domenica 18 luglio 2004

Il ritorno del perdonismo. Un brutto segnale.

Una malattia si aggira per tutti i luoghi del paese. Come tutte le malattie, anche questa ha un luogo di provenienza, che è la capitale, e una conclusione, che fa delle vittime illustri. La principale scomparsa è “l’intelligenza”. Ma altre vittime sono già state individuate e altre potrebbero emergere dopo che i soccorsi, inutili per la verità, avranno completato l’impietosa opera di individuazione dei resti mortali. Oltre all’intelligenza sono morti “il diritto” e “la giustizia”. Versa in fin di vita la “razionalità” che, in Italia, diciamocelo chiaramente, non è mai stata in salute. I medici hanno individuato alcune cause che hanno permesso alla malattia di diffondersi. Eccone una sintesi:
- non si esige più la multa per gli automobilisti che passano col rosso ai semafori;
- non si espellono più i clandestini sorpresi durante il reato di immigrazione illecita scoperti a spacciare droga;
- non si perseguono con rigore gli automobilisti che nelle autostrade creano incidenti stradali a catena;
- non si arrestano più i delinquenti che sabotano la salute dei cittadini;
- non si dà più l'ergastolo a chi commette omicidi infantili o ai rei di uccisione per pedofilia.
La lista delle cause potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui perché, nell’economia del nostro discorso, sarebbe inutile elencarle tutte. Qual’è la morale della favola? Semplice. Si discute politicamente se una certa proposta di legge è opportuna o meno. Bene. Le forze politiche si confrontano, discutono anche vivacemente, e poi la votano. E quando viene approvata, da quel momento in poi la decisione dovrebbe essere legge e tutti dovrebbero rispettarla. Invece, in questo strano paese, le cose non vanno così. Perché se anche una legge è stata pubblicata nella G.U., per moltissimi cittadini non esiste. E fatto più grave per i rimanenti non serve a nulla perseguire chi non segue le leggi, perché alla fine tra un condono e un perdono vincono sempre i furbi. Ecco come si guasta la democrazia. Inculcando nei cittadini il falso e diseducativo messaggio che basta non essere d’accordo su una legge che si può non applicarla. Complimenti a tutti. E poi ci lamentiamo di avere un paese in cui chi viola legge e non la rispetta viene alla fine condonato. E fin qui possiamo capire. Ma chi invece accetta le regole, paga le multe, e poi si dice che è stato fesso a pagarle, no, è troppo. Non c’è nulla di peggio che essere ammalati di ipocrisia e di perdonismo.

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