una legge sul testamento biologico.di questo passo è possibile prospettarsi un futuro con possibili casi come quelli di eluana dove la mancanza di un consenso espresso e la discutibile presenza di un consenso tacito possano giustificare l'interruzione della vita di una persona

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