domenica 24 febbraio 2008

La rimozione delle idee sgradite: il caso contributi pensionistici “a sbafo” dei parlamentari.


Ieri pomeriggio, 23 febbraio 2008, allo stadio Millennium di Cardiff la nazionale italiana di rugby ha perduto il suo terzo incontro del torneo SixNations 2008. E fin qui tutto è normale. Il fatto è che ha perduto malissimo. Non solo non ha segnato punti facilissimi, ma ha giocato un secondo tempo disastroso, perdendo con un punteggio pesante. Una partita da dimenticare. Mai frase è stata più adeguata di questo luogo comune per dare il vero senso dell’evento. Appunto, “da dimenticare”. Gli psicologi parlano in questo caso di sindrome “da distacco”, qualcosa di analogo alla sindrome “di Stoccolma” che mette insieme, collaborando nel percorso relazionale, carcerato e carceriere, cioè vittima e aguzzino, di un rapimento. Qui nella sindrome “da distacco” c’è un soggetto, che può essere un solo individuo (o anche un’intera tribù), che subendo una delusione considerevole fa di tutto per dimenticarla, cioè fa di tutto per rimuovere l’evento dalla sua memoria, vivendo la sua vita come se l’evento non fosse mai accaduto. Non crediate che si tratti di un fatto raro o che riguardi solo certe persone, deboli e incapaci di reagire, e non altri. Eventi di rimozione del genere si verificano in continuazione nella nostra vita, alla sola condizione che l’evento coinvolga tantissimo la persona medesima. Facciamo degli esempi. Per alcuni può essere lo sport, come per esempio la delusione bruciante della sconfitta della propria squadra in una partita importante come nel nostro caso. Per altri un evento negativo nel proprio lavoro, come per esempio la promozione del collega più antipatico dell’ufficio nel quale lavoriamo. Per altri ancora una violenza subita da una donna da parte di uno stupratore. Per altri, infine, una interrogazione andata malissimo quando eravamo studenti a scuola; oppure si può trattare di un amore non corrisposto, o la perdita di una forte somma di denaro al gioco, ecc… Insomma, può accadere a chiunque e in molti settori della nostra vita. Ebbene, la sindrome “da distacco” colpisce però di più nel campo della politica parlamentare italiana, nel momento in cui l’evento riguarda le tasche dei nostri rappresentanti a Montecitorio. Perdonate la lunga premessa, ma era necessaria. Dobbiamo ringraziare il giornalista G.A. Stella per questo genere di informazioni che, sembra, possegga solo lui, altrimenti non si capisce perché nessuno ne parla. Non è un caso che il suo libro La Casta (scritto insieme a S. Rizzo) ha battuto tutti i record di vendita editoriali a proposito dei “fatti e dei misfatti” dei nostri rappresentanti politici eletti in Parlamento. Anzi. Il libro La Casta dovrebbe essere regalato a ogni studente delle scuole, come si fa con il libretto della Costituzione per permettere ai giovani, adulti di domani, come non fidarsi mai di mascalzoni che vanno in Parlamento a pensare alle proprie tasche e solo alle proprie. E poi La Casta dovrebbe costituire a nostro avviso il programma elettorale per antonomasia di tutti i partiti da votare. I partiti che non si impegnano a evitare i disastri denunciati dal libro di Stella non dovrebbero avere rappresentanti in Parlamento, onde evitare di diventare la vergogna del paese all’estero, come nel caso della spazzatura. Ma veniamo al fatto. Dice Stella a proposito delle pensioni privilegiate dei parlamentari che “il Parlamento fallisce l’ultimo assalto. I parlamentari di tutti gli schieramenti ci hanno riprovato mentre gli italiani erano distratti dalla campagna elettorale convinti che il Parlamento fosse già chiuso, mentre i nostri rappresentanti alla Camera e al Senato hanno cercato di infilare nel decreto milleproroghe una sanatoria per la pensione dei politici e dei sindacalisti. Una furbata sventata solo all’ultimo momento”. Non possiamo entrare nei dettagli del fatto perché sarebbe lungo da descrivere. Tuttavia vorremmo far concludere il bravo giornalista con le sue parole dicendo che : “Ah, no, questo no” si è messo di traverso il dipietrista Antonio Borghesi. E la cosa, non potendo passare se non col silenzio complice di tutti, è saltata. Breve pausa e ci hanno riprovato. Niente da fare. Altra pausa e nuovo tentativo. Per ora è saltato tutto. Per ora….”. Per le cose dette sopra sappiate che i nostri parlamentari, soffrendo di sindrome “da distacco” non ricorderanno nulla di tutto quanto è successo al Parlamento. Hanno già dimenticato tutto. Avevate dei dubbi sull’italica genìa avvezza all’imbroglio? Perché non si chiedono spiegazioni ai big della campagna elettorale di questi comportamenti non proprio da educande? Alberto Sordi, a proposito di questa gente, soleva dire: “a magnoni!”,

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusa, ma non potresti essere un pochino meno prolisso? Stringere, stringere! Poche righe ma efficaci!

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo,
hai ragione. Si, è vero, questa volta l'ho fatta grossa ed ho esagerato. L'ho riconosciuto esplicitamente nel testo dell'articolo. Il fatto è che volevo richiamare l'attenzione sulla sconfitta della nazionale italiana di rugby. E così ho trovato la maniera di scrivere entrambe le cose. Chiedo scusa ai lettori.

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