mercoledì 7 luglio 2004

Un fatto veramente inconsueto.

Straordinario. Originale. Fatto anomalo. Raro. Diverso dagli altri. Curioso. Il candidato democratico alle presidenziali di Novembre, John Kerry, ha scelto il senatore John Edwards, suo principale sfidante alle ultime primarie americane, come Vice Presidente degli Stati Uniti se vincerà le prossime elezioni contro Gorge Bush. A nostro parere si tratta di un elemento politico-elettorale veramente insolito, che solo gli statunitensi potevano inventare. Non si è mai visto, in nessun paese del mondo, che uno sfidante che perde le elezioni viene scelto da chi vince come suo Vice Presidente. Una scelta opportuna, intelligente e straordinariamente democratica che riflette per molti versi i valori americani della democrazia. Esemplare maniera per confermare che gli USA sono un altro pianeta nel mondo della politica. Ve lo immaginate qui, in Italia, l’On. Berlusconi che, dopo avere battuto Rutelli alle ultime elezioni politiche, lo sceglie come suo Vice al posto dell’On. Fini? Si dirà impossibile. Rutelli non correva nello stesso partito di Berlusconi. Ah si? E allora mettiamola così. Ve lo immaginate l’On. Berlusconi che sceglie come suo Vice Presidente l’ex Ministro degli esteri Renato Ruggiero? Non va bene neanche questo esempio? E allora che ne dite dell’avv. Vittorio Dotti? Diciamo la verità. Noi non ce lo immaginiamo proprio. Perché? Perché l’On. Presidente del Consiglio non sceglie i nomi secondo il consenso democratico o secondo responsabilità. Lui è abituato a rimuovere i suoi collaboratori, trattandoli come semplici pedine. Appunto. Il fatto mi ricorda il gioco della dama. Appena non fai quello che desidera il Capo, vieni “mangiato”. No. Grazie. Non è il modello elettorale statunitense che noi preferiamo a quello italiano. Sono gli uomini politici e, soprattutto, la loro serietà quello che ci interessa. Altro che pedine.

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